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Tensione a Kiev: la marcia dei 100mila pro-Ue

Piu’ di 100.000 manifestanti ucraini favorevoli all’Unione europea sono scesi in piazza a Kiev, sfidando il divieto del governo che ha proibito i cortei in centro. Gli attivisti si sono radunati nel parco Taras Shevchenk e poi hanno marciato verso Piazza dell’Indipendenza, dove hanno abbattuto le transenne erette attorno a un albero di Natale per scoraggiare gli assembramenti. “Abbasso la gang!”, uno degli slogan piu’ ripetuti dalla folla piu’ imponente vista a Kiev dai tempi della Rivoluzione arancione, che sventolava migliaia di bandiere giallo-blu ucraine. Nella notte un tribunale di Kiev aveva proibito fino al 7 gennaio qualsiasi tipo di manifestazione nella zona di Piazza dell’Indipendenza. Il ministro dell’Interno ucraino, Vitaly Zakharchenko, ha avvertito che se ci saranno disordini di massa le forze di sicurezza reagiranno: “Non siamo la Tunisia o la Libia”, ha spiegato alludendo alle rivolte arabe che hanno deposto i regimi dei due Paesi nordafricani.

Intanto il premier, Mykola Azarov, ha annunciato che presto il presidente Viktor Yanukovich si rechera’ a Mosca per discutere di un rafforzamento dei rapporti economici, dopo il no al trattato di associazione con l’Ue dettato proprio dalla necessita’ di scongiurare un boicottaggio commerciale da parte di Mosca. Yanukovich vuole “firmare una roadmap per la cooperazione che presuppone il ritorno alla normalita’ nei rapporti economici e commerciali”, ha aggiunto Azarov, senza precisare la data della visita che avverra’ sulla via del ritorno da una missione in Cina prevista da martedi’ a venerdi’ prossimi. Lo stesso Yanukovich ha diffuso una dichiarazione in cui ha ribadito che lascia aperta la porta a un futuro accordo con l’Unione europea. “Faro’ tutto quanto e’ in mio potere per accelerare il processo di avvicinamento di Kiev all’Ue”, ha affermato in una nota diffusa per l’anniversario del referendum che porto’ all’indipendenza, nel 1991. “L’Ucraina ha fatto la sua scelta geopolitica, siamo un popolo europeo e la nostra strada e’ stata tracciata dalla storia”, ha aggiunto il presidente, “ma al tempo stesso e’ mia profonda convinzione che il nostro governo debba far valere il suo ruolo di partner alla pari nell’associazione alle nazioni europee”. Le proteste in Ucraina si sono intensificate dopo che venerdi’ scorso, al vertice con l’Ue a Vilnius, Yanukovich ha ufficializzato il no al trattato di associazione, anticamera per l’adesione all’Unione europea.