“Mio padre un giorno mi ha chiamato e mi ha detto: avrai una seconda mamma. Ho pensato stesse parlando della seconda compagna che avrebbe sposato”, dice Laurie, figlia di 28 anni. E invece mio padre rispose: “No, la tua seconda mamma sarò io”. Comincia così il racconto di Laurie, figlia di Mark, calzolaio cinquantenne trapiantato in Francia che fin da bambino avrebbe voluto essere donna. Ma la scelta concreta di cambiar sesso è arrivata soltanto dopo 20 anni di matrimonio e due figli con la prima moglie, seguiti da 10 anni di vita coniugale con la seconda compagna. Nel luglio del 2010, dopo la morte della madre, Mark ha rivelato ai suoi figli la sua voglia di sottoporsi a un intervento chirurgico.
Una notizia che è arrivata come una bomba. “Sono stata io che l’ho detto a mia madre – dice Laurie – chiedendole che doveva rivivere i suoi 20 anni di matrimonio per capire se ci fossero stati già dei segnali sulla reale sessualità di mio padre”. Ma mia madre ha detto di “no”.
Laurie ha ammesso di aver avuto dei dubbi già prima della rivelazione choc. Racconta di aver sorpreso suo padre alcune notti travestito da donna, acquistare riviste da donna, farsi il foro alle orecchie per gli oreecchini. “Ho pensato che fosse bisessuale, ma non che volesse trasformarsi in una donna”, dice. “Fino a che una mattina l’ho visto a casa in camicia da notte – aggiunge Laurie – e allora ho deciso di andarmene per prendermi una pausa”.
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Un periodo lungo, di lontananza, in cui Laurie ha consultato le associazioni specialistiche operanti nel capo della psichiatria per transgender. “Ho finito anche per sentirmi in colpa per non esser riuscita ad accettare il cambiamento di mio padre”, racconta ancora Laurie che ha finito invece per ammirare il coraggi del padre. Atteggiamento che l’ha spinta a riconcigliarsi e riavvicinarsi a Marc.
“Sono questo”, dice poi, non voleva esser più chiamato papà, ma Sarah e qualsiasi riferimento a lui in termini maschili era assolutamente vietato, ma per me Sarah è qualcun altro”, aggiunge Laurie. Alla fine Marc ha ceduto e ha accettato di farsi chiamare papà. “Prima mi vergognavo a camminare vicino a lui in strada, anche perché aveva ancora le fattezze e i tratti di un uomo”, dice la ragazza ventottenne. Che poi ha superato le sue paure (“So che è davvero file”, spiega) e le difficoltà a condividere la notizia con le sue amicizie e il suo enturage. Marc è volato a Bangkok all’inizio di febbraio per sottoporsi ad intervento chirurgico e segue un trattamento ormonale da un anno. Tornerà a casa sua in Francia, fra tre settimane, per continuare la sua convalescenza.

