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Culture
Kirkeby, maestro del neoespressionismo. La mostra
KIRKEBY Senza titolo, 1999

Di Raffaello Carabini

“Ciò che condiziona il mio vedere è il modo in cui si formano i miei dipinti e, d’altro canto, il mio dipingere è un tentativo di afferrare e mostrare ciò che ho visto. Questi momenti di lucidità sono come stelle cadenti.” Le stelle cadenti che Per Kirkeby, uno dei massimi artisti danesi, dipinge sono folgorazioni che sembrano tele astratte, mentre in realtà possiedono fisicità e tuttotondo, profondità e lungimiranza, stratificazioni di materia e di soggetti, di elementi naturali e di memoria, perché è altrettanto vero che il 78enne artista di Copenaghen deve “plasmare creature e/o costruire grandi strutture sia contenutistiche sia formali per riuscire a completare un dipinto”.

Di fronte alla sua pittura spesso “l’effetto è oscuro, di sapore aspro, ma poco a poco avviene nel profondo una sorta di agitazione, l’inizio di un piacere gratificante” (Peter Schjeldahl), che ci porta a rivedere le immagini e i lampi espressivi di Kirkeby attraverso la “revisione poetica” cui ci sospingono, come verso un graal gratificante. Sostenute sempre da una sottostruttura che ne governa l’intero impianto, le opere si alternano con un senso di ansia opprimente, cui contribuiscono strati su strati di colore steso quasi con negligenza a cancellare un disegno che è fatto di piani piatti e dissolventi.

Mai una pittura che appare “bella” immediatamente – se si eccettuano diversi guazzi paesaggistici delle vedute di Groenlandia oppure una coloratissima “Senza titolo” del 1999 – ma una pittura che induce a esplorare le proprie impressioni e a indagare le metafore dell’autore. Lo dimostra appieno la prima esposizione in Italia (anche se il politically correct indurrebbe a far dire “in terre italianofone”, visto che siamo in Canton Ticino, cioè Svizzera) del multiforme artista danese, titolata Per Kirkeby. I luoghi dell’anima del grande maestro scandinavo e aperta presso il Museo d’Arte locale fino al prossimo 29 gennaio.

Divenuto famoso in tutto il mondo nel 1996 per le immagini proposte a punteggiare i capitoli del film-capolavoro dell’amico Lars Von Trier Le onde del destino (Gran Premio della Giuria a Cannes), Kirkeby ha attraversato diversi territori dell’arte del suo Paese – anzi, anche della scienza, dato che è laureato in geologia e partecipò a varie spedizioni di ricerca, soprattutto in Groenlandia – e anche della critica d’arte, scrivendo varie monografie su grandi pittori dell’8-900, tra le quali profonda e brillante quella dedicata al nume William Turner.

Come poeta in Italia è apparso il suo volume Studi dal vero (Terra Celeste, 1988), come scenografo ha lavorato per cinema, teatro e danza, come regista ha diretto diversi documentari, come scultore ha re-inventato la “scultura di mattoni”, utilizzando il desueto cotto per opere di sapore architettonico, ornamentale e spaziale, e ha utilizzato il bronzo come superficie chiaroscurale di forza imponente. Lo dimostra il capolavoro Herakles del 1992, che, con i suoi circa quattro metri di altezza, domina il chiostro del museo e introduce alla mostra, che propone altre sei sculture, 33 tele di grandi dimensioni e 30 opere su carta a illustrare gli ultimi trent’anni di carriera di Kirkeby.

Un personaggio dalle diverse sfaccettature, quasi un artista rinascimentale, che si pone nella scia del neoespressionismo europeo, pur facendo sempre riferimento a qualcosa di reale (siano paesaggi oppure moti dell’animo) e a lezioni sotterranee quanto incombenti, in particolare Cézanne, Munch, Turner, Jorn. “La mia è la corrente materica”, afferma. “Coloro che navigano per questa corrente di splendore non sono quelli che vivono meno pericolosamente, perché, lasciandosi guidare dalla propria intuizione, possono anche a occhi chiusi farsi inghiottire dal fiume.”

 

 

Per Kirkeby. I luoghi dell’anima del grande maestro scandinavo

Museo d’Arte, Piazza San Giovanni, Mendrisio (CH)

fino al 29 gennaio

Orari: martedì-venerdì ore 10-12 e 14-17, sabato e domenica 10-18; chiuso lunedì

Info tel 0041 (0)586883350 www.museo.mendrisio.ch

Ingresso: 10 franchi/euro (ridotto 8)

Catalogo: edizioni Museo d’Arte Mendrisio

Tags:
kirkeby neoespressionismo
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