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Cronache
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di Fabio Frabetti

C'è finalmente una svolta nel caso di Valentina Salamone, la ragazza di 19 anni trovata morta nel luglio del 2010 ad Adrano in provincia di Catania. Nella notte è stato fermato Nicola Mancuso, l'ex fidanzato. Deve rispondere di concorso con ignoti in omicidio pluriagravato. Quello che per molti mesi era stato ritenuto inspiegabilmente un suicidio assume ora la sua naturale dimensione: Valentina è stata uccisa come da sempre hanno sostenuto i suoi cari.

La ragazza stava trascorrendo qualche giorno di vacanza insieme ad alcuni amici in una villetta di Adrano (Catania). Proprio le testimonianze dei ragazzi che si trovavano con lei sono state piuttosto discordanti ed anche il loro comportamento generò molti interrogativi: come mai, ad esempio, hanno atteso una intera giornata prima di denunciare il ritrovamento del corpo della giovane? Secondo la ricognizione cadaverica Valentina sarebbe morta nella notte tra il 23 il 24 luglio. I familiari sono stati avvisati molte ore dopo. Perché tutto questo tempo? I genitori si sono dovuti battere non poco per ottenere che venisse eseguita l'autopsia. Sul corpo erano stati rinvenuti lividi, graffi e un'unghia nera. I talloni erano segnati come se qualcuno l'avesse trascinata. Elementi questi che avevano fatto ipotizzare una morte violenta.

La ragazza aveva detto ai familiari che in quella villetta ci sarebbe stata una mangiata tra amici. Non aveva fatto espressamente riferimento ad un festa organizzata in quella casa. Poco ci si capisce anche analizzando le testimonianze di chi quella sera era con lei: i racconti sono contraddittori e spesso insufficienti per ricostruire le sue ultime ore di vita. L'impressione dei genitori è che le prime indagini siano state eseguite in modo non molto accurato e che con troppa fretta si sia archiviato tutto come suicidio. La villetta non è stata sequestrata tanto che il giorno dopo la morte di Valentina qualcuno è entrato all'interno della casa per effettuare delle pulizie. Sono stati gli stessi genitori una volta controllato il cellulare della figlia a far notare agli inquirenti che mancavano tutte le chiamate in entrata e in uscita, comprese quelle della sorella effettuate nel disperato tentativo di mettersi in contatto con lei. Nino, il padre della giovane, fin dall'inizio ha fatto di tutto per far emegere la verità «Per noi – racconta a caldo ad Affari - è una bella giornata dopo due anni di inferno perché nessuno credeva a quello che dicevamo, cioè che Valentina era stata uccisa. Grazie al lavoro del mio avvocato e del nostro investigatore siamo arrivati a questa svolta. Questo ragazzo accusato del delitto non lo conosco, non so neanche che faccia abbia. Sicuramente la conosceva bene. Ora inizia la battaglia vera devono prendere anche tutti gli altri perché sono convinto che non sia stato da solo ad agire».

Nel corso di questi due anni si era ipotizzata una relazione con un uomo sposato oppure che Valentina avesse visto qualcosa di strano all'interno di questa villetta. Ora questo arresto mette comunque finalmente un punto fermo a questa vicenda: la giovane venne uccisa e questo rende ancora più inspiegabile il motivo per cui non si siano approfondite subito le tante stranezze emerse a occhio nudo fin dall'inizio, scandagliando cosa poteva essere accaduto nelle ore precedenti il delitto. Due occhi verdi così belli, una vitalità travolgente, un avvenire nel mondo della pubblicità. La brusca interruzione dei sogni di Valentina e della vita dei suoi genitori non potevano certo essere archiviati così.

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