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Culture
Sylos Labini: "Torno con il mio Nerone". Expo? "Per noi nessun aiuto"

Dal 4 al 16 maggio -  in occasione di Expo - torna al teatro Manzoni di Milano Edoardo Sylos Labini con il suo Nerone. Il tanto discusso imperatore fu davvero un crudele despota o è stata la storiografia ufficiale a dipingere così quello che in realtà è una vittima ante litteram  di una gigantesca macchina del fango? E poi, perchè uno spettacolo di questo calibro non è stato inserito all'interno del palinsesto Expo al posto, ad esempio, del bellissimo ma "straniero" Cirque du Soleil? Affaritaliani.it lo ha chiesto direttamente a Edoardo Sylos Labini

Come mai avete deciso di tornare a teatro?
Lo riproponiamo con i sottotitoli in inglese, perché uno straniero che viene in Italia per Expo vuole conoscere la nostra storia, anche a teatro, la nostra cultura, che è quella più apprezzata al mondo. Visto che hanno pensato bene di fare il  Cirque du Soleil come rappresentanza della cultura italiana all'Expo mi sembrava giusto proporre qualcosa di nostro, di drammaturgia italiana da un saggio di Massimo Fini tradotto in 5 lingue. La storia del nostro Occidente che poi è la metafora di quello che succede nella politica dei nostri giorni.  Il Cirque du Soleil lo possono vedere in tutto il mondo, Nerone no.

Una vena polemica verso la scelta del  Cirque du Soleil per Expo ?
Non verso il  Cirque du Soleil in sè, ma ricordiamoci che è stato pagato più di 8 milioni di euro e i teatri milanesi non hanno ricevuto un euro da Expo. Ci hanno detto che non c'erano soldi. Noi abbiamo realizzato lo spettacolo grazie agli sponsor privati e ci sarà una degustazione dei prodotti tipici di Norcia, un piccolo comune. L'unico che ci ha aiutato è un comune di 5mila abitanti, questo va sottolineato.


Come mai questo tipo di scelta? Nerone non poteva essere inserito nel palinsesto ufficiale di Expo?
E' una cosa tutta italiana, nel nostro Paese si fa tutto a compartimenti stagni, se non hai una conoscenza non arriverai mai soltanto con il prodotto. Purtroppo finchè non si guarderà il prodotto ma chi conosci per farlo  non andremo da nessuna parte. Dobbiamo recuperare la meritocrazia.

Lei come descriverebbe il suo Nerone
Una rilettura pop 2mila anni dopo di quello che succedeva in questa corte pazzesca che era la Domus Aurea, le cose che si raccontano di 2mila anni fa sembrano quelle che succedono oggi nei palazzi del potere. Sicuramente un personaggio folle, bipolare, ma geniale. Un personaggio stravagante e visionario che fece riforme culturali e riforme a favore del popolo, combatté per il popolo e per questo fu diffamato dalle lobby dei poteri forte dell'epoca, rappresentate dal Senato. Dopo la sua morte si disse che bruciò Roma, ma era una bugia. Fu denigrato perché era amato dal popolo, ma come ripetiamo anche nello spettacolo la storia la scrive chi vince.

Anche in questo lei vede delle somiglianza con la politica attuale?
Certamente, Massimo Fini fa parte  di quella storiografia contemporanea, specialmente di matrice anglosassone, che ha rivalutato questa figura, facendo capire come la  macchina del fango fosse attiva già 2mila anni fa.

Che cosa ha significato per lei portare in scena un personaggio del calibro di Nerone?
E' molto difficile ma rispecchia la mia linea editoriale degli ultimi 10 anni. L'ho fatto prima con D'Annunzio, Mazzini, il futurismo. E' bello riscoprire personaggi sui quali c'è un pregiudizio storico o ideologico. Poi faccio un cambiamento fisico, una trasformazione, sono ingrassato e ho messo massa muscolare. lo ripenso il personaggio in maniera anomala, non è più quella macchietta che suona la cetra sul Palatino mentre Roma brucia. Certo, un giovane anche un po' arrogante e folle, ma che che cercò di rivoluzionare  la politica romana.


Una scelta che non fanno in molti, quella di prendere personaggi scomodi
Sì, ma io non ne faccio un santino, faccio vedere i lati positivi e negativi. Che cosa c'è dietro questo mostro che ci hanno abituato a studiare sui libri di scuola. Allora si scopre il rapporto con la madre, con la moglie, con il filosofo suo precettore.

Se dovesse parlare a qualcuno della sua riscoperta di Nerone?
Sicuramente fu un personaggio folle, bipolare, ma che fu capito più dal popolo che dalla storia. Non era quel mostro che abbiamo studiato sui banchi di scuola. Ho cercato di rivedere tutto da un'angolatura particolare, anche quella dei cosiddetti cattivi. I cattivi a volte non sono cattivi e i buoni non sono buoni. E' il solito manicheismo tipico di una certa Italia.

Che differenza ha trovato tra tv, cinema, teatro?
Oggi la libertà te la concede solo il teatro, ma il tuo teatro. Io per sentirmi un artista libero questi spettacoli  me li devo produrre da solo, non troverei nessun produttore. In Italia manca il coraggio, perchè mancano le leggi che tutelano anche i produttori.

Il teatro non viene sostenuto dalle istituzioni?
Da anni mi batto per le defiscalizzazioni anche per lo spettacolo dal vivo. Solo così cambierebbe il mercato e non saremmo più schiavi della politica. Ora i finanziamenti pubblici li prendono solo  quelli che hanno santi in paradiso. Io lavoro con l'aiuto degli sponsor, ma si fa una gran fatica. Solo che le aziende dovrebbe essere incentivate, come è stato fatto con l'ultimo decreto Franceschini sull'art bonus per i beni culturali. Non capisco perchè per lo spettacolo dal vivo non si faccia.

Secondo lei perchè le istituzioni non sostengono il teatro?
Perchè i cda e le direzioni dei teatri sono assegnazioni politiche e bisogna collocare quelli che sostengono la politica.

Tornando a Nerone...
Nerone è un personaggio conosciuto da tutti, dai francesi, dagli inglesi, dagli orientali. Nerone è noto a livello internazionale, noi raccontiamo una corte particolare: Nerone portò la Grecia a Roma, sposò il suo eunuco quando la moglie morì. Raccontiamo anche i pregiudizi contro i quali lui si battè: portò a Roma anche l'omosessualità "greca" fino allora "segreta".

Andrea Bufo

Tags:
neronemilanoexpoteatroedoardo sylos labini
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