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Culture
Risorse utili a migliorare la scrittura professionale

La nuova economia della conoscenza e le attività di comunicazione e promozione che vi rivestono un ruolo centrale si alimentano incessantemente con la produzione di contenuti, anche solo testuali. Tanto che si sprecano in rete i consigli sul buon utilizzo della scrittura (creativa e non). E sono proliferati, specie negli ultimi vent’anni, i manuali dedicati al parlare e allo scrivere bene (o, almeno, correttamente). 
Nel flusso ininterrotto di proposte, suggerimenti, consigli, regole, pratiche a cui riferirsi, conviene provare ad abbozzare una sintesi almeno per chi è interessato a migliorare la propria comunicazione scritta per motivi professionali. Una sintesi che consiste nel suggerire, da parte nostra, alcuni testi (e autori) che non ci spingiamo a etichettare come “fondamentali”, ma che, siamo sicuri, possono rivelarsi validi per ogni tipo di esigenza.
Per chi opera nel mondo pubblicitario, specialmente per chi si è avviato da poco su questo percorso, un buon punto di partenza è il contributo di Anna Maria Testa, una delle pubblicitarie italiane di maggior successo, “costretta”, dal 1988, ad aggiornare periodicamente il suo “La Parola Immaginata. Teoria, tecnica e pratica del lavoro di copywriter”, edito da Il Saggiatore, essendo tuttora considerato un “must” in ambito accademico. Sì, è vero, il saggio non copre ancora l’ultima rivoluzione digitale, ma, oltre a descrivere appassionatamente i ruoli e la fasi di lavoro di un’agenzia pubblicitaria, regala l’esperienza e i suggerimenti di una professionista che ha fatto la storia della pubblicità italiana. Fra questi, anche la consultazione di “Esercizi di Stile” (Einaudi, 2005) di Raymond Queneau, un esilarante testo di retorica applicata, un'architettura combinatoria in cui si racconta, e quindi s’interpreta, lo stesso episodio in 99 modi differenti. I contributi più attuali di Anna Maria Testa sono agevolmente accessibili sul sito nuovoeutile.it e sulla rubrica che cura per la rivista Internazionale.
Della scuderia de Il Saggiatore, potrebbe essere utile anche una veloce lettura de “Il Copywriter. Mestiere d’arte” di Emanuele Pirella (2002), comodamente rinvenibile in biblioteca.
“Cassetta degli attrezzi” ormai utilizzata da milioni di scrittori “professionali” italiani è il manualetto di Luisa Carrada intitolato “Il Mestiere di Scrivere” (uscito nel 2008 con Apogeo) che raccoglie e riassume gli articoli, i consigli pratici e gli esempi che, dal 1999, sono stati offerti gratuitamente sull’omonimo sito. Fra le ultime fatiche editoriali della Carrada, segnaliamo “Lavoro, dunque Scrivo!” - in questo caso pubblicato, quattro anni fa, da Zanichelli - in cui si approfondiscono gli argomenti più classici dei manuali di scrittura (come la sintassi e il lessico) insieme a quelli più nuovi (le liste, i numeri, i microcontenuti), con tanti esempi ed esercizi di riscrittura, consigli puntuali e precisi, ma anche con l’invito a lasciarsi andare e a giocare con le parole.
Il catalogo Zanichelli ogni anno si arricchisce di “kit” per la scrittura professionale. Uno dei migliori in assoluto è il “Manuale di Scrittura e Comunicazione” (per l’università e per l’azienda), curato da più cervelli, la cui prima edizione risale addirittura all’ottobre del 1997, ma che è stato costantemente aggiornato, sino ai giorni nostri. In oltre 500 pagine, ogni aspetto dell’attività redazionale viene sviscerato: la differenza fra il “parlato” e lo “scritto”, tutte le tipologie di testo, la gerarchizzazione degli argomenti, le tecniche argomentative, il linguaggio figurato, toni e stili, dubbi grammaticali e autodiagnosi, gli aspetti grafici, più un appendice con una “grammatica in pillole”.
Come il manuale della Zanichelli, anche l’ultima proposta di “Editrice Bibliografica” offre assistenza a chi deve documentarsi, preparare e organizzare un testo, specialmente in occasione della stesura di una tesi universitaria, di un breve saggio, di un articolo. La seconda edizione di “Come Scrivere Tesi, Saggi e Articoli” (di Hellmut Riediger), interamente riveduta e ampliata, con particolare attenzione alle risorse offerte dal web 2.0, si propone, infatti, come strumento in grado di aiutare studenti, studiosi, docenti, redattori, giornalisti e autori nella strutturazione di un lavoro di scrittura. Ma non sarebbe male buttare uno sguardo sull’intero catalogo di Editrice Bibliografica, dato che è stata una delle prime (dal 1974) a pubblicare manuali di supporto all’attività redazionale e editoriale.
Per la scrittura “tecnica”, specialmente quella pubblicitaria, si può attingere anche dal vasto catalogo FrancoAngeli. Se trascurabile è uno dei volumi più recenti sull’argomento, quello di Daniela Salina intitolato “Slalom Tra le Parole”, ci si può rifare all’esperienza sul campo del professor Michelangelo Coviello, autore de “Il Mestiere del Copy. Manuale di scrittura creativa” (pubblicato nel 2005) e del più recente (2009) “Figure retoriche e pubblicità. Ricettario per art director e copywriter” che mira a ottenere una sinergia esplosiva fra testo e immagine.
Altro corposo catalogo dedicato alla comunicazione professionale, inclusa quella testuale, è quello di Lupetti. Fra le sezioni “Linguaggi Virali”, “Comunicazione Teorie e Tecniche”, “Grammatica del Comunicare”, “Classici della Pubblicità”, “Media New Media Web”, “Comunicazione Pubblica e Sociale” e “Del Libro e della Scrittura”, segnaliamo “Il Mestiere del Copywriter. L’arte della scrittura creativa” di Alastair Crompton, seppur un po’ datato, poichè risale al 1997.
Non ci soffermiamo sui prontuari dedicati alla scrittura creativa. Molto è già stato scritto anche con il contributo di scuole della creatività come la Holden o di maestri come il compianto Vincenzo Cerami il cui insegnamento è tramandato (gratuitamente) pure dalla websfera. Probabilmente è più faticoso scegliere un buon manuale di “scrittura non creativa”; che è il titolo del fortunato libro di Marco Santambrogio (Laterza 2014) sull’arte di composizione di un saggio, sebbene si discorra anche di problemi sostantivi quali la verità, la conoscenza, l'induzione, la spiegazione, la definizione. Per tutte le forme di scrittura, ci si può rivolgere pure al catalogo dell’associazione Delos Books che, non a caso, pubblica “Writers Magazine Italia” “uno strumento indispensabile per gli scrittori, un punto di riferimento tecnico e culturale per chi vuole avvicinarsi al mondo della scrittura in ogni sua forma, dalla narrativa alla poesia, dal giornalismo alla sceneggiatura.” Per scrivere bene in ogni contesto, un’eccellente risorsa è inoltre il libro di Bianca Barattelli, “Scrivere Bene. Dieci regole e qualche consiglio”, edito da Il Mulino nel 2015.
Restano comunque regole e approcci (come la sintesi, la semplicità, la chiarezza, la coerenza argomentativa, la rigorosità, il collegamento con riferimenti all’attualità o l’attenzione per il ritmo) da adottare obbligatoriamente se si vuole rendere efficace e coinvolgente qualsiasi tipo di forma e comunicazione scritta. Dino Audino editore ha il merito di aver portato in Italia i due manualetti che forse sono in grado di spiegare e sintetizzare meglio questi requisiti fondamentali. L’anno scorso è stato pubblicato “Scrivere Bene” di William Zinsser (in versione “small” rispetto all’edizione originale) - che circola negli Stati Uniti già dal lontanissimo 1976 - considerato dagli americani “la bibbia degli scrittori in cerca di una prosa chiara e coinvolgente”, tanto da aver venduto in quarant’anni oltre un milione di copie. Difficile da trovare nelle nostre biblioteche, ma accaparrabile, qui in Italia, con un ragionevole investimento di 14 euro. Come spiegano quelli di Dino Audino, il lavoro di Zinsser è il naturale proseguimento di quello di William Strunk jr. intitolato “Elementi di Stile nella Scrittura” - rieditato da E.B. White nel ’57 - e pubblicato dalla casa editrice romana nel 2008, ma, purtroppo, al momento difficile da recuperare pur rifacendosi agli stessi editori. Stiamo parlando di un libro di didattica con oltre cent’anni di vita, che ha formato tutte le generazioni americane dal 1918 - data della sua apparizione sul mercato librario - a oggi, vendendo milioni di copie. Stephen King ha scritto: “la maggior parte dei libri sulla scrittura sono pieni di scemenze. Una rispettabile eccezione alla regola di cui sopra è “The Elements of Style”. Non ci sono scemenze in quel libro e se ce ne sono, sono meno che veniali. Vi dico fin d’ora che tutti gli aspiranti scrittori dovrebbero leggere “The Elements of Style” ”. (Lo stesso King ha redatto “On Writing”, “un’autobiografia del mestiere”, pubblicata in Italia, come al solito, da Sperling). Nel libro di Strunk, infatti, è distillato solo l’essenziale. Dalle norme sintattiche all’analisi dei segni d’interpunzione, delle loro funzioni e di tutti i possibili usi; dalle norme compositive alle questioni di forma all’uso improprio delle espressioni linguistiche, fino a un approfondimento sullo stile e i suoi effetti. E questo in pochissime, essenziali pagine. Perché tutto il resto dovrebbe essere talento e applicazione.
Un altro classico, ammirato anch’esso da pubblico e critica, è “Il Mestiere dello Scrittore” di John Gardner, pubblicato nel 2010 da Marietti.
Anche per il giornalismo è ormai facile imbattersi, in libreria, nelle biblioteche e sul web, in manuali tecnici più o meno utili e inutili. Ci sono alcune case editrici addirittura specializzate in questo settore, come il Centro di Documentazione Giornalistica della cui produzione segnaliamo, oltre a “Giornalismo Online” del bravissimo Davide Mazzocco - riproposizione aggiornata di ciò che aveva pubblicato con Edizioni della Sera -, “Leggere per Scrivere. Manuale di lettura attiva e scrittura creativa”: l’originale lavoro di Patrizia Cotroneo e Pegentina Pedaccini, non a caso giunto alla terza edizione, ricco di citazioni per apprendere dai grandi maestri (assodato che la scrittura non è solo un dono, ma anche tanto studio e altrettanta tecnica). Fra le novità più interessanti del 2016, “Grammatica del giornalismo. Come si scrive per i media”, di Luciano Santilli, che raccoglie mille voci “per comunicare con chiarezza, concisione, eleganza su qualsiasi media, tradizionale e nuovo”. Un libro di carta “made goWare”, casa editrice digitale nata per pubblicare ebook.
Un’immensa “pasticceria della cultura”, infine, può essere considerato anche il negozio Hoepli, leader nella pubblicazione di testi per l’aggiornamento professionale. Cercando di stare al passo con tutte le novità scaturite dalle rivoluzioni 2.0 e 3.0, la casa editrice milanese, negli ultimi cinque anni, non ha certo lesinato guide per una comunicazione digitale efficace e di successo. La maggior parte di queste sono orientate al web marketing, come le ultime in ordine di data di pubblicazione: “Content Marketing. Promuovere, sedurre e vendere con i contenuti” dell’attivissimo Luca Conti e di Cristiano Carriero; “Le Nuove Regole della Scrittura. Strategie e strumenti per creare contenuti di successo” di Ann Handley. Altrettanto valido rimane il lavoro di Michael Miller, tradotto in italiano nel 2013, “Scrivere per il Web. Diventare un web copywriter e catturare l’attenzione dei clienti” che offre assistenza persino a chi è restio a cimentarsi nell’esposizione testuale.
Per i puristi della comunicazione scritta, imprescindibile - seppur introvabile, a meno che non si riesca a rivolgersi direttamente all’autore - è il prontuario “Un Po’ di Stile” redatto dal torinese Luigi Vernassa in cui sono raccolte quelle che dovrebbero essere le principali norme editoriali (per la corretta trascrizione di abbreviazioni, accenti, corsivi, citazioni, note, numeri, riferimenti bibliografici, ecc.) che vengono rispettate, più delle altre, da case editrici come Marsilio, nottetempo e “ovviamente” Zanichelli.
Come accennavamo nella nostra introduzione, si trova ormai di tutto anche e soprattutto in rete: portali e siti specializzati, ebook, guide, prontuari, tools, tracce audio, slides, video lezioni comodamente scaricabili come quelle - consigliate - del professor Enrico Cogno. Fra i siti specializzati, spiccano per competenza, gratuità e generosità di offerta (oltre a quelli che abbiamo menzionato nelle righe precedenti): 
- 4writing che raccoglie, inoltre, offerte lavorative del settore;
- Palestra della Scrittura che accoglie ogni visitatore regalandogli il prezioso manuale “Business Writing”;
- l’associazione Danae con il suo “rifugio per esordienti”;
- Palestra Writer che presenta, tra le altre cose, un esauriente approfondimento sul “fenomeno” dei marketplace letterari.
Come già saprete, anche qui in Italia, negli ultimi dieci anni, si sono diffusi marketplace - quasi sempre di origine straniera - che incrociano la domanda e l’offerta di servizi per la scrittura professionale: un opportunità soprattutto per chi non è ancora un professionista - o per chi stenta a trovare clienti e commesse lavorative - di racimolare qualche euro sfruttando le proprie competenze di composizione testuale. In base alla nostra (limitata) esperienza, alle indagine condotte da siti come Palestra Writer e alle opinioni che circolano nei forum specializzati, il marketplace più affidabile pare essere greatcontent -anch’esso di matrice tedesca -, sebbene non sia facile aggiudicarsi una commessa lavorativa. Mentre da evitare sarebbero piattaforme come Melascrivi o o2o, a me no che non ci si diverta a scrivere praticamente gratis. Chi vuole proporre articoli giornalistici, non cavandosela molto con la traduzione in inglese, può puntare alle italianissime Tidbit (di proprietà di Menabò srl), di cui però non si hanno più segnali di vita, e a DaoNews; anche Notum sarebbe abbastanza italiana, dato che è stata fondata da sei nostri connazionali, ma ha sede a Londra e tratta materiale diffondibile in tutto il mondo. 
Per testare il gradimento verso la propria opera letteraria si possono utilizzare le vetrine di Footwings, ideata e gestita da Simplicissum Book Farm, e, soprattutto, di Yeerida, l’emergente piattaforma per la lettura in streaming.
Per ulteriori consigli, link, indirizzi, nominativi, opportunità, imbeccate, segnalazioni ci si può rifare a Tropico del Libro, progetto nato nel 2011 con l’obiettivo di “contribuire a migliorare l’efficacia complessiva dell’ecosistema editoriale e culturale attraverso informazione critica, valorizzazione delle buone pratiche e facilitazione di reti cooperative”, e su Wuz, il “social dei libri” del gruppo Emmelibri.
Se, alla fine di tutto, non siete (completamente) soddisfatti dei nostri elenchi, c’è pur sempre il sito della Treccani con una nutrita sezione di suggerimenti per la lettura (e scrittura).

 

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