Terremoto ai Campi Flegrei, scosse ripetute nella notte e 21 feriti, di cui due gravi. Danni a Pozzuoli
È tornata la paura nell’area dei Campi Flegrei. Alle 19:46 una violenta scossa di terremoto di magnitudo 4.7 ha colpito l’area flegrea, con epicentro nei pressi di Pozzuoli. Il sisma, il più forte registrato negli ultimi quarant’anni e dall’inizio dell’attuale fase di bradisismo, è stato avvertito distintamente anche a Napoli, nel Golfo, a Ischia e Procida, spingendo migliaia di persone a riversarsi in strada. Dopo la scossa principale è iniziato uno sciame sismico che, nel corso della notte, ha fatto registrare oltre trenta repliche. La più intensa ha raggiunto magnitudo 3.8 intorno alle 22, mentre l’ultima è stata rilevata poco dopo la mezzanotte. In molti residenti di Pozzuoli hanno scelto di trascorrere la notte all’aperto, temendo nuove scosse.
Secondo gli ultimi aggiornamenti diffusi al termine della riunione dell’Unità di Crisi della Protezione Civile, presieduta dal capo Dipartimento Fabio Ciciliano, i feriti sono saliti a 21. Due persone sono state ricoverate in codice rosso, mentre le altre hanno riportato lesioni di diversa entità. Per l’accoglienza della popolazione è stata attivata l’area del Palatrincone di Pozzuoli, dove sono stati allestiti 185 posti letto destinati a chi non può o preferisce non rientrare nella propria abitazione.
I danni più significativi si registrano a Pozzuoli. In via Pergolesi è crollata parte della facciata di una palazzina: grossi blocchi di tufo sono precipitati sulle auto parcheggiate, danneggiandole. Fortunatamente non risultano persone coinvolte. Segnalati anche crolli di cornicioni, distacchi di intonaco e lesioni su diversi edifici tra Pozzuoli e il quartiere napoletano di Bagnoli. I tecnici sono al lavoro per verificare la stabilità delle strutture e accertare eventuali ulteriori criticità.
Attivata l’Unità di Crisi
Il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha convocato il Centro Coordinamento Soccorsi e ha mantenuto costanti contatti con i sindaci di Pozzuoli e Bacoli per monitorare la situazione. Anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, segue l’evolversi dell’emergenza attraverso gli aggiornamenti dell’Unità di Crisi. Intanto, la Protezione Civile continua a monitorare l’attività sismica e invita la popolazione a seguire esclusivamente le indicazioni delle autorità competenti.
In via precauzionale è stata sospesa la circolazione ferroviaria nel nodo di Napoli, comprese le linee dell’Alta Velocità, per consentire le verifiche tecniche sulle infrastrutture. Lo stop interessa treni Alta Velocità, Intercity e Regionali. I tecnici di Rete Ferroviaria Italiana sono impegnati nei controlli previsti dai protocolli di sicurezza. La circolazione riprenderà solo dopo il completamento delle verifiche e l’accertamento delle condizioni di piena sicurezza della rete.
Le parole di Musumeci
“Lo sciame sismico, come ci dicono i vulcanologi, è ancora in corso. Potrebbero quindi verificarsi ulteriori eventi con magnitudo superiore a 3“. Lo dichiara il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci in merito al terremoto ai Campi Flegrei. “In queste condizioni servono prudenza e autocontrollo da parte di tutti – aggiunge – Allo stato attuale sono stati dichiarati inagibili 8 edifici e 5 attività commerciali, con 130 nuclei familiari sgomberati, pari a circa 290 persone; molte di esse hanno trovato accoglienza presso le aree attrezzate dai Comuni di Napoli e Pozzuoli. Cinque le persone ricoverate, per trauma e fratture”.
L’esperto del Cnr
“È possibile che lo sciame sismico prosegua nelle prossime ore o nei prossimi giorni, ma non è possibile prevederne la durata, il numero o la magnitudo delle scosse, né escludere in modo assoluto un superamento dell’attuale record”. Ad affermarlo è Andrea Billi, dell’Istituto di Geoscienze del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Geo), in riferimento al terremoto di magnitudo 4.7 registratosi ieri nell’area dei Campi Flegrei, tra Pozzuoli e Quarto. Il singolo terremoto, sottolinea tuttavia l’esperto, “non indica, di per sé, l’imminenza di un’eruzione vulcanica. Al momento, il livello ufficiale di allerta resta giallo. È quindi essenziale attenersi alle comunicazioni della Protezione Civile e degli enti preposti al monitoraggio”.
La ridotta profondità ipocentrale, a circa 3 km, spiega l’esperto, “ha contribuito al forte risentimento della scossa, avvertita nell’area flegrea, a Napoli, a Ischia e nella penisola sorrentina. L’evento si inserisce in uno sciame sismico proseguito nelle ore successive. Sulla base dei dati disponibili, si tratta del terremoto di maggiore magnitudo strumentale registrato ai Campi Flegrei durante l’attuale crisi bradisismica, quindi da diversi decenni”.
Nella crisi del 1982-1984, gli eventi più energetici del 4 ottobre 1983 e del 14 marzo 1984 raggiunsero infatti entrambi magnitudo 4.01. Il bradisismo, letteralmente “movimento lento del suolo”, caratterizza da secoli la caldera flegrea. Le colonne del Serapeo di Pozzuoli, perforate da molluschi litodomi, documentano antichi periodi di abbassamento e sollevamento del terreno. “Dopo circa vent’anni di subsidenza, dal 2005 è iniziata una nuova fase di sollevamento, tuttora in corso e il terremoto del 31 luglio – precisa Billi – si inquadra in questo processo bradisismico. In precedenza, le crisi del 1970-1972 e del 1982-1984 determinarono nel complesso, nell’area di Pozzuoli, un sollevamento massimo del suolo di circa 3,5 metri e furono accompagnate da migliaia di terremoti, alcuni dei quali produssero danni. Ma anche allora non fu mai superato l’attuale magnitudo 4.7 ± 0.3”.
Il bradisismo, chiarisce, ” è legato a variazioni di pressione e temperatura nel sottosuolo, all’interno di un complesso sistema vulcanico e idrotermale. Le cause del sollevamento sono oggetto di studio e possono riflettere la pressurizzazione del sistema idrotermale, dovuta alla migrazione e all’accumulo di acqua, vapore, anidride carbonica e altri gas, con possibili contributi magmatici profondi. Questi processi deformano le rocce e provocano il rigonfiamento del suolo”. Quando le sollecitazioni superano la resistenza delle rocce, conclude, “queste si fratturano e l’energia liberata si propaga come onde sismiche”.

