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La vitalità dell’architettura italiana, dal dopoguerra al futuro, è di scena al Maxxi

Al MAXXI di Roma una grande mostra ripercorre ottant’anni di storia della Repubblica attraverso progetti, archivi e protagonisti dell’architettura italiana, dal 1946 al 2026

La vitalità dell’architettura italiana, dal dopoguerra al futuro, è di scena al Maxxi

Il Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo rende omaggio all’ottantesimo anniversario della Repubblica. L’importante progetto espositivo invita a rileggere il nostro recente passato attraverso la lente dell’architettura, riflettendo sui grandi temi in cui è cresciuta e si è distinta l’Italia democratica. 

La vitalità dell’architettura italiana, dal dopoguerra al futuro, è di scena al Maxxi
PHOTO G.Benni

I progetti in mostra restituiscono il racconto di pagine dense della storia – non solo dell’architettura – del nostro Paese, interpretandone le istanze culturali, sociali, economiche e politiche

La mostra è introdotta da interviste ad alcuni tra i protagonisti più affermati dell’architettura italiana – Stefano Boeri, Maria Giuseppina Grasso Cannizzo, Massimiliano Fuksas, Renzo Piano, Franco Purini, Elisabetta Terragni, Paola Viganò, Cino Zucchi – e da un’installazione-omaggio al Monumento ai Caduti nei campi di sterminio nazisti dello Studio BBPR a Milano, nella reinterpretazione di Matilde Cassani. 

La parte iniziale consiste in una raccolta di materiali d’archivio, incentrata sui grandi temi culturali e sociali affrontati da architetti e urbanisti nell’Italia democratica e neorepubblicana. Un’epoca in cui l’architettura italiana “riprende il cammino”, alimentata dall’iniziativa pubblica, generando i grandi progetti che hanno contribuito a tracciare il ritratto della nazione. 

La vitalità dell’architettura italiana, dal dopoguerra al futuro, è di scena al Maxxi
PHOTO G.Benni

Ci si addentra poi nel cuore della narrazione espositiva, con i progetti di otto studi italiani di successo e rinomanza internazionale: DEMOGO studio di architettura [Simone Gobbo, Alberto Mottola e Davide De Marchi], Treviso; MoDus Architects [Sandi Attia, Matteo Scagnol], Bressanone (BZ); Giulia De Appolonia, Brescia; Francesca Torzo, Genova; Studio Labics [Claudia Clemente, Francesco Isidori], Roma; Barozzi Veiga [Fabrizio Barozzi, Alberto Veiga] Barcellona, Spagna; ELASTICOFarm [Stefano Pujatti, Alberto Del Maschio, Sara Dal Gallo], che include tutti i fondatori e titolari dello studio. , Torino; Kuehn Malvezzi [Simona Malvezzi, Wilfried Kuehn, Johannes Kuehn] Berlino. 

Sono gli esponenti della cosiddetta “generazione Erasmus”, nata tra la fine degli anni sessanta e i primi anni ottanta, meno legata alle identità accademiche e più a suo agio nello scenario internazionale, raccontati in mostra da due diversi punti di vista. Il primo è un progetto fotografico, una committenza con la quale Allegra Martin ha realizzato il ritratto di un’opera-manifesto per ciascuno studio. Il secondo è un grande tavolo sul quale ciascun autore ha potuto sintetizzare il proprio peculiare modo di lavorare. 

La vitalità dell’architettura italiana, dal dopoguerra al futuro, è di scena al Maxxi
PHOTO G.Benni

Conclude la mostra, una rassegna delle energie più fresche e promettenti della nostra architettura, con la sezione che espone i progetti finalisti di NXT, il programma con cui da oltre dieci anni il MAXXI invita giovani progettisti a proporre un’installazione da ospitare nel periodo estivo nello spazio esterno del museo. 

Una sequenza di schermi accompagna l’ingresso nel Centro Archivi e ospita i video che raccontano le dieci edizioni

All’interno sono esposti i materiali relativi al progetto vincitore di NXT 2026, che entra a far parte della Collezione del museo: Rubato del collettivo HPO. L’installazione è fruibile nella Piazza del MAXXI, arricchita da un paesaggio sonoro a cura della sound artist Agnese Menguzzato, ed è, inoltre, platea d’eccezione per gli eventi estivi. 

Esposti anche i quattro progetti finalisti di quest’anno, proposti dai gruppi Associates Architecture, Atelier Vago, Facchinelli Daboit Saviane, m²ft architects. 

La mostra è curata da Pippo Ciorra ed Elena Tinacci e sarà aperta al pubblico sino al 15 novembre 2026.