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Dario Fo: “In Lucrezia Borgia rivedo la mia Franca…”

Dario Fo: “In Lucrezia Borgia rivedo la mia Franca…”
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“Mentre scrivevo il mio libro su Lucrezia Borgia, pensavo alla mia Franca. Lei andava nelle carceri, nelle case dove ragazzi malati di Aids rifiutati dai genitori le sono morti tra le braccia…”. Il premio Nobel Dario Fo racconta il suo primo romanzo
Dario Fo: “In Lucrezia Borgia rivedo la mia Franca…”
Dario Fo: “In Lucrezia Borgia rivedo la mia Franca…”

“Mentre scrivevo il mio libro su Lucrezia Borgia, pensavo a Franca. Lei andava nelle carceri, nelle case dove ragazzi malati di Aids rifiutati dai genitori le sono morti  tra le braccia. Ha inventato il Nobel per i disabili facendo uscire di casa persone che non si spostavano da anni». Esce il primo romanzo di Dario Fo, “La figlia del Papa” (Chiarelettere), su una Lucrezia Borgia riveduta e corretta (“Ho studiato attentamente: la sua immagine di donna dissoluta e senza scrupoli non sta in piedi, è solo l’orrenda mortificazione di una donna che non voleva lasciarsi usare”) e che, secondo l’autore, assomigliava molto a sua moglie Franca Rame, scomparsa l’anno scorso, come ha raccontato di recente a Io donna.

“Una persona che ha vissuto con generosità verso tutti quelli che ha conosciuto. Mi viene naturale pensare a lei: se scrivo di una donna, penso alla voce femminile che conosco meglio. Abbiamo recitato insieme 75 commedie, non posso farne a meno. La sua voce è qui, ce l’ho nella memoria. E non immaginavo mai che avrei sentito tanto la sua mancanza. Un lutto da cui non riesco, e non voglio, uscire”.