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Culture
Mostre, a Milano l’ispirazione inquieta di Medardo Rosso

di Simonetta M. Rodinò

Si fotografava le proprie sculture per indicare l'esatta incidenza luminosa, Sì, perché per Medardo Rosso la ricerca sull'uso del mezzo fotografico ebbe un'importanza straordinaria fin dagli esordi. All'artista torinese, ma attivo a Parigi per molti anni, è dedicata la mostra "Medardo Rosso. La luce e la materia", da domani alla Galleria d'Arte Moderna di Milano.

La rassegna non segue né una cronologia, difficile per la consuetudine di Rosso di riprendere l'opera spesso anche in anni successivi, né singole tematiche, in quanto all'artista non interessa il soggetto, ma la resa materica. L'esposizione, piccola ma curata, indaga i soggetti realizzati nelle diverse declinazioni: dal gesso alla cera al bronzo. Nelle cinque sale al piano terra, restaurate e destinate alla disciplina scultorea, si incontrano solo opere rigorosamente realizzate dall'autore stesso, mancato 70enne nel 1928.  

Una quindicina appartengono alla GAM milanese, cui si affiancano una selezione significativa proveniente dal Museo Rosso di Barzio, una serie di prestiti nazionali da Gallerie d'arte moderna con cui è stato condiviso lo sguardo sullo scultore e alcuni internazionali. Tra i lavori, in dialogo tra loro, il viso inclinato dai tratti velati che accentuano l'espressione dolente del bambino di "Enfant malade", cera su gesso prestata dallo Staatliche Kunstammlungen di Dresda, accanto alla realizzazione in bronzo; "Madame X", da anni gelosamente custodita a Venezia nella Galleria Internazionale d'Arte Moderna di Ca' Pesaro: la splendida cera è privata di qualunque riferimento e ridotta alla sola maschera di un volto in cui si rivelano il naso, l'incavo degli occhi e l'ombra di una bocca.
Se poi dal parigino Musée d'Orsay arriva il romantico bronzo "Aetas aurea", dove sono raffigurati in un tenero abbraccio la moglie e il piccolo figlio dell'artista, dal Musée Rodin ecco il bronzo "Rieuse", testimonianza di un'iniziale stima tra Rosso e François-Auguste Rodin, rapporto nel tempo piuttosto tormentato. Alle opere, spesso inclinate per scardinare la prospettiva, sono affiancate le fotografie - stampe a contatto da lastre originali e stampe originali- provenienti dalla Biblioteca civica di Vicenza. Considerate parte  integrante del suo lavoro, le immagini non si riferivano solo alle rielaborazioni e riedizioni delle sue sculture, ma erano anche occasione di ricerche sulla materia e sulla luce, svincolata dal confronto col vero.
La monografia, curata da Paola Zatti, è organizzata e prodotta dalla Galleria d'Arte Moderna di Milano e da 24 ORE Cultura - Gruppo 24 ORE

"Medardo Rosso. La luce e la materia"
GAM - Galleria d'Arte Moderna - via Palestro, 16 Milano
18 febbraio - 31 maggio 2015
Orari LUN 14.30 - 19.30 | MAR, MER, VEN, SAB, DOM 9.30 - 19.30 | GIO 9.30 - 22.30
Ingressi: € 12,00 intero (audioguida inclusa); € 10,00 ridotto (audioguida inclusa)
Ingresso cumulativo mostra Medardo Rosso + collezioni GAM
intero € 14 (audioguida inclusa); ridotto € 11 (audioguida inclusa)
Catalogo: 24 ORE Cultura
www.mostramedardorosso.it

 

Tags:
mostremilanomedardo rosso
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