Un Super El Niño è una fase eccezionalmente intensa del riscaldamento periodico delle acque del Pacifico equatoriale. Può modificare piogge, temperature e circolazione atmosferica in vaste aree del pianeta.
I modelli aggiornati nel luglio 2026 indicano un evento molto forte tra la fine dell’anno e l’inizio del 2027. La sua intensità esatta e le conseguenze sull’Europa non possono però essere stabilite con mesi di anticipo.
Super El Niño, che cos’è
El Niño è la fase calda dell’ENSO, l’oscillazione naturale che coinvolge oceano e atmosfera nel Pacifico equatoriale. Durante l’evento si indeboliscono o cambiano gli alisei e una vasta quantità di acqua calda si sposta verso il Pacifico centrale e orientale.
“Super El Niño” non è una categoria ufficiale utilizzata allo stesso modo da tutti gli istituti. Viene impiegata per descrivere gli episodi nei quali le anomalie della temperatura marina raggiungono valori molto elevati e producono effetti particolarmente estesi.
Tra gli eventi più intensi osservati in epoca recente vengono ricordati quelli del 1982-1983, 1997-1998 e 2015-2016. La forza dell’anomalia oceanica non permette comunque di prevedere ogni singolo effetto meteorologico.
Super El Niño, cosa dicono le previsioni del luglio 2026
Il sistema sperimentale SPEAR del laboratorio GFDL della NOAA mostra, nelle elaborazioni iniziate il 1° luglio, un picco almeno paragonabile agli eventi più forti dell’ultimo secolo in tutti i 30 membri dell’insieme previsionale.
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Lo stesso modello indica un progressivo indebolimento durante l’inverno e la primavera. Trattandosi di una previsione sperimentale, i risultati devono essere confrontati con le analisi ufficiali e aggiornati man mano che arrivano nuove osservazioni.
Il Climate Prediction Center della NOAA ritiene molto probabile che El Niño continui e si rafforzi verso la fine del 2026. L’istituto ricorda che anche gli eventi più intensi non producono gli stessi effetti in ogni regione.
Super El Niño, perché crea preoccupazione
El Niño può spostare le aree nelle quali si concentrano piogge e siccità. In alcune zone del Sud America aumenta il rischio di precipitazioni intense e alluvioni. In parti dell’Asia, dell’Australia e dell’Africa può ridurre le piogge e danneggiare raccolti e riserve idriche.
Il calore accumulato nell’oceano viene trasferito anche all’atmosfera. Un evento molto forte, sommato al riscaldamento globale, può favorire temperature medie elevate e ondate di calore marine.
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Gli effetti riguardano agricoltura, pesca, produzione idroelettrica e prezzi delle materie prime alimentari. L’impatto maggiore può ricadere sui Paesi nei quali siccità o alluvioni colpiscono popolazioni già esposte a insicurezza alimentare.
Super El Niño, cosa può succedere in Italia
Il rapporto tra El Niño e il tempo in Europa è meno diretto rispetto a quello osservato nelle Americhe o nell’area del Pacifico. L’inverno italiano dipende anche dalla posizione del vortice polare, dall’Atlantico settentrionale, dalla circolazione mediterranea e da altri fattori.
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Un El Niño molto forte può modificare la circolazione globale e aumentare la probabilità di alcune configurazioni atmosferiche. Non consente però di affermare, a luglio, se una determinata città avrà un inverno più piovoso, mite o nevoso.
Le proiezioni stagionali vanno quindi lette come indicazioni probabilistiche. Gli aggiornamenti dei prossimi mesi permetteranno di valutare meglio intensità, durata e possibili conseguenze regionali.

