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Cronache
lorenzin vannoni

di Lorenzo Lamperti

twitter@LorenzoLamperti

"Se Lorenzin avesse voluto trasparenza non avrebbe nominato un comitato prevenuto contro di noi". Davide Vannoni, presidente della Stamina Foundation, affida la sua reazione al parere negativo sul suo metodo a un'intervista ad Affaritaliani.it: "Non ci aspettavamo nulla di diverso, ricorreremo al Tar. I malati hanno bisogno di una speranza, gliela vogliono negare. Forse ho sbagliato a consegnare il protocollo. Andremo a fare la sperimentazione all'estero".

Davide Vannoni, il comitato scientifico ha dato parere contrario alla sperimentazione sul metodo Stamina. Il ministro Lorenzin ha parlato di "speranze infondate". Qual è la sua reazione?

La Lorenzin se avesse voluto trasparenza non avrebbe istituito un comitato scientifico che al 70 per cento si era già espresso contro Stamina. La patata bollente ce l'ha tutta il ministro perché ha nominato un comitato scientifico dal quale noi, come avevamo detto più volte, non ci aspettavamo nulla di positivo. Voglio leggere le motivazioni e capire a che cosa si riferiscono quando parlano di 'inconsistenza scientifica'. L'efficacia è provata dai pazienti che sono stati curati, non è certo quella nominata da loro sulla carta. Noi abbiamo i dati medici che porteremo al ricorso al Tar del 7 ottobre.

Che cosa si aspetta ora dal ministro Lorenzin?

Se il ministro Lorenzin guardasse ai fatti rivedrebbe la sua posizione, o meglio quella del comitato scientifico. Il compito del comitato non era di bocciare o promuovere la sperimentazione, ma valutare l'eventuale pericolosità della terapia. Quindi voglio capire se si basano su questo perché non ci è stato proprio chiesto di fornire dati di scientificità sulla metodica. Questa non è una commissione universitaria che deve decidere se farmi vincere un concorso o meno, qui si tratta di un iter di sperimentazione. Certamente non può essere questo comitato scientifico a portare avanti la sperimentazione. Procederemo con un ricorso al Tar perché riteniamo non ci sia stata la necessaria trasparenza.

Molti malati italiani chiedono di essere curati con il metodo Stamina...

L'altro giorno in piazza c'erano quasi un migliaio di persone davanti a Montecitorio. Ho viste persone in barella... questa gente ha diritto a una speranza. Una speranza che già viene applicata in un ospedale italiano e non vedo perché ora gli deve essere negata. Sicuramente quelli che sono già in cura continueranno a essere curati. Speriamo che questa valutazione del comitato scientifico non costringa ad andare all'estero gli altri pazienti che fanno richiesta di essere curati col metodo Stamina.

Però contro di lei sono arrivate molte critiche di mancanza di trasparenza ed è stato avanzato il dubbio che il metodo sia già coperto da segreto industriale. E' davvero così?

Il metodo non è stato venduto a nessuno, è nella mia piena proprietà. Il contratto che ho fatto non prevede nessuna vendita ma solo uno sviluppo estero con il criterio stabilito da Stamina, cioè la gratuità per i pazienti. Per ciò che concerne altre accuse sulla trasparenza rispondo che io il protocollo l'ho consegnato. Ho fatto anche delle modifiche che non avrei dovuto fare perché mi sono state chieste dall'Istituto Superiore di Sanità. Probabilmente non avrei dovuto consegnare lì, ma io mi sento a posto. Ho fatto quello che dovevo nei confronti dei pazienti. Adesso chi si assume la decisione di non fare la sperimentazione si assume anche la responsabilità verso i pazienti. Comunque abbiamo proposte per fare questa sperimentazione all'estero, probabilmente la faremo negli Stati Uniti. Andare all'estero è l'unica cosa che possiamo fare se viene bocciata la sperimentazione.

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