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L'ANTOLOGIA PUBBLICATA DA GUANDA

IL MOMENTO DEL DISTACCO - Nove racconti italiani. A cura di Alessandro Greco

La fine che affligge, che porta sollievo, che qualche volta fa addirittura sorridere. I nove autori italiani raccolti in questa antologia raccontano il momento del distacco in tutte le sue manifestazioni. C’è il dolore senza fine di un padre di fronte alla morte del figlio nel racconto di Maurizio de Giovanni, e c’è la morte che è una trappola per il serial killer più efferato di tutti i tempi, quel Ted Bundy condannato a continue e sempre più difficili reincarnazioni, con Phil Collins a fare da straziante colonna sonora tra una morte e l’altra, nel racconto di Gianluca Morozzi. C’è la scomparsa in un mondo del futuro, con scenari inquietanti, immaginata da Gianni Biondillo, e quella in un presente altrettanto grottesco e disturbante, come nel racconto di Sacha Naspini. E c’è un vecchio che sente la vita evaporare, a poco a poco, mentre la mente funziona ancora bene, e questa consapevolezza gli dà pace, come nel racconto di Marco Vichi. Tante le sfumature: i modi di morire, di vivere la morte, le morti bianche e quelle nerissime, le morti provocate e quelle subite, le morti accidentali, violente, dolcissime e via decedendo... in un susseguirsi vitalissimo di storie e toni narrativi variegati...

 

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Alessandro Greco, com'è nata l'idea della raccolta?
"Questa è la mia quinta curatela in ordine cronologico di pubblicazione, ma è in realtà il primo progetto da me ideato. È nata in un pomeriggio di noia ed è nata da una chiacchierata con Giulio Mozzi. Avevo già in mente di realizzare un'antologia di racconti AA. VV. perché amo i racconti brevi e trovo incredibile la loro scarsa 'vendibilità'. Ma questo è un altro discorso. Giulio mi disse solo una cosa. Che doveva essere qualcosa di 'diverso da tutto quanto fino allora pubblicato, un qualcosa destinato a segnare una posizione', perché altrimenti non avrebbe trovato collocazione editoriale o sarebbe caduto nell'oblio di lì a poco. Decisi allora di puntare in alto. Era il 2010. Tempo ne è passato e il risultato è sotto gli occhi di tutti. Gli ultimi 4 Premi Scerbanenco - Maurizio De Giovanni, Gianni Biondillo, Marco Vichi ed Elisabetta Bucciarelli - sono presenti nell'antologia con quattro gioielli narrativi. A loro ho scelto di affiancare quelle penne giovani con le quali condivido la visione della letteratura: Gianluca Morozzi, Matteo Righetto, Sacha Naspini e Barbara di Gregorio. Pensai e strutturai un tema stimolante e, una volta ottenuto il loro ok scrissi una mail accorata a Guanda. Dopo poche ore mi chiamò il dottor Brioschi in persona. All'inizio pensavo fosse uno scherzo, invece era proprio lui. Mi disse che il progetto era di suo gradimento e che voleva un altro autore, per chiudere a nove. A quel punto decisi di essere io quel nono...".

Cosa pensa dei tanti libri che raccontano storie di dolore e rinascita usciti negli ultimi mesi?
"Potrei scrivere chilometri dato il dolore che ha caratterizzato la mia vita negli ultimi mesi. Mi limito però a rispondere con una citazione. A parte qualche caso, quelli narrati sono i piccoli dolori. Sin da Seneca sappiamo, infatti, che 'I piccoli dolori sono loquaci, i grandi tacciono stupefatti'. E questo spiega molto, se non tutto. Dal canto mio posso spiegare il perché io nei miei testi parli sempre o almeno spesso di dolore, di frustrazione e sofferenze. Vivendo in questo pianeta mi comporto come una spugna: ne assorbo tutto lo schifo. Poi, una volta a casa, al riparo, mi metto al pc e letteralmente, me lo scrivo di dosso".

Quali sono i suoi prossimi progetti?
"Continuo con i progetti corali, sono la mia passione. Usciranno nel 2014 altre due antologie a tema però umoristico. Ed è finalmente in dirittura d'arrivo il mio romanzo che, è la prima volta che ne parlo pubblicamente, non ha ancora un editore... Il titolo (o meglio, quello che gli ho dato io ma che sicuramente mi cambieranno) è Nelle mani di una Madre. È un romanzo di formazione nel quale il protagonista ripercorre attraverso le sofferenze (e le gioie, ché non si può parlare sempre e solo di dolore e morte) di tre donne, sua Madre, sua Moglie (nonché Madre di sua Figlia) e sua Figlia (che in futuro sarà Madre?), il cammino che lo ha condotto ad essere ciò che è a riflettere sull'unica cosa che accomuna ogni essere umano, oltre la morte: l'essere passato Nelle mani di una Madre. Ci ho investito molto in termini di sonno perso e di editing intensivo. Sono estremamente soddisfatto. Vedremo se lo saranno anche gli editori ai quali lo invierò in lettura...".

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