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Cronache
Vaccini obbligatori a scuola, Lorenzin: decreto pronto. Fedeli frena. Polemica

Svolta in Italia. Si torna al passato, ovvero a prima del 1999, quando per iscriversi a scuola c'erano i vaccini obbligatori. L'annuncio è arrivato dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin: "Ho pronto un testo di legge che prevede l'obbligatorietà delle vaccinazioni per l'accesso alla scuola dell'obbligo, con un ampliamento delle vaccinazioni obbligatorie indicate dal nostro ministero. L'ho mandato oggi al presidente del consiglio, Paolo Gentiloni, e lo porterò domani in consiglio dei ministri. Ovviamente non potra' essere approvato domani, perche' necessitera' di approfondimenti e di una discussione anche da parte del ministero dell'Istruzione, per valutare se i tempi sono veramente maturi per fare una legge che ci riporti in sicurezza", ha spiegato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, intervenendo alla trasmissione televisiva 'Night Tabloid' che andra' in onda questa sera alle 23.20 su Rai2. Ogni anno il ministero dovrà dare una lista dei vaccini che riterrà "obbligatori" per l’iscrizione a scuola. "Ho immaginato questo decreto - ha proseguito il ministro Lorenzin - che pone l'obbligatorieta' per l'accesso alla scuola dell'obbligo, con il ministero della Salute che ogni anno da' la lista di quelle che sono le vaccinazioni obbligatorie, superando anche la dicotomia tra vaccinazioni obbligatorie e raccomandate".  Tutte le vaccinazioni che sono nel piano vaccinale approvato nei Livelli essenziali di assistenza sono necessarie per la salute delle persone, poi ce ne saranno un gruppo che saranno obbligatorie per l'accesso alla scuola dell'obbligo. Ovviamente questa e' una norma che puo' avere degli aspetti di complessita', per questo l'ho mandata alla presidenza del consiglio. Spero che ci sia un approfondimento con il ministero dell'Istruzione, che ha il timore che venga leso il diritto all'accesso alla scuola. Ci saranno aspetti che andranno verificati, ma credo che i tempi siano maturi per un dibattito su un livello piu' alto rispetto a quello che abbiamo avuto fino a oggi".

 

Vaccini: Miur, obbligo non vada contro diritto a istruzione

 

L'obbligo delle vaccinazioni per iscriversi a scuola non deve andare contro il diritto all'istruzione. E' questa la posizione del ministero dell'Istruzione, ribadita dopo la proposta del ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Il 7 febbraio scorso, ricorda il Miur, "si e' svolto un incontro tra la Ministra dell'Istruzione, dell'Universita' e della Ricerca Valeria Fedeli e la Ministra della Salute Beatrice Lorenzin. In tale incontro la Ministra Fedeli si e' espressa per la tutela di bambine e bambini, e quindi per l'obbligatorieta' delle vaccinazioni, sottolineando pero' che si deve trovare il modo per garantire al contempo anche il diritto costituzionale all'istruzione". Su questo i due ministeri "stanno lavorando da oltre due mesi, perche' e' evidente che per la Ministra Fedeli, come per la Ministra Lorenzin, i due diritti costituzionali, quello alla salute e quello all'istruzione, devono essere entrambi garantiti".

 

Vaccini: fonti governo, testo in Cdm prossima settimana

 

A quanto si apprende da fonti di governo, nessun testo ufficiale e' stato inviato dal ministero della Salute al preconsiglio di oggi. Contrariamente a quanto riportato da alcuni organi di informazione, non c'e' nessun conflitto tra ministri. Il testo ufficiale sara' concertato tra i ministri competenti e presentato al consiglio della prossima settimana.

 

Vaccini obbligatori a scuola, come in passato



L'obbligo di vaccinarsi per poter essere iscritto a scuola decadde nel 1999, dopo che per oltre trent'anni, e cioè dal 1967, era stato invece indispensabile per l'iscrizione. Oggi, infatti, è possibile iscriversi alle elementari anche senza essere vaccinati. L'accordo gia' raggiunto tra ministero e Regioni punta pero' a reintrodurre con una legge nazionale l'obbligatorieta' delle vaccinazioni per l'iscrizione alla scuola materna su tutto il territorio nazionale. Obbligatorieta' per la quale il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha appunto annunciato un prossimo decreto.
 

Vaccini, allarme dopo l'epidemia di morbillo
 

Ha aggiunto ancora il ministro Lorenzin: "Finalmente si e' compresa nella popolazione l'importanza della vaccinazione e che stare sotto la soglia vaccinale e' un vero e proprio pericolo. L'epidemia in atto di morbillo, che oggi ci porta piu' di 2220 casi, la dice lunga sulle complicanze che ci possono essere, ma pensiamo alle varie malattie che possono arrivare, anche piu' gravi. Molte Regioni si sono dotate di strumenti normativi che hanno intrapreso questa strada, dalla scuola dell'infanzia, come l'Emilia Romagna, il Lazio e la Lombardia o fino alla materna come ha fatto la Toscana. Siamo pronti per un dibattito piu' ampio per riportare un'obbligatorieta'". A chi le chiedeva se le vaccinazioni saranno obbligatorie gia' da settembre, Lorenzin ha risposto, "Ovviamente questa e' una valutazione che dobbiamo fare con il Miur. Io so che questa mia proposta non sara' semplice, perche' purtroppo c'e ancora una larga parte del popolazione- ha risposto e concluso il ministro- che ritiene di non voler vaccinare i propri figli".

 

Vaccini, con boom allarmismi crolla copertura bimbi

 

Il "no" ai vaccini arreca gia' notevoli danni sulla copertura soprattutto dei piu' piccoli, che sono anche quelli piu' a rischio. Anche per il 2015 (ultimi dati disponibili), in concomitanza con l'aumento della popolarita' dei 'NoVac', le coperture vaccinali pediatriche a 24 mesi confermano l'andamento in diminuzione in quasi tutta Italia. E' questo uno dei motivi che ha convinto il ministro Beatrice Lorenzin a proporre l'obbligatorieta' della vaccinazione per l'iscrizione alle scuole dell'obbligo. Il calo riguarda sia le vaccinazioni obbligatorie (anti-difterica, anti-polio, anti-tetanica, anti-epatite B), che alcune di quelle raccomandate. Una "debacle", come viene definita dal presidente dell'Istituto Superiore di Sanita', che ha costretto l'Emilia Romagna (e altre Regioni seguiranno) a vietare l'iscrizione al nido ai bambini non vaccinati, e che sta portando in questi primi mesi del 2017 a un allarmante epidemia di morbillo. I dati parlano chiaro: le uniche coperture che mostrano un incremento del dato nazionale sono pneumococco e meningococco (nei due anni precedenti avevano registrato bassi valori in alcune Regioni e PA). Secondo gli ultimi dati del ministero della Salute la copertura media per le vaccinazioni contro poliomielite, tetano, difterite, epatite B, pertosse ed Haemophilus influenzae e' stata del 93,4 per cento, in calo rispetto agli anni precedenti (94,7 per cento nel 2014, 95,7 per cento nel 2013 e 96,1 per cento nel 2012). Solo 6 Regioni hanno superato la soglia del 95 per cento per la vaccinazione anti-polio, mentre 11 sono addirittura sotto il 94 per cento. I dati di copertura vaccinale per morbillo e rosolia sono passati dal 90,4 per cento nel 2013 all'85,3 per cento nel 2015. Un trend confermato anche dalle coperture vaccinali nazionali a 36 mesi (relative ai bambini nati nell'anno 2012), che permettono di monitorare la quota di quei bambini, inadempienti alla rilevazione vaccinale dell'anno precedente, che sono stati recuperati. Le coperture a 36 mesi mostrano infatti valori piu' alti rispetto a quelle rilevate per la medesima coorte di nascita a 24 mesi l'anno precedente e le vaccinazioni obbligatorie a 36 mesi raggiungono il 95 per cento. Nel periodo 2014-15, le coperture vaccinali contro meningococco C e pneumococco registrano lievi incrementi, rispettivamente del 3,6 per cento e del 1,5 per cento, con un'ampia variabilita' territoriale. Per malattie non presenti in Italia ma potenzialmente introducibili, come la polio e la difterite, i dati del 2015 mostrano un calo che, seppure piu' contenuto rispetto agli anni precedenti, non si arresta. Questo dato e' particolarmente importante perche' l'accumulo di suscettibili (persone non vaccinate) aumenta il rischio di casi sporadici sul nostro territorio, in presenza di malati o portatori provenienti da altri luoghi.

 

Vaccini: obbligo a scuola, ecco dove è già previsto

 

L'obbligo delle vaccinazioni per i bambini che si iscrivono al nido o alla scuola materna, previsto nel decreto annunciato oggi dal ministro Beatrice Lorenzin, e' gia' legge in Toscana e in Emilia Romagna. Un provvedimento analogo e' stato approvato anche dal comune di Trieste e, in generale, dal Friuli Venezia Giulia. Presto si unira' anche la Lombardia: entro giugno saranno approvate le nuove regole per gli asili nido, che prevederanno anche l'obbligo per le strutture di richiedere i certificati vaccinali dei bimbi. In Piemonte si inizia proprio oggi la discussione della legge per l'obbligo vaccinale all'asilo, con i consiglieri regionali che vengono sommersi da mail di genitori "no-vax" che chiedono di bloccare la norma. E poi ci sono Lazio (l'iter della legge e' partito gia' a gennaio) e Puglia che stanno pensando di seguire l'esempio. Stanno diventando sempre piu' numerose le regioni che stanno decidendo di affrontare la questione del calo della copertura vaccinale, mentre e' al vaglio l'ipotesi di una legge nazionale. L'obbligo di vaccinazione per l'iscrizione a scuola non e' del tutto una novita' per il nostro paese. Era stato gia' stabilito nel lontano 1967, per essere in vigore oltre 30 anni e infine decadere nel 1999. E cosi' oggi, nella maggior parte delle regioni italiane, si puo' frequentare la scuola anche senza le vaccinazioni obbligatorie, cioe' quelle antidifterica, antitetanica, antipoliomelitica e antiepatite virale B. Almeno sara' cosi' se e fino quando tutte le regioni seguiranno l'esempio di quelle che hanno reso le vaccinazioni obbligatorie per essere ammessi a scuola o se e fino a quando non verra' approvata una legge nazionale.

 

Vaccin, l'esperto: obbligo necessario per la tutela dei piu' deboli

 

"Di fronte alla scarsa sensibilita' della popolazione all'importanza delle vaccinazioni, era necessario attuare uno strumento che tutelasse i piu' deboli: bambini, anziani, ammalati, soprattutto quelli che non possono vaccinarsi". Lo ha detto all'Agi Giovanni Maga, virologo dell'Istituto di genetica molecolare del Consiglio Nazionale delle Ricerche, commentando la proposta di Legge del ministro della Salute Beatrice Lorenzin di introdurre l'obbligatorieta' vaccinale per l'accesso alla scuola dell'obbligo. "Servira' ad armonizzare - ha detto l'esperto - iniziative ad oggi prese in maniera autonoma da Regioni come Toscana, Emilia Romagna, Venezia Giulia e Lombardia, e in discussione in altre Regioni. Questa misura va letta nell'ottica di un'attenzione verso la salute pubblica. Dopo decenni di campagne vaccinali mondiali, con centinaia di milioni di dosi somministrate, non c'e' spazio per alcun dubbio riguardo all'efficacia dei vaccini nell'allontanare le malattie infettive dalla popolazione". Secondo Maga, pero', sarebbero fondamentali anche due altre azioni. "Una migliore e piu' ampia informazione al cittadino sui benefici delle vaccinazioni e sui rischi correlati - ha detto - ed uno sforzo da parte delle istituzioni per aiutare le famiglie, specie quelle piu' in difficolta', ad effettuare le vaccinazioni obbligatorie: chiamando, sollecitando, offrendo servizi flessibili e che vadano incontro alle esigenze delle famiglie". 

 

Vaccini: farmacisti, giusto obbligo per iscrizione a scuola

 

"Le vaccinazioni sono uno strumento di salute pubblica preziosissimo e insostituibile. Perche' non solo conferiscono alla persona vaccinata la protezione contro malattie spesso difficilmente trattabili, ma perche' possono debellare la malattia stessa. E' il caso del vaiolo ma, a livello continentale, anche della poliomielite. Eppure, oggi siamo di fronte a un vero e proprio attacco concentrico della disinformazione sui Vaccini". Lo dice il Presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti, senatore Andrea Mandelli, nel giorno in cui lo stesso ministro Lorenzin ha annunciato un decreto, da vagliare in Consiglio dei Ministri, per l'obbligo vaccinale per l'iscrizione a scuola. "Se e' quindi necessario proseguire una battaglia culturale, fare opera di convinzione, mi sembra doveroso ragionare sulla necessita' di ritornare a un regime di obbligatorieta', vincolando l'accesso alle scuole pubbliche all'esecuzione delle immunizzazioni raccomandate. Del resto e' dimostrato che a ogni diminuzione della copertura della popolazione corrisponde il riapparire di focolai: negli anni novanta, il collasso dei sistemi sanitari dell'Est Europa aveva addirittura portato alla ricomparsa della difterite e oggi si assiste al ritorno del morbillo nel nostro Paese. Di qui la decisione mia e del Senatore D'Ambrosio Lettieri di presentare disegni di legge che puntino a ristabilire quell'obbligo che, quando era operante, aveva permesso all'Italia di diventare una delle nazioni piu' virtuose per i livelli di copertura vaccinale della popolazione. Non bisogna dimenticare, infatti, che vaccinarsi e' un dovere sociale, perche' cosi' si tutela anche chi, per ragioni di salute, non puo' sottoporsi all'immunizzazione. E' chiaro che, accanto al dovere del singolo, vi sia anche quello del Servizio sanitario di rendere l'accesso ai Vaccini sempre piu' semplice e uniforme sul territorio, cosi' come delineato dal nuovo Piano nazionale, che ha altresi' ampliato il numero delle vaccinazioni disponibili. Credo che ristabilire l'obbligatorieta' sia una misura adeguata anche a non vanificare questo importante impegno dello Stato". 

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