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Cronache
Strage di Boston, individuato un sospetto

 

Boston

 

Negli Usa è tornato l'incubo 11 settembre. Misure di sicurezza imponenti in tutte le maggiori città. Le bombe di Boston erano in pentole a pressione. Gli investigatori sono sicuri: l'attentato non è opera dei fondamentalisti islamici

 "Malgrado le notizie che riferiscono il contrario, non è stato effettuato alcun arresto legato all'attentato contro la maratona". A sgombrare il campo dalle voci contrastanti è questo tweet ufficiale della polizia di Boston

Anche il portavoce del ministro della Giustizia del Massachusetts, Brandy Donini-Melanson, ha negato che sia stato effettuato alcun arresto.

 

 Secondo indiscrezioni però la polizia avrebbe identificato un sospetto grazie ad alcune telecamere a circuito chiuso di un negozio prima dell'esplosione del secondo ordigno (nella foto, inviata a un sito americano, una sacca accanto a una cassetta postale che forse conteneva uno degli ordigni esplosivi).

TIMORE LUPO SOLITARIO - Prosegue la caccia ai responsabili della strage, costata la vita ad almeno tre persone e il ferimento di altre 176, diciassette delle quali versano tuttora in condizioni critiche. A tredici di loro e' stato necessario amputare gli arti inferiori, dilaniati dalle esplosioni. Fonti riservate molto addentro alle indagini, citate dal network televisivo 'Cnn', hanno riferito come gli inquirenti abbiano piu' di un sospetto sull'ipotesi che ad agire non sia stato ne' un commando ne' comunque un gruppo clandestino organizzato, bensi' un semplice 'lupo solitario': un terrorista isolato e auto-sufficiente, senza legami e senza complici. "E' l'eventualita' che ci preoccupa maggiormente", hanno ammesso le fonti anonime. "Nessuna traccia, nessun elemento, nessuna informazione".


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La possibilità che si tratti di un attentatore il quale avrebbe agito da solo sembra avallata anche dal fatto che per l'innesco sarebbe stata impiegata una "miscela esplosiva improvvisata a combustione lenta": per esempio clorato di potassio misto a zucchero oppure la cosiddetta 'flash-powder', un tipo di polvere pirica in genere utilizzato per confezionare petardi o fuochi di artificio. Si tratta in entrambi i casi di sostanze comunissime, facilmente reperibili, efficaci e il cui acquisto non desta di per se' sospetti. Corrispondono inoltre alle semplici istruzioni contenute in un articolo apparso nel 2010 su 'Inspire', sito on-line in lingua inglese curato da al-Qaeda nella Penisola Arabica, diramazione regionale della rete clandestina fondata a suo tempo dal defunto Osama bin Laden. Le relative indicazioni, che i militanti islamisti erano contestualmente sollecitati a seguire, sono servite ancora di recente a fabbricare ordigni rudimentali sistematicamente impiegati in Afghanistan, Pakistan, Iraq o Yemen; ma a quanto sembra hanno finito con il farle proprie anche movimenti dell'estrema destra americana, compresi i famigerati 'suprematisti' bianchi.  

strage bosnton 5

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ESPERTO, PROBABILE OPERA ESTREMISMO DI DESTRA - L'attentato alla maratona di Boston sembra piu' l'opera di terroristi interni che di al Qaida: ad affermarlo e' Richard Barrett, ex coordinatore dell'Onu per il gruppo di monitoraggio su al Qaida e sui talebani che, sebbene ritenga sia ancora troppo presto per dire chi siano i responsabili, predilige la pista dell'estremismo di destra. "Al momento, sembra piu' probabile che sia stato un incidente di terroristi di destra che un attacco di al Qaida", ha spiegato l'esperto, citando la scelta del giorno e le dimensioni ridotte dell'ordigno.

"NON CI SONO NUOVE MINACCE" - A Boston "non ci sono nuove minacce": lo ha affermato Richard Deslauriers, agente incaricato del Federal Bureau of Investigation (Fbi), intervenendo alla conferenza stampa insieme al governatore del Massachusetts, Deval Patrick. "La missione e' assicurare alla giustizia i responsabili" dell'attentato alla maratona, ha spiegato, sottolineando che l'agenzia federale continua a "lavorare spalla a spalla con la polizia di Boston e tutte le agenzie delle forze dell'ordine" dell'area. L'indagine in corso in tutta l'area "rimane aperta", "ci vorra' del tempo", ma "non ci sono nuove minacce", ha aggiunto l'agente, invitando "chiunque abbia informazioni" a chiamare le autorita', specificando che e' stata creata una linea apposita.

BOSTON: EL PAIS, PENTOLE A PRESSIONE DI MARCA SPAGNOLA 'FABOR'
Le due pentole a pressione utilizzate nell'atentato di Boston sono spagnole. Lo rivela El Pais che le riconosce come pentole della Fabor, piuttostocomuni negli Usa dove vengono esportate, circ a 50mila esemplari l'anno. Le pentole a pressione erano riempite di esplosivo mescolato alla mitraglia, ma anche diversi brandelli di tessuto nero in nylon, forse appartenuti a un borsone o a uno zaino nel quale erano state nascoste le bombe, e pezzi di cavo elettrico collegati a parti di piccoli contenitori, batterie o circuiti stampati: probabilmente l'innesco.

USATE SOLO DUE BOMBE - Nell'attentato alla maratona di Boston sono state utilizzate solo due bombe, quelle realmente esplose. Contrariamente a quanto e' sembrato per diverse ore dopo l'esplosione, non e' stato ritrovato alcun ordigno inesploso. Lo ha chiarito il governatore del Massachusetts, Deval Patrick. "Ho sentito parlare di cinque o sette ordigni, niente di tutto questo", ha spiegato, chiedendo ai cittadini di Boston di segnalare qualsiasi particolare che possano ritenere utile per le indagini. Patrcik ha chiesto inoltre di evitare la zone dell'attentato che, ha spiegato, "devono essere ancora ben ispezionate e analizzate".

RAFFORZATE MISURE SICUREZZA ANCHE IN ITALIA - Innalzare le misure di sicurezza su tutti gli "obiettivi sensibili". E' la raccomandazione contenuta in una circolare del dipartimento di pubblica sicurezza indirizzata a prefetti e questori di tutta Italia a poche ore dal tragico attentato di Boston. Nell'attesa che venga chiarita la matrice, interna o internazionale, dell'azione, l'invito e' a rafforzare in particolare la vigilanza, oltre che sugli obiettivi istituzionali, su quelli statunitensi. Massima attenzione anche per i luoghi con grandi concentrazioni di folla, i cosiddetti "soft target", e naturalmente per stazioni, porti ed aeroporti.

UN MARATONETA 78ENNE ICONA DELLA TRAGEDIA - L'esplosione lo ha colpito in pieno mentre correva gli ultimi metri della maratona di Boston e l'ha buttato a terra, ma lui si e' rialzato e ha tagliato il traguardo. E' la storia incredibile di Bill Iffrig, maratoneta di 78anni, immortalato nel video dell'esplosione. L'immagine dell'uomo a terra, con i poliziotti intorno a lui che corrono e il fumo che avvolge la scena, ha immediatamente fatto il giro del mondo su internet, divenendo un'icona dell'attentato. Iffrig, alla sua terza maratona di Boston, ha raccontato quei momenti terribili quando "l'onda d'urto ha colpito tutto il mio corpo e le mie gambe hanno cominciato a mulinare in aria. Sapevo che stavo cadendo". Ma dopo 26 miglia di corsa e a pochi metri dal traguardo, ha aggiunto, non poteva mollare. E cosi', il 78enne, con un ginocchio sbucciato nell'impatto con il suolo e ancora scioccato per la "tremenda esplosione", si e' rialzato e ha concluso la gara.

PARLA IL SOCCORRITORE SU FB -  "Sono molto felice di sapere che tutti i miei amici corridori e le loro famiglie sono sani e salvi e' stato orribile e sono in shock. Correre per me non sara' piu' lo stesso!". Lo ha scritto sul suo profilo Facebook  Dafne Cardamone, giovane calabrese che lavora alla Boston University School of Medicine. La donna, originaria di Lamezia Terme, e' tra i volontari che ieri hanno prestato soccorso ai podisti coinvolti nella duplice esplosione che ha causato la morte e il ferimento di decine di persone alla gara podistica di Boston.  Dafne Cardamone, che vive in America per motivi di lavoro, dopo aver conseguito la laurea all'Universita' a Torino, ha ottenuto il dottorato di ricerca all'Universita' di San Diego (California). Appassionata di corsa, ieri era nei pressi dell'arrivo nei momenti tragici dell'esplosione. Subito dopo, non ha esitato ad aiutare le persone rimaste ferite a seguito delle deflagrazioni.

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