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Culture

di Alessandra Peluso

FUR EIG 3

Accostarsi a quest’opera è complesso, occorre “scuotere la polvere dai calzari”, ci si immerge in una personalità acuta e sensibile quale è quella di Elio Corano che con audacia riprende il pensiero gramsciano.

“Für Ewig” è il mondo sommerso scritto da Antonio Gramsci che nel carcere non ha perso mai la speranza di vivere, la speranza di combattere l’assolutismo del regime fascista e riconquistare la libertà. E quale miglior modo di sentirsi liberi anche nel carcere se non quello di scrivere perché le parole, il pensiero abbia un senso “für ewig” “per l’eternità”. Così è stato.

Oggi i suoi 33 quaderni scritti dal 1929 al 1935 hanno un valore culturale inestimabile. Depurato dalle vesti che da secoli gli intellettuali e le diverse forme di governo lo hanno nuovamente recluso imprigionandolo in un pregiudizio meschino e fuorviante per la cultura italiana è stato liberato grazie all’esperimento poetico di Elio Corano “Für Ewig 3” che con abile maestria ha tradotto in versi la scrittura di Antonio Gramsci.

Si tratta di una raccolta poetica che Corano rivive identificandosi nello stesso Gramsci e da un carcere, luogo di perdizione e di annichilimento narra la poesia dell’esistenza che estende a chi oggi ha perso la speranza, a chi crede di non essere più libero, a chi è solo, a chi deve combattere e lottare per un’egemonia culturale e per una realtà che eguagli gli esseri umani e non li contrapponga invece in classi che si fanno la guerra autodistruggendosi.

Arricchisce la poesia di Elio Corano, illumina e incoraggia alla dialettica, al confronto, alla libertà. Invita a darsi da solo le possibilità, “con volontà coriacea con coraggio e senza inganno” (p. 19).

È una stra-ordinaria lezione di vita. E ancora una volta la poesia non delude, pur essendo bistrattata e allontanata da incontri culturali, kèrmesse, la poesia non deve rimanere elitaria, ma va utilizzata come strumento di speranza per molti, per tutti.        

La poesia di Elio Corano fa riflettere riportando in auge i valori e i diritti della persona come la libertà, il lavoro, la vita. Così si legge: «La libertà non si può mai sopprimere del tutto / è qualcosa che va oltre il divieto il carcere la condanna / puoi pensare da uomo libero anche se sei ai ceppi / … non la si può uccidere / nemmeno quando ti accusano di qualsiasi nefandezza / neppure trucidando i corpi bruciando i libri / spargendo sale». (p. 27). “Für Ewig 3” è una chiara e viva testimonianza di quanto la coscienza di sé e la continua ricerca della verità comporti un atto rivoluzionario. “Più sai più puoi” (p.37) che traslittera in “sapere è potere” di Foucault.

Foucault sostiene la necessità per ogni individuo di affermarsi come soggetto etico, di consolidare la propria libertà con la conoscenza nel gioco dei poteri che le relazioni politiche, sociali impongono.

«La conoscenza - scrive Elio Corano - ti fa soffrire / ma è una sofferenza necessaria / non stancarti mai di imparare / non stancarti mai di sapere / non ti contentare delle risposte che ti danno / guarda sempre sotto al tappeto della storia / non è una storia che il potere o ti vuole servo / o ti vuole complice». (p. 93).

Il poeta nel narrare i suoi versi appare un amico, un padre, quel padre - libero da ogni orpello - che ognuno di noi vorrebbe, che insegna ad amare la vita sempre, anche nella più ingrata sofferenza. «E anche quando mi sfiora l’idea del suicidio, la giustifico …  e la scaccio via con la coscienza e la consapevolezza che il mio posto è qui … tutto ciò appartiene al mondo e io sono nel mondo».       (p. 115).

Rivive il nobile insegnamento di Antonio Gramsci e rabbrividiscono i versi di Corano riportando a vivere la drammatica esperienza del carcere che ogni lettore come lo stesso poeta ha condiviso come sua esistenza. Una condizione fuorviante, che svilisce e ti può far cadere nell’oblio, nella solitudine, rischio che non corre in alcun modo nessuno se c’è la consapevolezza di amarsi, di difendere la propria libertà, di non farsi prevaricare dai “burattinai” che vogliono soggiogarci, che ci illudono di false speranze, avendo radicata invece la consapevolezza che la speranza appartiene ad ogni persona, la speranza di vivere libero - “per l'eternità” - così come l'individuo è nato libero in una società nella quale il diritto del lavoro, della conoscenza e del sapere è inviolabile e non cede a compromessi.        

Tags:
poetica gramsciana
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