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Culture
Il Sogno d'Amore, la magia di Chagall per la prima volta raccontata a Napoli

Centocinquanta opere tra dipinti, disegni, acquerelli ed incisioni per il “Sogno d’amore” di Marc Chagall. Un nucleo di opere rare provenienti da collezioni private dell’artista in esposizione per la prima volta a Napoli dal 15 febbraio al 30 giugno nella cornice della Pietrasanta-Lapis Museum. Curata da Dolores Duràn Ucar, realizzata con il contributo di Fondazione Cultura e Arte ed organizzata dal Gruppo Arthemisia, la mostra racconta il mondo intriso di stupore e meraviglia dell’artista russo. Ricordi d’infanzia, fiabe, poesia, religione e guerra, un universo di sogni dai colori vivaci, di sfumature intense che danno vita a paesaggi popolati da personaggi, reali o immaginari, che si affollano nella fantasia dell’artista. Cinque le sezioni in cui sono riassunti tutti i temi cari a Chagall: infanzia e tradizione russa; sogni e fiabe; il mondo sacro, la Bibbia; un pittore con le ali da poeta; l’amore sfida la forza di gravità. Un ventaglio di opere attraverso la traiettoria artistica del pittore dal 1925 fino alla morte, avvenuta in Francia nel 1985, passando per il cubismo, il fauvismo e l’orfismo ma con uno stile personale difficile da classificare. “Nel corso della sua vita, l’artista ha costruito attraverso i suoi dipinti e scritti un mondo estremamente personale, uno spazio lirico, poetico e fantastico in cui tutto è possibile. I personaggi -scrive Duràn Ucar- volano come se fossero uccelli, le slitte scivolano sopra le nuvole, la musica dei violinisti risuona fra i tetti, gli asini camminano si tavoli e gli innamorati si accarezzano dolcemente sotto mazzi di fiori variopinti. Un mondo di sogni dai colori squillanti, sfumature intense che danno vita ai paesaggi, ai ricordi infantili di scuola, alle serate trascorse accanto al braciere con la madre. E poi l’inizio della sua lunga avventura”.

Un’avventura quasi centenaria, segnata da quasi tutti gli eventi storici della prima metà del XX secolo durante la quale, tornando nella sua città natale, rivede Bella, la sua ragazza oltre che sua musa. Durante la seconda guerra mondiale si rifugia negli Stati Uniti per evitare la deportazione da parte dei nazisti ma nel 1948 fa ritorno in Francia dove muore nel 1985.

Per Iole Siena, presidente del Gruppo Arthemisia, non poteva che prendere avvio con Chagall la collaborazione con la Basilica della Pietrasanta. “Quando anni fa ho incontrato il gruppo di imprenditori che gestisce la Basilica sono rimasta molto colpito dal loro entusiasmo e dalla loro tenacia. Da qui il cammino che ci ha condotto ad inaugurare la mostra e l’avvio di un nuovo progetto, l’Arte della Solidarietà, che si propone di portare la bellezza anche nelle vite delle persone meno fortunate”.

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