Inchiesta in Liguria, spunta anche il Pnrr. L’intrigo e gli accordi segreti per la diga di Genova
L’inchiesta che ha travolto la Liguria si incrocia con l’opera principale del Pnrr: la diga di Genova. Spuntano nuove intercettazioni che coinvolgono Toti, Spinelli e Signorini. Le istituzioni genovesi sembrano mettersi a disposizione di Webuild, capofila del consorzio Breakwater che vinse la selezione ma che se la vide annullare dal Tar (si è in attesa dell’appello) per mancanza di requisiti senza però perdere i lavori da un miliardo e 300 milioni grazie allo scudo del Pnrr. L’obiettivo – riporta Repubblica – è chiaro a Giovanni Toti e Paolo Emilio Signorini ex presidente del porto di Genova ed ex commissario alla diga. Toti dialogando su Signorini e sul pranzo tenutosi a bordo dello yacht di Spinelli cui ha partecipato Claudio Burlando, ex governatore della Liguria, è stizzito, e quando legge che Burlando ha espresso critiche sulla diga lui gongola: “Così impara a farci i suoi pranzi, visto che la diga è sostanzialmente per Spinelli“.
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Il 10 giugno del 2022 – prosegue Repubblica – una prima gara è andata deserta perché i due consorzi non si sono presentati ritenendo insufficiente i fondi a causa del Decreto Draghi. Toti spiega a Signorini di aver incontrato Pietro Salini, l’ad di Webuild: “Non l’ho visto particolarmente ostile. ..va un minimo rassicurato su quelle che sono le procedure…”. Signorini è pronto: “Non c’e dubbio, io sto preparando un appuntino che poi ti mando no?…in cui, in modo molto semplice, evidenzio tutte le misure di salvaguardia del bando…”. Ancora Toti: “Perché vuol capire se poi noi glieli diamo sto 20 per cento d’incremento prezzi, perché se no dice poi come cazzo facciamo…”. Il commissario alla Diga: “Ma no, ma figurati se noi, ma noi la Diga la finanziamo in ogni modo…guarda il governo la sostiene, noi come Authority poi”.



