L’esposizione, a cura di Simona Antonacci con Maria Del Priori, raccoglie l’intera produzione realizzata da Fazel – nato in Iran nel 1965 e cresciuto negli Stati Uniti.
L’opera-archivio è stata acquisita dal MAXXI nel 2025 e si presentata per la prima volta al pubblico nella sua forma compiuta, a conclusione di un percorso di allestimento aperto durato due mesi, durante il quale la sala al piano terra del museo si è trasformata in uno spazio di lavoro in divenire, accessibile al pubblico.

Attraverso negativi, diapositive, stampe, pubblicazioni, appunti e strumenti di lavoro, la mostra costruisce un racconto coinvolgente, che restituisce dall’interno una stagione cruciale per il design e per il passaggio dalla fotografia analogica a quella digitale.
Un archivio vivo che intreccia fotografia, editoria, architettura e cultura visiva contemporanea
Quella tra la Fondazione MAXXI e l’impresa Ghella è una collaborazione consolidata che ha preso forma nel 2021 con il progetto espositivo ed editoriale Di roccia, fuochi e avventure sotterranee, presentato al MAXXI di Roma e successivamente ospitato nel 2022 al MAXXI L’Aquila.

Da allora, il rapporto si è ulteriormente rafforzato con l’ingresso di Ghella tra i Corporate Member del Museo, la donazione di 48 opere fotografiche alle collezioni del MAXXI e la realizzazione della mostra e cofanetto fotografico Nuove avventure sotterranee (2024).

Nel 2026 questa collaborazione ha raggiunto una nuova, significativa tappa con l’inaugurazione dello Spazio Ghella, ambiente permanente dedicato alla fotografia contemporanea all’interno del MAXXI, confermando l’impegno condiviso nella promozione della ricerca artistica, della cultura visiva e del sostegno alla creatività contemporanea.

“L’apertura dello Spazio Ghella è il frutto di un percorso lungimirante, che rappresenta un esempio virtuoso di dialogo tra impresa e istituzione culturale. Con la nascita di questo progetto il MAXXI rafforza ulteriormente il proprio impegno per la valorizzazione della fotografia contemporanea, linguaggio fondamentale per interpretare il presente e costruire memoria per il futuro”-dice Emanuela Bruni, Presidente Fondazione MAXXI.

