Triplice omicidio a Roma: uccisi padre, madre e figlia di 5 anni. Salvo il figlio 18enne, killer in fuga
Una famiglia di origine bangladese è stata massacrata a coltellate venerdì sera nella propria abitazione di via Montiglio, in zona Casalotti, alla periferia ovest di Roma. Tre le vittime: il padre Kamal Uddin, 39 anni, operaio di un supermercato locale, la moglie, 38 anni, e la figlia di soli cinque anni. Si è salvato il figlio maggiore, un diciottenne che ha dato l’allarme ed è ora ricoverato in ospedale fuori pericolo.
La dinamica
Poco dopo le 20.30, i residenti di via Montiglio hanno visto il giovane uscire di casa coperto di sangue, urlando che la sua famiglia era stata uccisa. Una vicina, Valentina, è stata tra le prime a soccorrerlo: “Gridava che erano tutti morti”, ha raccontato al Messaggero. È stato lui stesso, una volta stabilizzato, a fornire agli investigatori la prima ricostruzione dei fatti: “Mi ha ucciso tutta la famiglia. Sono arrivato a casa e l’ho visto che puliva il sangue. C’era sangue ovunque. Ha ammazzato tutti”.
Gli inquirenti hanno già un nome. Il sospettato sarebbe un connazionale delle vittime e collega di lavoro del diciottenne sopravvissuto – un dettaglio che spiegherebbe perché la famiglia gli abbia aperto la porta senza esitazione. Secondo la ricostruzione, l’uomo avrebbe ucciso i tre a coltellate, nascosto i corpi sotto un letto e stava cancellando le tracce quando il ragazzo è rientrato inaspettatamente. Ne è nata una colluttazione: il giovane è riuscito a fuggire nonostante le ferite alla testa, alle mani e alle gambe. La stessa vicina che ha soccorso il ragazzo ha fornito una descrizione del fuggitivo: carnagione scura, polo chiara, guanti alle mani, in fuga a piedi a grande velocità.
Le indagini
La Squadra Mobile della Questura di Roma, coordinata da Roberto Giuseppe Pititto, ha lavorato tutta la notte con posti di blocco nella zona e rilievi della Scientifica conclusi a notte fonda. Ignaro, per ora, il movente: parenti e conoscenti descrivono la famiglia come irreprensibile, mentre in quartiere circola l’ipotesi di un coinvolgimento nel presunto racket dei minimarket della zona, pista che gli investigatori non confermano né escludono. Il diciottenne, unico testimone diretto, sarà presto riascoltato dagli inquirenti.
Intanto, secondo quanto apprende l’Adnkronos, l’arma presumibilmente utilizzata per compiere la strage sarebbe stata sequestrata. Si tratta di una mannaia, trovata nell’abitazione dagli agenti della Scientifica, sul posto con la Squadra Mobile impegnata nei rilievi. Fuori pericolo il primogenito della coppia, 20 anni appena compiuti, attualmente ricoverato al Policlinico Gemelli.

