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Tuffati e mai più riemersi, al lago di Vico sei morti in quindici anni. La maledizione delle acque senza ritorno

Sotto la superficie placida si nascondono profondità, correnti improvvise e sbalzi termici che in quindici anni hanno inghiottito sei persone. L’ultima, ieri sera, è Luigi Cavallari, marito della ministra Roccella: si è tuffato in località Fiorò e non è più riemerso

Tuffati e mai più riemersi, al lago di Vico sei morti in quindici anni. La maledizione delle acque senza ritorno
Fonte immagine: Wikipedia

La lunga scia di morti del lago di Vico, sei vittime in quindici anni. Si cerca il marito della Ministra Eugenia Roccella

Acqua, boschi, canneti, stabilimenti balneari, sentieri e montagne intorno. Il lago di Vico è una delle immagini più riconoscibili della provincia di Viterbo, un bacino vulcanico chiuso nella conca dei Cimini che d’estate diventa punto di riferimento per residenti e turisti. Un lago capace di apparire placido e improvvisamente diventare scenario di emergenza. Nel corso degli anni si sono registrati diversi casi di mulinelli, annegamenti e bagnanti risucchiati da correnti. Negli ultimi quindici, sono sei le persone che hanno perso la vita. Le storie sono diverse tra loro, ma hanno quasi sempre una dinamica comune: la tragedia nasce da un momento ordinario – una passeggiata, una nuotata, un pedalò, un’uscita in barca – e precipita in pochi istanti.

2011: Onwneme Jika, 21 anni

Nel giugno 2011 Onwneme Jika, 21 anni, nigeriano residente a Caprarola, uscì in pedalò insieme al figlio di un anno, alla compagna incinta e a una coppia di amici. Si tuffò per fare il bagno ma non è più risalito. Dopo lunghe ricerche, il corpo fu trovato sul fondale dai sommozzatori. Secondo le indagini, la causa fu probabilmente un malore, aggravato dal pasto recente e dall’acqua ancora fredda.

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2015: il ventenne romeno all’Ultima Spiaggia

Nell’agosto 2015 un ventenne di nazionalità romena, residente a Roma, morì annegato nella zona dell’Ultima Spiaggia, nel territorio di Ronciglione. La tragedia avvenne nel tardo pomeriggio. Le cause furono inizialmente da chiarire: si parlò di possibile malore o di una dinamica legata alle condizioni dell’acqua. Anche in quel caso fu necessario l’intervento dei sommozzatori e dei soccorritori acquatici dei vigili del fuoco per il recupero del corpo.

2016: il corpo trovato dai pescatori a Riva Azzurra

Nel maggio 2016 due pescatori agganciarono con la lenza il corpo senza vita di un uomo nelle acque del lago, in località Riva Azzurra. Un ritrovamento casuale, che aprì un caso dai contorni mai del tutto chiariti.

2017: Alfredo Martinangeli e i mesi di attesa

Tra la fine del 2016 e la primavera del 2017 il lago fu al centro di un’altra vicenda drammatica. Alfredo Martinangeli, 72 anni, originario di Caprarola e residente a Roma, scomparve dopo un’uscita sul lago con il suo catamarano. La sua auto fu ritrovata vicino alla Bella Venere; l’imbarcazione venne trovata in acqua con a bordo documenti ed effetti personali. Per mesi non ci furono risposte. Nell’aprile 2017 un corpo affiorò nelle acque tra Parco Airone e Fiorò. La stessa località dove ieri sera le squadre di soccorso hanno cercato Luigi Cavallari. L’autopsia non indicò segni evidenti di morte violenta, ma il caso rimase emblematico per il lungo tempo trascorso tra la scomparsa e il ritrovamento.

2025: Romolo Citti, 58 anni

Nel giugno 2025 il lago è tornato nelle pagine di cronaca con la morte di Romolo Citti, 58 anni, residente a Sutri. L’uomo stava facendo il bagno nella zona della Bella Venere quando sarebbe stato colto da un malore in acqua. I soccorsi arrivarono sul posto, ma non ci fu nulla da fare.

2026: Luigi Cavallari, marito della ministra Roccella

E ieri, sabato 27 giugno 2026, il lago di Vico è tornato a fare cronaca nera. Luigi Cavallari, professore universitario e marito della ministra per la Famiglia Eugenia Roccella, si è tuffato dalle acque in località Fiorò durante una gita in barca con la moglie e non è più riemerso. Le ricerche sono andate avanti per tutta la notte, con sommozzatori, elicotteri e nuclei specializzati dei vigili del fuoco. Per ora, nessun esito. Ma la speranza non è ancora spenta.

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