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Coop indagata. Per gli immigrati topi, scarafaggi. Vestiti di marca per i capi

Ferrara, truffavano con soldi pubblici, 400.000 euro spesi per beni personali ma che dovevano servire agli immigrati…

Coop indagata. Per gli immigrati topi, scarafaggi. Vestiti di marca per i capi
immigrati

La bontà e il mutualismo delle cooperative hanno fatto centro un’altra volta nell’aiutare gli immigrati, secondo le indagini della Procura di Ferrara. L’ennesima storia delle coop che non sono a fini di lucro (sic!).

Topi e scarafaggi ballavano sugli alimenti, immigrati senza vestiti e cibo, mentre i capi della cooperativa “Vivere qui” con i soldi presi dallo Stato per assisterli si compravano capi di marca, viaggi e televisori all’ultimo grido, distraendo 400.000 euro. E’ questa l’accusa contenuta nell’inchiesta giudiziaria “Ventisette e cinque” che coinvolge 5 “Centri di Accoglienza Straordinari” nella provincia di Ferrara, fra Poggio Renatico e Vigarano Mainarda. “Ventisette e cinque” è la quota corrispondente spettante alla cooperativa per l’accoglienza del singolo migrante.

Cinque le persone di “Vivere qui” che hanno ricevuto dal sostituto Procuratore della Repubblica di Ferrara, Dott. Andrea Maggioni, l’informazione di garanzia a seguito della conclusione delle indagini svolte dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Ferrara. Il presidente, il vice presidente ed un consigliere sono stati indagati per truffa aggravata ai danni dello Stato, falsità ideologica e materiale, inadempimento di contratti di pubbliche forniture e abuso d’ufficio, in un quadro di indagine circostanziato e articolato che la Procura ha suffragato anche con intercettazioni telefoniche e accertamenti bancari svolte dai finanziari. Analogo avviso è stato notificato anche ad un dirigente della Prefettura di Ferrara e a un funzionario del Centro Servizi alla Persona ASP Ferrara, per aver omesso un adeguato controllo della qualità dei servizi erogati dalla cooperativa nell’ambito del “progetto di accoglienza migranti richiedenti protezione internazionale”. Secondo la Procura un articolato meccanismo illecito è stato attuato dai tre amministratori della società che gestivano centri.

I finanzieri hanno rilevato che gli indagati, con artifizi e raggiri, omettevano di stornare dalla contabilità della cooperativa le spese di natura personale e i prelevamenti di denaro utilizzati per pagare viaggi, personal computer, televisori di ultima generazione, ristoranti e capi di abbigliamento di prestigiosi marchi per oltre 400 mila euro di fondi pubblici che invece erano destinati al progetto di accoglienza. I fatti sono accaduti fra novembre 2017 e settembre 2018. In più gli amministratori della cooperativa hanno anche alterato i registri “presenza”, documentando falsamente sia le assenze sia le presenze dei migranti, al fine di ottenere fondi non spettanti che l’ASP, tratta in inganno, ha erogato per oltre 10.000 €, sulla base di fatture non veritiere..

Contattato da Affari l’avvocato Stefano Scafidi che assiste i componenti della cooperativa “Vivere qui” ha dichiarato: “Aspettiamo di vedere le carte”.

Il problema resta il sistema di gestione e la mancanza di controlli come meccanismo di gestione delle risorse destinate al settore.

Dello stesso avviso il sindaco di Ferrara Alan Fabbri (Lega): “La realtà scoperta dalla Guardia di Finanza di Ferrara è l’ennesima dimostrazione di quanto l’immigrazione incontrollata e il sistema di gestione degli immigrati mantenuto in piedi per anni dal Pd e dalla sinistra, si presti a diventare un business per cooperative e faccendieri senza scrupoli. Siamo di nuovo di fronte una cooperativa a cui lo Stato versava fiumi di soldi pubblici e che invece di fare accoglienza speculava sulla pelle dei richiedenti asilo, arricchendo gli amministratori. Un fatto gravissimo che denuncia a gran voce un sistema malato che, per anni, ha lucrato su politiche sbagliate facendo pagare due volte il conto ai cittadini: danneggiati perché costretti a sopportare le conseguenze dell’immigrazione incontrollata e beffati perché il denaro finito nelle tasche di delinquenti senza scrupoli erano quelli di chi paga le tasse, guadagnati con il duro lavoro. Questo scempio, che fa male come una ferita ancora aperta ogni volta che riemerge grazie alle indagini degli inquirenti, ha una matrice politica inequivocabile: l’errore sta alla base. E’ sbagliato aprire i porti a tutti indiscriminatamente come convintamente i governi Pd e 5Stelle hanno fatto e continuano a fare ed è altrettanto sbagliato spendere i soldi degli italiani per affidare senza sufficienti controlli la gestione di chi arriva clandestinamente sulle nostre coste”.

“Mi ero recato personalmente negli appartamenti gestiti dalla cooperativa”, ha raccontato il vicesindaco di Ferrara, Nicola Lodi, “e avevo verificato condizioni pessime che avevo anche documentato con foto e immagini, ma preferirono attaccare me invece che intervenire. La prassi è se qualche coop ne approfitta, tutti zitti e fare finta di niente“.