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Culture

di Simonetta M. Rodinò

Esteta e narciso, Mario Schifano, predatore d’immagini, è un’icona dell’arte della seconda metà del ‘900.  Il suo attaccamento alla vita, la vitalità, l’erotismo, belle donne e belle auto, nonché i non pochi guai con la giustizia, causati dalla droga - che ne alimentarono il mito di “maledetto” - lo hanno reso un personaggio affascinante. Al grande autore, nato in Libia, ma trasferitosi a Roma, dove morì 64enne stroncato da un infarto, è dedicata la mostra “Mario Schifano 1960 -1970”, da domani al Castello Pasquini di Castiglioncello (LI). La rassegna, curata da Luciano Caprile e promossa in collaborazione con la Fondazione Marconi di Milano, ripercorre cronologicamente, attraverso 80 opere, il primo periodo della sua inquietudine artistica. Dai primi smalti monocromi ai “paesaggi TV”.  “Quel rettangolo vuoto, inserito nel deserto dello spazio, è l’incipit …il pretesto adottato per superare l’angoscia della pagina bianca che attende la prima parola, il primo segno…” spiega il curatore.  A turbare la monotonia cromatica delle enigmatiche finestre su un mondo da riscoprire o reinventare, saranno le strade e la propaganda dei prodotti commerciali esibiti sui muri.  Ecco comparire le citazioni della “Coca Cola”, che con “Esso” diventerà uno dei suoi marchi distintivi.  Nel 1962 Schifano compie il primo viaggio a New York, dove ammira quei cartelloni pubblicitari diventati spunto iconografico degli artisti “pop”: in particolare di Andy Warhol, affermatosi sulla scena dell’arte più di vent’anni prima. I suoi lavori reiterati, immagini-simbolo della cultura di massa americana - dalle Marilyn Monroe alle bottiglie di Coca Cola, dal simbolo del dollaro ai detersivi in scatola, dalle sedie elettriche alle scatolette di pomodoro -, saranno per Schifano un riferimento.  Non a caso i suoi “paesaggi italiani e incidenti” gli sono suggeriti dalla serie degli “incidenti stradali” del maestro statunitense. Non c’è forse tra i due un’assonanza per il tema della comunicazione, nel tentativo di agganciare la disattenzione del pubblico?

04Corpo in moto e in equilibrio, 1963 Acrilici su tela 200 x 300 cm (trittico)Guarda la gallery

Dalla sala dai “paesaggi anemici”, racconti di visioni appiattite, si passa a quella dedicata alla serie del “Futurismo rivisitato”, in cui si avvale di maquette da replicare con lo spray su carta e su tela a riesumare la celebre foto che propone in posa austera i quattro alfieri Boccioni, Severini, Carrà e Russolo col fondatore Marinetti. Dalla serie “Tuttestelle”, paesaggi stellati e ricchi di palme, quasi una sorta di memoria dell’infanzia trascorsa in Libia, nel 1968 compaiono le sagome realizzate per la sequenza di opere intitolate “Compagni compagni”, i cui personaggi impugnano falce e martello.  Infine tra 1969 e 1970 estrapola dallo schermo televisivo quelle immagini che avevano accompagnato fino a quel momento il suo fare quotidiano.

 

“Mario Schifano 1960 -1970”

Castello Pasquini - Piazza della Vittoria - Castiglioncello (Livorno)

21 luglio – 6 ottobre 2013

Orari: dal 21 luglio all’8 settembre tutti i giorni - 17 – 24 - Chiuso lunedì;

dal 10 settembre al 6 ottobre tutti i giorni 10 – 18 - Chiuso lunedì

Infoline: 0586/724.395/496

Ingressi: intero € 5 - ridotto € 3

Catalogo: Edizione Skira

www.comune.rosignano.livorno.it

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mario schifano
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