A Gallicianò, frazione del comune di Condofuri, sulle pendici dell’Aspromonte, sono rimasti quaranta abitanti, non ci sono servizi, escluso il bar sulla piazza e due trattorie che conservano il fascino della tradizione più antica, ma cè una meravigliosa piccola chiesa Ortodossa in pietra, tutt’oggi meta di molti turisti ellenici che è stata visitata anche dal Pope ortodosso.
Il fascino naturale di questi luoghi è intatto, preservato dal tempo e dalla posizione naturale del paese, nascosto al mare e al centro di una sorta di anfiteatro montagnoso a 660 metri.
Le difficoltà di collegamento con la costa hanno consentito anche di mantenere la lingua greca che gli abitanti parlano tra di loro, uguale fino anche al 95% a quella parlata sulle isole minori della Grecia.
Forse per questo dai balconi di qualche casa pende la bandiera ellenica quasi a “segnare” una cultura cui tutti sono affezionati.
Gli abitanti vivono di pastorizia e produzione d formaggi e di agricoltura e mantengono la sacralità dell’ospitalità, accompagnando personalmente i turisti che si spingono sino a qui nella visita del paese e delle sue testimonianze davvero uniche tra cui il bellissimo museo etnografico con la riproduzione di una antica casa di una stanza e che raccolgie antichi utensili e strumenti di uso quotidiano.
Un esempio di quell’Italia unica e meno conosciuta che va valorizzata e preservata nella sua unicità culturale, paesaggistica e antropologica.
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