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Cronache
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Prende il via nell'aula bunker del carcere palermitano Pagliarelli, davanti ai giudici della corte d'assise, il processo sulla trattativa tra lo Stato e la mafia. Dieci gli imputati: i capimafia Totò Riina, Leoluca Bagarella, Antonino Cinà, gli ex ufficiali del Ros Antonio Subranni, Mario Mori e Giuseppe De Donno, il pentito Giovanni Brusca e Massimo Ciancimino. E poi ex politici come Marcello Dell'Utri e Nicola Mancino. L'ex presidente del Senato, in particolare, ha ribadito che oggi il suo legale chiederà lo stralcio della sua posizione. Il pm Antonio Di Matteo: "Quando la verità dovesse riguardare elementi di colpevolezza a carico dello Stato, lo Stato non può nascondere eventuali sue responsabilità sotto il tappeto".

LA CRONACA

PM CHIEDE TERMINE SU PARTI CIVILI, RINVIO A VENERDI' - E' stato rinviato al prossimo venerdi' il processo per la trattativa Stato-mafia. Lo ha deciso il presidente della Corte, Alfredo Montalto, accogliendo una richiesta del Pm, che ha fatto presente di aver bisogno di un termine prima di esprimere il proprio parere sulle domande di costituzione di parte civile, dato l'alto numero delle istanze.

PM PREANNUNCIA NUOVA AGGRAVANTE PER MANCINO - La Procura ha preannunciato che contestera' una nuova aggravante all'ex ministro dell'Interno Nicola Mancino, imputato di falsa testimonianza nel processo per la trattativa Stato-mafia, apertosi stamattina a Palermo.

CIANCIMINO IN AULA, FA CONDOGLIANZE A S. BORSELLINO - Massimo Ciancimino si e' presentato nell'aula bunker di Pagliarelli a Palermo, dove si apre oggi il processo per la trattativa Stato-mafia, in cui e' tra gli imputati. Appena entrato, Ciancimino ha avuto un breve dialogo con Salvatore Borsellino. "Gli ho fatto le condoglianze per la morte di Agnese", ha detto il figlio dell'ex sindaco mafioso di Palermo.

MESSINEO, PROCESSO FARA' COMUNQUE ATTO DI GIUSTIZIA - "Sull'importanza di questo processo credo non vi possano essere dubbi. E' un processo che per i temi trattati, per il periodo storico al quale fa riferimento e per una serie di altri elementi di valutazione e' di grande impegno per la Procura della Repubblica. Inizia oggi questo percorso che condurra' a una decisione che fara' comunque un atto di giustizia. Qui stiamo celebrando un processo, non dobbiamo distribuire pagelle o encomi, e neppure forme di rivalsa nei confronti del passato: cerchiamo di chiarire i fatti e di trarne le conseguenze giuridiche". Lo ha detto il procuratore di Palermo Francesco Messineo, rispondendo ai giornalisti nell'aula bunker di Pagliarelli, dove si apre il processo per la trattativa Stato-mafia.

MESSINEO, SU MANCINO C'E' GIA' PRONUNCIA GUP - Nicola Mancino non vuole essere processato insieme ad altri mafiosi? "Questa e' una posizione che gia' era stata espressa in sede di udienza preliminare e sulla quale credo che ci sia stata gia' una pronuncia sia pure provvisoria. Ritengo che la difesa del senatore Mancino sapra' svolgere egregiamente il suo compito proponendo quei temi che ritiene adeguati nell'interesse dell'assistito". Lo ha detto il procuratore di Palermo Francesco Messineo, rispondendo ai giornalisti riguardo le parole dell'ex ministro Nicola Mancino, che ha annunciato di voler chiedere lo stralcio della sua posizione nel processo per la trattativa Stato-mafia, di cui si tiene oggi la prima udienza.

MESSINEO, NON SI SCRIVE STORIA MA SI ACCERTANO FATTI - "Qui non si tratta di processare lo Stato o di rifare la storia. Si tratta di un processo penale nel quale si accertano fatti e responsabilita' e mi auguro che cio' avvenga in quest'aula e alla fine trarremo insieme le sintesi necessarie". Lo ha detto il procuratore di Palermo Francesco Messineo, giunto nell'aula bunker di Pagliarelli per la prima udienza del processo sulla trattativa Stato-mafia.

PM DI MATTEO, NON SI NASCONDANO COLPE SOTTO TAPPETO - "Lo Stato non puo' nascondere eventuali responsabilita' sotto il tappeto. Se la verita' che emerge dovesse riguardare elementi di colpevolezza a carico dello Stato, questi non puo' nascondere le sue responsabilita' che venissero provate. Si andra' avanti con rigore". Lo ha detto il sostituto procuratore Antonino Di Matteo, Pm nel processo per la trattativa Stato-mafia, poco prima dell'inizio dell'udienza nell'aula bunker del carcere di Pagliarelli a Palermo.

MANCINO, SONO IN AULA PERCHE' CHIEDO GIUSTIZIA - "Sono qui anche perche' chiedo giustizia. Speravo con la mia imputazione di non dovere arrivare in corte d'assise. Oggi ci sono, ma voglio uscirne. Io ho combattuto la mafia, e non accetto questa situazione, ma ci difenderemo nel processo". Lo ha detto l'ex ministro dell'Interno, Nicola Mancino, nell'aula bunker di Pagliarelli a Palermo per la prima udienza del processo sulla trattativa Stato-mafia, in cui e' imputato di false dichiarazioni al Pm.

S. BORSELLINO, GIA' CHIARO CHE TRATTATIVA C'E' STATA - "Per la prima volta la Stato processa altri pezzi dello Stato. Sembrava una cosa impossibile, invece sta avvenendo. Ho fiducia nei magistrati e nel processo e il dato di partenza e' che la trattativa non e' piu' ritenuta fumosa o fantomatica. C'e' stata". Lo ha detto Salvatore Borsellino, nell'aula bunker di Pagliarelli a Palermo per l'avvio del processo sulla trattativa Stato-mafia.  

MANCINO IN AULA A PALERMO, SERENO E CHIEDO STRALCIO - "Sono sereno. Ho fiducia e speranza di uscire da questo processo. Ho combattuto la mafia, non posso stare nello stesso processo con i mafiosi. Chiederemo lo stralcio. La prima ragione, comunque, di un cittadino e' difendersi nel processo ed e' quello che intendo fare". Lo ha detto l'ex ministro dell'Interno, Nicola Mancino, giunto nell'aula bunker di Pagliarelli a Palermo per la prima udienza del processo sulla trattativa Stato-mafia, in cui e' imputato di false dichiarazioni al Pm. "Ho il dovere di stare qui, e' giusto. E doveroso anche perche' voglio uscire da questo processo. Io rappresento me stesso con un'imputazione che e' diversa da quella degli altri: falsa testimoninaza perche' la mia parola e' stata ritenuta inadeguata da altri colleghi che all'epoca era ministri", ha aggiunto Mancino rispondendo ai giornalisti.

AL VIA PROCESSO, STRISCIONI AGENDE ROSSE FUORI AULA - Striscioni, o meglio lenzuola, del movimento Agende rosse e di "Fraterno sostegno ad Agnese Borsellino" campeggiano sulle inferriate gialle che guardano l'aula bunker del carcere di Pagliarelli a Palermo, dove si apre il processo per la trattativa Stato-mafia. "Lo stato deviato non fermera' la verita'", hanno scritto le Agende rosse, il cui leader, Salvatore Borsellino, fratello del magistrato ucciso nella strage di via D'Amelio, e' gia' arrivato nell'aula.

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