Una bambina di nove anni sarebbe stata esclusa dalla mensa scolastica a Taranto per un presunto debito di appena 12 euro risalente all’anno precedente. A denunciare l’accaduto è il padre dell’alunna, secondo cui la famiglia non sarebbe mai stata informata prima della morosità e avrebbe provveduto a saldare la somma se ne fosse stata messa a conoscenza.
Cosa è successo alla bambina nella scuola di Taranto
Secondo la ricostruzione del padre, riportata da TGCom24, quel giorno il pasto destinato alla bambina non sarebbe arrivato. La scuola avrebbe quindi contattato il genitore spiegando che alla base della mancata consegna c’era una comunicazione degli uffici comunali relativa a una posizione debitoria riferita all’anno scolastico precedente.
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Il padre sarebbe stato così costretto a raggiungere l’istituto e a portare la figlia a casa prima della fine delle lezioni, mentre i compagni pranzavano regolarmente. La somma contestata ammonterebbe a circa 12 euro. Il punto centrale, secondo la famiglia, è che nessuna richiesta di pagamento sarebbe arrivata prima della sospensione del servizio.
La famiglia contesta l’esclusione dalla mensa
Attraverso l’avvocato Fabrizio Del Vecchio, il padre ha chiesto al Comune di Taranto di ripristinare immediatamente il servizio. Il legale sostiene che, anche in presenza di una morosità, l’amministrazione possa procedere al recupero delle somme nei confronti dei genitori senza far ricadere le conseguenze direttamente sulla minore.
La famiglia contesta soprattutto l’effetto che l’episodio avrebbe avuto sulla bambina, rimasta senza pasto durante una normale giornata scolastica e costretta a lasciare prima l’istituto. Nel caso in cui la situazione non venga risolta, il padre si riserva di rivolgersi all’autorità giudiziaria e di valutare anche una richiesta di risarcimento.
Cosa dice il Comune
Al momento delle informazioni disponibili, non risulta ancora una risposta pubblica del Comune di Taranto sulla ricostruzione fornita dalla famiglia né sulle ragioni amministrative che hanno determinato la mancata erogazione del pasto. Resta quindi da chiarire se il debito risultasse effettivamente dovuto, come e quando fosse stato comunicato e quali procedure siano previste in caso di mancato pagamento.
La vicenda riapre inoltre il tema della gestione delle morosità nei servizi scolastici, soprattutto quando le conseguenze riguardano direttamente minori inseriti in percorsi a tempo pieno.
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