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Culture
Fotografia, la Parigi eterna negli scatti di Brassaï

di Simonetta M. Rodinò

La Parigi notturna solcata e lacerata dai tagli luminosi dei lampioni è la città onirica e metafisica che Brassaï ci trasmette. Ma non solo. Al grande fotografo naturalizzato francese è dedicata l'ampia antologica "Brassaï. Pour l'amour de Paris", da domani a Palazzo Morando | Costume Moda Immagine di Milano. La sorprendente mostra, da non perdere, attraverso una selezione di circa 260 immagini originali, racconta insolitamente tutto ciò che è ai bordi della società.

Gyula Halász, meglio conosciuto con lo pseudonimo Brassaï (da Brasso, in Transilvania dove nasce nel 1899), solo 30enne si accosta alla fotografia e come autodidatta. La sua formazione infatti, dovuta all'aspirazione di diventare professore di disegno, avviene presso l'Accademia di Belle Arti di Budapest, poi di Berlino, dove frequenta presto i circoli che fanno capo a Vassily Kandinsky, Oskar Kokoschka e al suo conterraneo ungherese László Moholy-Nagy. Sarà nel 1924 che si trasferisce a Parigi lavorando come giornalista, disegnatore e pittore. Qui accade la svolta. Se Henri Cartier-Bresson fu definito "l'Occhio del secolo", per la quantità incredibile di avvenimenti storici che documentò con le sue immagini nel corso della lunga carriera, Brassaï fu soprannominato da Henry Miller "l'Occhio di Parigi". La città che lo affascina già da bambino, dove con il padre, professore di letteratura francese, vivrà per un anno. Proprio quel fascino lo porterà a trasferirsi nella "Ville lumières", dove percorre a piedi, spesso accompagnato da Miller, strade e vicoli per scoprire i dettagli e poter fotografare con occhi nuovi. Ecco allora gli scatti che ritraggono donne eleganti nelle limousine, serate danzanti dell'alta borghesia, le corse dei cavalli di Longchamp, i bambini che non mette in posa, ma osserva per cogliere un gesto o un atteggiamento.

Ma è la Parigi notturna che lo fa innamorare. Quella dell'architettura classica, in cui, tra le altre, Notre-Dame o Pont-Neuf sono avvolti da una nebbia fitta, ma anche la Parigi dei bistrot, degli amanti, delle ballerine, delle prostitute, dei gendarmi e dei mascalzoni, dei senza tetto… In mostra anche un paio di foto che ritraggono la famosa e anticonformista Kiki de Montparnasse, modella negli anni Venti di tutti i più grandi artisti e musa e ispiratrice di Man Ray; suo il corpo nudo di "Violon d'Ingres". Lavora molto anche con gli artisti surrealisti Man Ray, Alberto Giacometti, Henri Matisse e soprattutto con Dalì, il più scatenato. Entra nei loro atelier e poi conosce Picasso, da cui nasce un'amicizia duratura e per il quale fotografa le sculture. E' il genio spagnolo che lo avvicina al mondo circense: nascono così gli scatti sul circo Medrano, gli acrobati, i funamboli, i cavalli, il Luna Park… e infine le atmosfere sensuali delle Folies Bergères. E ancora…

"Brassaï. Pour l'amour de Paris"
Palazzo Morando | Costume Moda Immagine -  via Sant'Andrea 6 - Milano
20 marzo - 28 giugno 2015
Orari: martedì - domenica  ore 10 - 19
Ingressi: € 10,00 intero -  € 8,50 ridotto
Infoline: 02 884 62330 - 45924
Catalogo: Alinari
www.alinari.it/mostre/brassai

 

Tags:
fotografiaparigibrassaï
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