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Sorelle scomparse, la verità nei telefonini. La paura di orsi e lupi e quei veicoli sospetti

La denuncia del padre: “Pochi giorni prima era stata tolta alla madre la responsabilità genitoriale”

Sorelle scomparse, la verità nei telefonini. La paura di orsi e lupi e quei veicoli sospetti

Sono passati ormai dieci giorni dalla scomparsa di Alisya e Sarah Di Giacinto, le due sorelle di 16 e 12 anni originarie di Minturno (Latina), che si trovavano nella comunità educativa ‘Ofh Hope’ di Civitella Alfedena, (L’Aquila) tra i fitti boschi del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Delle due sorelline non c’è traccia e non si esclude nessuna pista investigativa. Nelle ultime ore le operazioni si sono concentrate anche nel lago di Barrea. I sommozzatori dei vigili del fuoco hanno effettuato una ricognizione nello specchio d’acqua, soffermandosi in particolare sotto i due ponti. Al momento, però, le ricerche non hanno fornito elementi utili al ritrovamento.

La Procura di Sulmona (L’Aquila) ha aperto un fascicolo per sottrazione di minori e sta analizzando tutti gli elementi raccolti nelle ultime ore. Tra questi, le immagini delle telecamere di videosorveglianza comunale che avrebbero ripreso alcuni veicoli transitati a poca distanza dalla struttura protetta negli orari che sarebbero compatibili con la scomparsa delle sorelline. Elementi che potrebbero risultare utili per ricostruire la dinamica degli eventi. Secondo quanto filtra dagli ambienti investigativi, le indagini seguono più direzioni. Al momento nessuna ipotesi viene esclusa, compresa quella del rapimento, del sequestro o di un allontanamento volontario che appare, però, difficile senza l’aiuto di uno o più adulti.

La stanza della due ragazze, nella comunità educativa, è stata posta sotto sequestro. Mentre l’analisi dei telefoni cellulari in uso alle due ragazzine avrebbe fornito ai carabinieri elementi ritenuti utili alle indagini. Si analizzano i messaggi e le chat in cerca di indizi utili a ritrovarle. Le due sorelle erano ospiti della struttura in provincia dell’Aquila dall’ottobre 2024, su disposizione del giudice minorile di Cassino, (Frosinone) nell’ambito di un percorso di tutela avviato dopo la separazione dei genitori, avvenuta nel 2021. La denuncia del padre: “Pochi giorni prima era stata tolta alla madre la responsabilità genitoriale“.

Nei giorni scorsi anche il fidanzatino della 16enne comparsa aveva svelato alcuni dettagli non banali. Il ragazzo aveva detto che Alisya cercava di dirgli qualcosa, ma a causa della timidezza e siccome non riusciva mai a trovare il momento giusto, “continuava a rimandare“. Il ragazzo ha anche svelato che le due sorelle avevano paura di uscire di notte dalla comunità, proprio a causa della presenza di animali nella zona, orsi e lupi in particolare. Elemento che escluderebbe l’ipotesi dell’allontanamento volontario. Il ragazzo ha parlato anche del portone della comunità che “non si chiudeva bene“. Forse qualcuno potrebbe aver approfittato di questo elemento per agire. Sono tutte ipotesi, la realtà è che non ci sono elementi concreti per procedere in una sola direzione nelle indagini. Gli inquirenti non escludono nessuna pista.