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Cronache

Nel giorno della festa del lavoro, la giovane Presidente della Camera dei deputati ha voluto fare un evidente riferimento alla sparatoria di domenica scorsa, davanti a Montecitorio, sostenendo che "L'emergenza lavoro" fa sì che "la vittima diventi carnefice come, purtroppo, e' successo nei giorni scorsi, davanti a Palazzo Chigi". La rappresentante del partito di Vendola ha poi auspicato dal nuovo governo Letta-Alfano "risposte tempestive all'emergenza delle emergenze". No, signora Boldrini, non ci siamo. Basta con questi giustificazionismi, analoghi a quelli ascoltati, l'altra sera, dalla giornalista di sinistra, Lucia Annunziata, nel corso del programma di Formigli "Piazza Pulita", su "La 7" !

Luigi Preiti non è affatto una vittima della società, nè dell'"infame inciucio" tra PD e PDL e neppure della grave crisi finanziaria. Le uniche vittime della sparatoria di domenica sono 2 umili ma coraggiosi servitori dello Stato, il bravo brigadiere dell'Arma dei Carabinieri, Giuseppe Giangrande, e il suo più giovane collega. Per calibrare meglio il suo discorso, gentile Presidente, Lei- che dispone di un ufficio-stampa pletorico, che le invidia persino il Presidente Obama- avrebbe dovuto dare un'occhiata all'articolo, che ha scritto stamane, sul "Corriere della Sera", Adriano Celentano :"Non esiste disagio che tenga per chi tenta di stecchire persone innocenti, come il carabiniere Giuseppe Giangrande. Il vero coraggio è difendere la sacralità della vita dei cittadini". Non so Lei, on.Boldrini, ma milioni di italiani, come Celentano e lo scrivente, non sono riusciti a trattenere le lacrime, quando in televisione è apparsa la figlia di Giangrande, Martina, che ha pronunciato parole dolci, prive di odio e struggenti.

E, dunque, in una fase cosi' delicata per la vita del militare ferito, uno dei più alti rappresentanti delle istituzioni non può, pubblicamente, mettere sullo stesso piano la vittima e lo spietato carnefice, un uomo disperato, distrutto dai suoi errori e dal gioco d'azzardo. Tra l'altro, il "gigante buono", come i giornali hanno definito Giangrande, rimasto vedovo da pochi mesi e con una figlia ancora giovane da mantenere, era impegnato nella raccolta delle firme a favore della riduzione degli stipendioni e degli sprechi della "Casta". Con i giustificazionismi, i perdonismi, gli ambigui "ragionamenti", di demitiana memoria, i buonismi nei confronti degli assassini e dei folli sparatori, i rappresentanti delle istituzioni non devono riecheggiare l'ambiguo slogan dell'epoca, tragica, del terrorismo eversivo e sanguinario :"Nè con lo Stato nè con le Brigate Rosse !". No, Boldrini, la società civile e anche quanti soffrono, ai parolai, rossi o neri, in momenti di tensione sociale e di emergenza finanziaria e politica, preferiscono ascoltare le frasi, chiare e sincere, di un cantautore, che conosce la gente e il disagio, quello autentico, come Celentano :"Preghiamo per il padre di Martina affinchè non rimanga paralizzato, ma guarisca presto". Una preghiera, che sarebbe bello fare in tanti, vero, signora Presidente?

Pietro Mancini

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sparatoriaromaboldrinigiangrande
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