Auto e Motori
Auto e moto frenano in Italia: l’usato apre il 2026 in calo
Gennaio 2026 apre con il segno meno per l’usato: calano auto e moto, diminuiscono le radiazioni ma il mercato resta centrale.

C’è un indicatore che più di altri misura lo stato reale della mobilità privata italiana: il mercato dell’usato.
Meno esposto agli annunci, più vicino alle scelte quotidiane delle famiglie. E a gennaio 2026 il segnale è chiaro: i volumi calano, la prudenza cresce, ma l’usato resta la vera colonna portante del sistema auto.
I dati diffusi dall’ultimo bollettino “Auto-Trend” dell’Automobile Club d’Italia fotografano un avvio d’anno in rallentamento, coerente con un contesto economico ancora incerto e con un parco circolante che continua a invecchiare. Nel mese di gennaio, i passaggi di proprietà delle autovetture – al netto delle minivolture – registrano una flessione del 6,8% rispetto allo stesso mese del 2025. In termini assoluti, le pratiche si attestano a 258.878, contro le oltre 277 mila dell’anno precedente. La correzione per giornata lavorativa attenua il dato, ma non ne cambia la direzione.
Ancora più marcato il calo nel comparto motocicli. I passaggi netti scendono dell’11,1%, segnalando una contrazione più netta della domanda anche nel mondo delle due ruote. Nel complesso, considerando tutti i veicoli, il mercato dell’usato chiude gennaio con una riduzione del 7,3%. Nonostante il calo dei volumi, il peso dell’usato resta dominante. A gennaio 2026, per ogni 100 autovetture nuove immatricolate ne sono state vendute 203 di seconda mano. Un rapporto che conferma come il mercato dell’usato continui a essere oltre il doppio di quello del nuovo.
Un dato strutturale che riflette scelte sempre più orientate al contenimento della spesa, ma anche una difficoltà persistente nel rinnovare il parco circolante attraverso le sole immatricolazioni. Scendono anche le radiazioni, altro segnale di un mercato che tende a trattenere i veicoli più a lungo. Le autovetture radiate a gennaio sono state 97.446, in calo del 6,9% rispetto al 2025. Il tasso di sostituzione si ferma a 0,77: meno di un’auto eliminata dal parco per ogni nuova immatricolata.
Anche per i motocicli le radiazioni diminuiscono, contribuendo a rallentare il ricambio complessivo del parco veicoli nazionale. Un fenomeno che ha implicazioni dirette su sicurezza, emissioni e sostenibilità. Nel mercato dell’usato continuano a prevalere benzina e diesel, ma emergono segnali di transizione. Le autovetture ibride a benzina raggiungono una quota del 10,2%, con una crescita a doppia cifra rispetto allo scorso anno. Le elettriche restano marginali nei volumi, ma mostrano un incremento significativo, superando l’1% del totale.
Anche nei minipassaggi si osserva una progressiva riduzione della quota diesel e una crescita delle ibride, segnale che il cambiamento tecnologico inizia a riflettersi anche nel mercato secondario. Uno dei dati più significativi riguarda l’età dei veicoli scambiati. Le auto con un’anzianità compresa tra i 20 e i 29 anni rappresentano ormai il 18,1% dei passaggi di proprietà, mentre quelle con oltre 30 anni salgono al 3,2%. Un trend che conferma l’invecchiamento del parco circolante italiano e pone interrogativi sul futuro delle politiche di rinnovo e sugli incentivi alla sostituzione.
Mercato usato gennaio 2026 (ACI)
Passaggi auto usate: 258.878 (-6,8%)
Passaggi moto usate: 35.034 (-11,1%)
Rapporto nuovo/usato: 100 nuove / 203 usate
Radiazioni auto: 97.446 (-6,9%)
Quota ibride benzina: 10,2%
Quota elettriche: 1,1%
Auto usate 20–29 anni: 18,1%
Auto usate oltre 30 anni: 3,2%
