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Culture
Libri, la bambina pugile è tornata: esce Fatti vivo di Chandra Livia Candiani
In occasione dell’uscita della sua nuova raccolta di poesia Fatti vivo (Einaudi 2017), martedì 16 maggio 2017, alle ore 21.00, Chandra Livia Candiani sarà in dialogo con Daniela Bonelli Bassano, Nicole Janigro, Romano Màdera, Giorgio Morale. Presso Frigoriferi Milanesi, Sala Carroponte, via Piranesi 10, a Milano (Passante Ferroviario/Porta Vittoria, Autobus 73 e 90, Tram 12 e 27).

“La bambina pugile è tornata”, leggiamo nella quarta di copertina di Fatti vivo, il nuovo libro di Chandra Livia Candiani (Einaudi 2017). Ed è vero. Come La bambina pugile (Einaudi 2017) si apriva nel ricordo della morte di una persona cara, in continuità con la raccolta precedente, Bevendo il tè con i morti (Viennepierre 2007, Interlinea 2015), così Fatti vivo si apre con una sezione, Il sonno della casa, in cui vediamo la bambina aggirarsi inquieta nella casa, vista dall’esterno dagli occhi degli elementi della casa che prendono la parola in prima persona: la maniglia, i vetri, il letto, il soffitto. Il libro parla un processo che è “la sotterranea trama / che fa di una cronaca / storia” attraverso cui si diventa ciò che si è. Attraverso cui ci si fa vivi giorno dopo giorno.

Le tappe di questo percorso sono scandite dalle diverse sezioni del libro. Dopo Il sonno della casa c’è l’ingresso nel mondo nella sezione Dov’è mondo?, in cui la bambina comincia a dire “io”. Segue la sezione Buio padre e la rottura con la figura paterna (“Io resto, padre, non ti seguo / non eseguo il tuo volere, io resto, padre”). Nella sezione Fatti vivo le “istruzioni per farsi vivi” emergono dall’incontro con i conflitti del mondo (“Mio mondo / chiamano / mio mondo / essere senza / mondo”), che vengono in primo piano nei drammi della sezione Chi cade: “Il dolore degli altri / non mi sta in mano / e nemmeno in gola / più che altro sta nel petto”.

In Fatti vivo una leggera linea narrativa coesiste con l’ispirazione pedagogica. Nell’avventura nel mondo la bambina impara “Come nasce un pensiero”, che “Le parole / sono la casa del mondo”, che “Qui c’è ora. / E tu”. Fino a trovare degli imperativi: “Lasciati bruciare”, “Allora senti”, “Mettiti nei tuoi panni / e comincia a danzare”. Tutto questo viene detto con un linguaggio essenziale, “ad alta precisione”, ben espresso in una dichiarazione di poetica che troviamo nel libro: “il nudo lo spoglio / ha splendore”.

Elementi dell’esperienza quotidiana (“telefonate malattie / morti amori”) s’intrecciano con una forte istanza etica, tanto che c’è da augurarsi che si verifichi quanto vaticinato da Il portone posto all’incipit della sezione Il sonno della casa e dell’intera raccolta: “Quelli che entrano / non usciranno uguali”. D’altra parte, come dice Tzvetan Todorov, “il lettore non specialista,… legge le opere… per trovare in esse un significato che gli consenta di comprendere meglio l’uomo e il mondo, per scoprire una bellezza che arricchisca la sua esistenza… Se non avesse ragione, la lettura sarebbe condannata a sparire nel giro di breve tempo” (La letteratura in pericolo).

 

* * *

Chandra Livia Candiani è nata a Milano nel 1952. È traduttrice di testi buddhisti e tiene corsi di meditazione. Ha pubblicato le raccolte di poesie Io con vestito leggero (Campanotto 2005), La nave di nebbia. Ninnananne per il mondo (La biblioteca di Vivarium 2005), La porta (La biblioteca di Vivarium 2006), Bevendo il tè con i morti (Viennepierre 2007), La bambina pugile ovvero la precisione dell'amore (Einaudi 2014). Da anni tiene corsi di poesia presso alcune scuole elementari di Milano: da questa esperienza è nata l'antologia, curata da lei e Andrea Cirolla, Ma dove sono le parole? (Effigie 2015) che raccoglie poesie scritte dai bambini.

Una poesia da Fatti vivo


Bisogna dedicarsi
pian piano
precisamente
a briciole per uccelli
sul davanzale nord,
piegati su di sé
lavare il pavimento
come il corpo di un dio
bambino,
guardare i piatti sgocciolare
come una luna che spazza via
l’ovvio tra gli alberi.
Perdere intenti e rimedi
contro il restare,
soffermarsi cauti
su ogni vuoto di voce
e affetto di silenzio,
lavorare come minatori
al capezzale delle parole,
aspettare disperati.

In cambio del fiore di gelsomino.

Tags:
fatti vivochandra livia candianieinaudi
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