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Culture

Da almeno un quarto d'ora da quando sono seduti Daniel le sta raccontando che un oggetto semplice semplice come un anello gli fa subito venire in mente uno scarabeo, quando osserva un vagone ferroviario, invece, gli viene da pensare a un cacciavite a stella e ogni volta che guarda la sabbia della spiaggia, dopo qualche istante, chissà per quale ragione misteriosa, gli si forma nella mente l'immagine di una pianta di cardo. Mentre le racconta queste cose, la donna che sostiene di essere sua madre non sembra credergli troppo.

Lo guarda da dietro le lenti scure degli occhiali da sole e perciò Daniel non può essere sicuro di quel che la attraversa, ma da come arriccia un angolo della bocca pensa proprio che quella donna non gli creda. Magari invece significa soltanto che si è stancata di sentirlo parlare e questo forse lo indispettisce anche di più. Quasi deve lottare con se stesso per trattenersi dal dirle che se si concentra sui suoi occhiali con le lenti grandi e quadrate a Daniel viene subito in mente un gatto squartato e che se si concentra sulla sua figura intera, invece, per quanto faccia venire i brividi, a Daniel subito si forma l'immagine di una strega in un libro di fiabe.

Sono le quattro del pomeriggio di un giovedì. Daniel e la donna si trovano in Piazza Delle Erbe. Genova. Sul tavolino che occupano ci sono un bicchiere di vino rosso e uno di spumante e da qualche minuto sono arrivati anche piattini di olive nere, pistacchi, nocciole tostate e patatine. Non è la prima volta che Daniel e la donna si trovano a prendere un aperitivo in quella piazza. Di solito, quando lei viene a fargli visita, evitano il ristorante che espone il menù su un espositore d'ardesia e invece vanno alla trattoria accanto, ma questa volta hanno scelto la birreria di rimpetto al ristorante che espone il menò e hanno fatto male perché l'aperitivo più buono è quello della trattoria accanto. Nonostante la donna non smetta di arricciare l'angolo della bocca, Daniel continua a raccontarle che quando vede un fazzoletto pensa a un giglio, quando vede una bandiera pensa a un candelabro e quando vede un mappamondo a un galeone.

"Vedo una cosa e subito, chiara e nitida, nella mia mente appare l'immagine di un'altra cosa. E mi succede regolarmente. Ogni volta che vedo un ponte penso a un uovo. Ogni volta che vedo una rosa penso a una vela. Ogni volta. Non è curioso?".

La donna glì dice di abbassare il tono di voce perché i tavoli sono messi vicini e le persone intorno stanno cominciando con le occhiate. Daniel allora le racconta che nelle ultime due settimane ha mangiato spesso fuori a ristorante e ha notato che i tavoli sono messi sempre troppo vicini e che non si può chiacchierare mai troppo liberamente. Anzi gli è capitato di accorgersi che qualche volta mentre lui parlava di ospedali, medicinali, polli lessi, carote e zucchine le persone sedute al tavolo vicino cominciavano a parlare di stetoscopi, camici bianchi, tacchini allo spiedo, cavoli e patate. Se lui parlava di film, fotografie, fidanzate, amici, le persone sedute vicino a lui si mettevano a discorrere di divanetti, paparazzi, cuscini, materassi e automobili. Non che questa cosa sia capitata troppo di sovente nelle ultime due settimane visto che Daniel ha trascorso la maggior parte del tempo da solo senza parlare con nessuno. Detto questo riprende a raccontarle di pensare alla pelle di un orso non appena ferma lo sguardo su un tuorlo d'uovo o a una scatola di fiammiferi se osserva uno spillo o a ...

Prima che Daniel possa proseguire, la donna che sostiene di essere sua madre si affretta a tirare fuori dalla borsa di coccodrillo una busta. La appoggia sul tavolo trovando uno spazio tra i piattini. Sulla busta con un pennarello nero c'è scritto: X DANIEL. Daniel adesso è in silenzio. Esamina la busta brevemente, poi la prende e subito percepisce al tatto qualcosa di rigido. Squarcia la zip adesiva. Dentro trova un foglio di carta e un dvd nella sua custodia. Su quest'ultima su un'etichetta bianca c'è una scritta a penna a sfera blu: FILM DI DANIEL.

Daniel alza lo sguardo sulla donna.
"Questo cos'è?" chiede.
"È stata un'idea mia" dice la donna e apre le labbra in un sorriso.
I denti sono gialli più o meno come i polpastrelli delle dita.
"L'ho letto su Internet e prima di realizzare il dvd ho parlato con i medici. Col Professor Carloni. Col Professor Penza. Loro hanno allargato le braccia e hanno risposto che senz'altro si poteva fare. È un'idea che viene dagli Stati Uniti d'America. Di solito si usa per le persone malate d'Alzheimer o di senilità precoce. Però credo possa fare anche al caso tuo"

La donna si arresta e per un momento sembra scrutarlo da dietro le lenti grandi e quadrate dei suoi occhiali da sole. Dall'espressione del viso, Daniel non sembra però aver fatto caso più che tanto a quel che la donna gli ha appena detto.

"Il dvd - prosegue allora lei - contiene un filmato dove vengono mostrate fotografie e spezzoni di videoriprese accompagnate dalla colonna sonora della tua musica preferita. Dura novanta minuti. Lo scopo delle fotografie, degli spezzoni di video e della musica è raccontarti chi eri prima dell'incidente. Gli amici. I fidanzamenti. La volta che siamo stati sulle Dolomiti e quella di quando siamo stati in Marocco. Tutto quanto. O almeno un bel po' di roba. Spero proprio che funzioni perché, credimi, Daniel, è stato un lavoraccio. Ho dovuto tirare fuori dodici album di fotografie. Ho riempito quattro cd con le foto che abbiamo scaricato sul computer. Nove videocassette di riprese amatoriali. Mi sono vista ogni singolo fotogramma. Ho sfogliato ogni singolo album. Ho fatto scorrere col mouse ogni singola foto al computer. Ho passato un'intera giornata solo a mettere etichette sui cd e sulle videocassette e a rinominare i file sul computer. Volevo che tutto fosse preciso il più possibile. Poi ho messo questo materiale dentro uno scatolone e l'ho inviato con una raccomandata a un ragazzo che di mestiere fa il montatore.

Abita ad Arezzo. Si chiama Roberto. L'ho contattato grazie a un'amica. Il curriculum mi è sembrato adattissimo. Laureato in Scienze delle Comunicazioni. Un paio di master sugli effetti speciali. Ha realizzato videoclip per band musicali. La cosa più importante che ha fatto credo sia stata l'aiuto regista in un documentario. La cosa che, però, sa fare bene bene sono i film sui matrimoni. Ha realizzato quattordici filmati sui matrimoni. Lui si vergogna ad ammetterlo perché questa non era certamente la sua massima aspirazione quando dodici anni fa - adesso ha trentasette armi - ha cominciato col suo mestiere. Comunque si è detto subito disponibile non appena l'ho contattato. Anzi adesso che ci penso devo ricordarmi di sollecitarlo a restituire il materiale che gli ho inviato. Non l'ha ancora fatto e devono essere già passati almeno due mesi. Pensa che io, invece, a lavoro finito, gli ho versato immediatamente il bonifico di diecimila euro".

"Questo dvd è costato diecimila euro?" chiede Daniel. "Sì" risponde la donna.
Arriccia l'angolo della bocca.

A Daniel viene subito da pensare che forse non le è piaciuta l'enfatizzazione che lui ha fatto di quest'ultimo aspetto. Forse, però, ha soltanto paura che Daniel riattacchi a parlare senza fermarsi.
"Se non altro spero che questo ti convinca a guardare il filmato almeno una volta al giorno, Daniel. Il dvd mi è arrivato due settimane fa. L'uomo che lo ha preparato lo aveva già pronto da tre settimane, ma come ha avuto il coraggio di spiegarmi non ha potuto inviarmelo subito a causa di pressanti impegni di lavoro. Quando mi è arrivato il dvd, per circa due settimane ho provato vergogna a dartelo. Ho sperato che la memoria potesse tornarti da sola. Visto che però questo non è ancora successo, mi sono decisa. Daniel, questo dvd devi vederlo come una specie di medicina amara che non puoi assolutamente rinunciare a inghiottire".

"Se è costato quella cifra, immagino sarà un capolavoro".
Lo donna che dal 29 aprile sostiene di essere la madre di Daniel si sporge un poco verso di lui. Forse ha esagerato troppo con il rossetto e indossa una collana con le pietre troppo grosse. Ha le rughe attorno agli occhi e le sopracciglia bianche e folte. Questo particolare contrasta con i capelli color rame e con la sensazione di cura generale del suo aspetto. La donna ha sessantaquattro anni.
Arriccia l'angolo della bocca.
"Nel suo genere lo è".
Prende il bicchiere di spumante.
Beve un sorso.

"Adesso vorrei parlare del foglio di carta che hai tirato fuori dalla busta" dice.
 

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