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Culture
Bologna: in mostra il nuovo mondo di Filippo Albertoni

Paolo Fontanesi

Il mondo di Filippo Albertoni, è ora in mostra alla Galleria Caldarese di Bologna, la città dove l'artista viveva. Fino al 17 gennaio è possibile ammirare, ma anche acquistare, opere del maestro comprese tra gli '50 e '90. Nato a Reggio Emilia nel 1930, dopo la laurea in legge, si dedica da subito alla pittura di genere, quindi all'arte tout-court. Si trasferisce a Bologna poi arriva nella capitale, dove ha l'occasione di entrare in contatto con personalità della cultura come: Corrado Cagli, Marino Mazzacurati, Mino Maccari e lo storico dell'arte Giulio Carlo Argan. Che è stato il primo in ordine di tempo a intuire le sue doti di pittore e a permettergli, tramite diverse borse di studio, di intraprendere lunghi viaggi a Parigi, Amsterdam, Berlino, Dresda. Soprannominato il "pittore giramondo", il segreto della sua pittura sta proprio nei suoi numerosissimi appunti di viaggio. Dal quale poi l'artista trasformava i suoi schizzi in paesaggi, volti, vedute di città, caratterizzate da un segno veloce, sintetico, ma sempre di grande effetto ed impatto emotivo. Era un abile disegnatore, e abilissimo incisore. Anche se prediligeva la pittura, il colore, a pastello e a olio, da dove poteva emergere al meglio la sua nobile personalità di uomo di cultura. Oltre che di pittura, Albertoni sapeva di musica, di lettera, e lo si intuiva dal suo segno grafico molto musicale e poetico al tempo stesso. Nella sua lunga carriera, Albertoni ha vinto numerosi e riconoscimenti, numerose rassegne collettive, e l'elenco dei critici che hanno scritto e commentato la sua arte è assai lunga: da Marco Valsecchi, che lo presentò per primo alla galleria Il Milione di Milano nel 1954, a Franco Solmi che firmò il catalogo della mostra del Museo Civico di Bologna nel '60, a tanti altri come Contini, Biasion, Raimondi, Carluccio. Ma il suo "mondo" era lontano dalle accademie e dalle scrivanie dei critici e dei galleristi. Per questo non è mai stato promotore di se stesso ed è per questo che ancora oggi le sue opere non hanno raggiunto alte quotazioni come si meritavano. Non seguiva di certo le mode e le scuole di genere. Coi suoi pennelli immortalava la strada, la piazza, il paesaggio nelle diverse ore del giorno. Nelle sue tele o cartoni, perché Albertoni amava anche dipingere sui supporti grezzi, scolpiva i suoi viaggi e le sue giornate. L'arte di Filippo Albertoni merita di essere riconosciuta per ciò che è stata ed è ancora oggi, e questa esposizione è uno slancio verso la speranza. Una mostra da non perdere. Presso la Galleria Caldarese di Bologna: info 051.239771

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