Un lungo applauso ha accolto le salme di Orazio Conte e Antonella Sesino, le vittime torinesi dell’attentato di Tunisi, nel Santuario della Consolata, a Torino, dove si svolgono i funerali di due delle quattro vittime italiane della strage del 18 marzo al museo del Bardo a Tunisi, celebrati dall’arcivescovo del capoluogo piemontese, monsignor Cesare Nosiglia. Le esequie dell’ altro piemontese, Francesco Caldara, si terranno invece a Novara. Mentre saranno celebrati a Meda (Monza) mercoledì pomeriggio, alle 14, i funerali di Giuseppina Biella, la 72enne brianzola vittima dell’attentato. Tunisi: anche Sonia Reddi ai funerali del compagno
Anche Sonia Reddi, la 55enne ferita a Tunisi, è presente ai funerali di Francesco Caldara, il novarese ucciso dai colpi dell’Isis. Seduta in prima fila su una sedia rotelle accanto alla madre della vittima, Sonia e’ stata accompagnata in chiesa dai parenti che la accudivano in ospedale. La cerimonia e’ iniziata alle 15.10.
Le corone di fiori del Capo dello Stato, del Presidente del consiglio, di presidenti di Camera e Senato ed anche quelle di Costa Crociere sono davanti al Santuario della Consolata di Torino dove sono stati celebrati i funerali di Antonella Sesino e Orazio Conte, le due vittime torinesi dell’attentato di Tunisi. A bordo di un’ambulanza e’ arrivata anche Carolina Bottari, la moglie di Conte rimasta ferita nell’attentato e che ha voluto essere presente alle esequie. Appesi alla camcellata della chiesa alcuni striscioni degli amici delle vuttime: “Non e’ giusto morire cosi’. Ciao Antonella” e “Mai soli”.
“Chi si serve della violenza e sceglie la via del sangue, aggredendo cittadini inermi, non avrà mai la vittoria”. È un passaggio dell’omelia dell’arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia. Che ha evocato “un concreto e condiviso impegno che rinnovi profondamente il nostro sistema di mentalità e stile di vita che abbiamo promosso in questi decenni. Perché – ha detto – questo cambiamento è oggi la più grande sfida della nostra società occidentale, indebolita dal consumismo dell’avere sempre di più, che ha illuso che la felicità dipendesse dal possesso di beni, di soldi e di potere, una società dove cresce la solitudine e la noia di una vita senza regole etiche condivise, una società sazia e stanca che sta perdendo la sua anima culturale e spirituale. La strage degli innocenti che si è rinnovata in questi giorni scuota la coscienza di ogni uomo di buona volontà – ha ammonito l’arcivescovo nel santuario stracolmo di folla – e ci renda tutti più consapevoli che chi si serve della violenza e sceglie la via del sangue aggredendo cittadini inermi non avrà mai la vittoria, se non nella propaganda strumentale sulla rete e sulle vie mediatiche”.














