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Caro Renzi, Squinzi parla poco. Meglio ascoltarlo

Caro Renzi, Squinzi parla poco. Meglio ascoltarlo
squinzi

di Andrea Deugeni
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@andreadeugeni

Una cosa è sicura. La Confindustria è meglio averla a favore che contro. Visti i precedenti. Prima con il governo Monti, poi con il governo Letta: dopo che Squinzi ha iniziato a lamentarsi dell’inquilino di Palazzo Chigi, il cambio della guardia al governo non ha tardato infatti troppo ad arrivare. Quindi Renzi e la sua squadra farebbero meglio a drizzare le antenne ogni qual volta Viale dell’Astronomia interviene nel dibattito sulla politica economica e fa capire i propri desiderata.

Anche se nelle ultime uscite il presidente della Confindustria Giorgio Squinzi non ha perso occasione per sottolineare come Viale dell’Astronomia non abbia avuto alcun peso nelle dimissioni dell’ex premier, l’uscita di oggi di Squinzi sui 10 miliardi di intervento sul cuneo fiscale e l’aver ricordato che Confindustria aveva inizialmente chiesto a Letta il doppio per tagliare il prelievo sul costo del lavoro riportano a galla tutta la delusione passata degli imprenditori nei confronti dell’ex premier. Delusione post legge di Stabilità che, unita alla scontentezza della Cgil e all’ambizione di Matteo Renzi, ha generato il mix esplosivo che ha accelerato il ricambio a Palazzo Chigi.

Per Renzi, Squinzi è un pungolo temibile. La credibilità di Mr Mapei sta nell’esser un uomo d’azienda concreto, che parla poco e che, soprattutto, non partecipa ad alcun salotto, finanziario o televisivo che sia. Meglio ascoltarlo.