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Tribunale di Milano senza guardie? Il Viminale si oppose

Tribunale di Milano senza guardie? Il Viminale si oppose
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Infuria la polemica sul Tribunale di Milano e sulla presenza all’ingresso di personale privo della qualifica di guardia giurata. “Per risparmiare ci si limiterà a un servizio di portierato“, si lamentavano gli istituti di vigilanza già nel 2011. Ma il ministero degli Interni rispose: “E’ contro le norme, intervenga il prefetto”. 4 anni dopo i controlli esistenti non sono bastati a fermare Claudio Giardiello. Gianni Tonelli, segretario del Sap (Sindacato di Polizia) aveva denunciato in un’intervista ad Affaritaliani.it: “La strage è l’effetto dei tagli alla sicurezza“. Su Facebook spuntano pagine che inneggiano a Giardiello: “Un eroe“. Ma il social non censura

Infuria la polemica sul Tribunale di Milano e sulla presenza all’ingresso solo di personale privo della qualifica di guardia giurata. “Per risparmiare ci si limiterà a un servizio di portierato”, si lamentavano già nel 2011. Ma il ministero degli Interni rispose: “E’ contro le norme, intervenga il prefetto”. 4 anni dopo i controlli esistenti non sono  bastati a fermare Claudio Giardiello. Così come Gianni Tonelli, segretario del Sap (Sindacato di Polizia) aveva denunciato in un’intervista ad Affaritaliani.it: “La strage è l’effetto dei tagli alla sicurezza“. Sindacati sul piede di guerra.

Al Tribunale di Milano “alcuni dei servizi interni alla struttura sono stati affidati, malgrado l’opposizione delle scriventi, a personale con caratteristiche assimilabili a quelle dei portieri, senza alcun requisito riconducibile a un’attività di sicurezza”. Lo affermano, in una lettera aperta a tutta pagina sul Corriere della Sera, Assvigilanza e Anivp, associazioni di categoria degli istituti di vigilanza, in merito alla strage al Tribunale di Milano.

GIà nel 2011, gli istituti di vigilanza si lamentavano denunciando che sarebbero state estromesse dai controlli all’ingresso del palazzo di giustizia per la volontà di risparmiare. Ma, come spiega Repubblica, arrivò una ferma risposta dal Viminale. “Non si può che ribadire il disposto della legge che definisce come obiettivi sensibili affidati alla vigilanza delle guardie giurate, qualora non vi provvedano direttamente le Forze dell’ordine, siti dove l’accesso sia subordinato al controllo con macchinari radiogeni o rilevatori di metalli o all’identificazione personale, ad esempio tribunali e uffici giudiziari in genere”.

Ora i controlli tornano nell’occhio del ciclone dopo che Giardiello è riuscito tranquillamente a entrare armato in tribunale. E si indacati sono sul piede di guerra, hanno indetto un’assemblea a Palazzo di Giustizia e chiedono “tornelli e badge magnetici per chiunque entri in tribunale”.

Nel frattempo su Facebook spuntano diverse pagine che inneggiano a Claudio Giardiello. “Claudio Guardiello vittima dello Stato”, “Claudio Giardiello libero”, “Giardiello criminale o eroe?”. Pagine che non vengono però chiuse o oscurate dal social network perché ritenute non colpevoli di incitamento all’odio. Insomma, secondo il Team di assistenza di Facebook, queste pagine rispettano gli “Standard della comunità”.