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Culture
Matera 2019 Capitale europea della Cultura

Di Eduardo Cagnazzi

Cogliere l'occasione di Matera 2019 Capitale europea della Cultura per trasformare in un polo di sviluppo la Basilicata, cerniera tra il Tirreno e l'Adriatico ma oggi poco attrattiva perché segregata e scarsamente accessibile.  Un prototipo di un nuovo dinamismo basato su interazione ed integrazione tra territori, cultura, turismo, infrastrutture ed i settori trainanti dell'economia: l'energia, l'agroindustria di qualità, il manifatturiero, ma anche l'insediamento Telespazio nella città dei Sassi.

Questa la proposta di Svimez che vuole cogliere l'occasione di Matera 2019 per un nuovo tipo di sviluppo "oltre i confini della città". Uno sviluppo che deve necessariamente partire dall'ammodernamento della dorsale ferroviaria Salerno-Taranto e il suo collegamento via Ferrandina, dall'integrazione tra porto e retro porto di Taranto attraverso la piattaforma agroindustriale e il riconoscimento dell'area Tarantina-Materana come Zona economica speciale. Ma è soprattutto il turismo culturale che può assumere il ruolo di driver dello sviluppo, in grado di dare risposte alle potenzialità del sistema universitario e della ricerca ed al patrimonio culturale locale. Oggi più che mai, sostiene la Svimez, la produzione di cultura, la propensione alla qualità e al bello deve incrociare l'innovazione, la ricerca, la nuova frontiera della green economy per determinare effetti importanti sull'occupazione qualificata.

Ecco che l'industria culturale, caratterizzata dalla presenza sul territorio di grandi attrattori, tra cui musei e beni storici, può diventare la componente chiave dello sviluppo. Soprattutto per le sue potenzialità trasversali che la collegano ai settori produttivi e dei servizi. In questo quadro il Pon Cultura, finanziato con fondi strutturali europei, può rappresentare un'occasione importante di crescita per la città dei Sassi, tanto più alla luce del disinvestimento della spesa pubblica ordinaria in cultura che si è determinato per effetto della crisi. Per gli analisti dell'organismo romano ci sono ingenti risorse da utilizzare che vanno però impiegate bene. "Dal 1985 al 2012, nelle Capitali della Cultura, si sono investiti in infrastrutture almeno 4,6 miliardi di euro: per città come Porto, Genova e Thessaloniki lo sviluppo infrastrutturale era un obiettivo fondamentale, forse più importante del programma culturale e dell'eventistica", sostengono. Ad Essen (Ruhr), dove si è investito di più, sono stati spesi 500 milioni di euro, a Liverpool circa 600 milioni. Matera può contare su un budget operativo maggiore: 52 milioni di euro previsti dal dossier di candidatura, mentre il piano d'intervento per le spese in conto capitale ammonta a 650 milioni e comprende la realizzazione di infrastrutture culturali ed azioni di rigenerazione urbana. E non è tutto. Il Patto per Basilicata 2019, asse Turismo e Cultura, riprende ulteriori interventi per 111,2 milioni di euro per Matera 2019, ed altri 195 milioni a recupero, valorizzazione e potenziamento degli attrattori turistici. Una conferma di come l'industria del turismo e della cultura sia ritenuto prioritario per lo sviluppo del Mezzogiorno. 

 

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