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Culture

Attore, regista di teatro e cinema, scrittore e danzatore, Pippo Delbono è al Piccolo dall’8 al 20 ottobre prossimi con due spettacoli – Orchidee e Racconti di giugno – tre film e un incontro con il pubblico nel Chiostro Nina Vinchi. “Orchidee e Racconti di giugno”, spiega Delbono, “sono diversi punti di vista da cui osservo una medesima realtà, la nostra, un tempo in cui tutto è diventato uguale, piatto, uniforme, uno strato di fango, in politica come nei sentimenti, nella società come nel salotto di casa. Il teatro, per me, rappresenta l’alternativa. È la via all’essenza delle cose. Restituisce alla realtà le sue diversità e le sue sfaccettature: amore e desiderio, dolore per la perdita delle persone care, paura di una malattia cronica, ma anche la gioia che scaturisce dall’incontro con chi ci è vicino per istintiva affinità”. Lottare per distinguere il vero dal falso è l’ispirazione di Orchidee, al Piccolo Teatro Strehler in prima nazionale dall’8 al 17 ottobre: cercare la bellezza dove essa si nasconde, nelle pieghe della disperazione, nell’arte, nelle parole di Pasolini, nell’imprescindibile Shakespeare, nella magia del gesto di Pina Bausch e dei suoi danzatori: perché, diceva Anaïs Nin, “siamo artisti per creare un mondo in cui poter vivere”. La bellezza elegante e selvaggia del fiore è anche l’arma della poesia di fronte al dolore del lutto e di una perdita che sarà “per sempre”. Racconti di giugno, al Teatro Studio Melato dal 18 al 20 ottobre, autobiografia per la scena, ricostruisce “il filo rosso degli invaghimenti, la coscienza di una bellezza senza confini nelle storie, l’ardore non solo etico nelle scene della vita e nelle scene del teatro, l’estasi delle cose che ti perdono e che gli altri non ti perdonano, quel qualcosa di se stesso mai detto forse perché mai chiesto”.

 

Delbono foto Karine De VillDelbono - foto Karine De Villers e Mario BrentaGuarda la gallery

 

 

LA BIOFRAFIA DI DELBONO -  Pippo Delbono, autore, attore, regista, nasce a Varazze nel 1959.
Inizia la sua formazione nel teatro di tradizione, ma poi, in Danimarca, si dedica allo studio dei principi del teatro orientale, attraverso un rigoroso lavoro sul corpo e sulla voce. Pina Bausch lo invita  a seguire il suo lavoro.
Nei primi anni ‘80 fonda la Compagnia Pippo Delbono, con la quale realizza quasi tutti i suoi spettacoli, da Il tempo degli assassini (1987) a Orchidee (2013). Le sue non sono messinscene di testi teatrali ma creazioni totali, realizzate con un nucleo stabile di attori destinato a crescere nel tempo.
L’incontro con persone provenienti da situazioni sociali di emarginazione determina una svolta nella sua ricerca poetica: nasce così Barboni (1997). Alcuni di questi attori - tra cui Bobò, sordomuto incontrato e fatto uscire da un manicomio dopo un internamento durato 45 anni - hanno consolidato il loro lavoro all’interno della compagnia e sono tuttora parte centrale dell’esperienza.
I suoi spettacoli sono stati presentati in più di cinquanta Paesi.
Delbono, ormai da diversi anni, indaga anche il linguaggio cinematografico. Nel 2003, in occasione della tournée in Israele/Palestina gira il lungometraggio Guerra, che partecipa alla Mostra del Cinema di Venezia e vince il David di Donatello nella categoria documentari.
Grido (2006), il suo secondo film, partecipa alla Festa del Cinema di Roma.
Nel 2009 realizza La paura, girato interamente con un telefono cellulare, riversato successivamente  su pellicola dalla Cineteca di Bologna e presentato in selezione ufficiale al Festival del Cinema di Locarno nel 2009 nell'ambito di una retrospettiva dedicata alla sua produzione cinematografica, che comprende anche le versione cinematografiche de Il silenzio e Questo buio feroce.
Amore carne è stato selezionato nella sezione Orizzonti alla 68° Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia nel 2011.
Sangue, il film in cui rivive il suo rapporto con la madre recentemente scomparsa e l’incontro con l’ex brigatista Giovanni Senzani è stato presentato all’ultimo festival del Cinema di Locarno.
E’ attore nelle pellicole di registi come Luca Guadagnino, Bernardo Bertolucci, Peter Greenaway, Yolande Moreau, Valeria Bruni-Tedeschi, Marco Risi e Luigi Cinque.
Per il Teatro Sperimentale di Spoleto ha firmato la regia dell’opera lirica Studio per Obra Maestra nel 2007 e per il Teatro San Carlo di Napoli la regia della Cavalleria rusticana nel 2012.
Nel 2011 realizza Rosso Bordeaux, presentato a Bordeaux per Evento, festival diretto da Michelangelo Pistoletto.
Nel 2011 il Residenz Theater di Monaco di Baviera gli commissiona un lavoro come regista ospite dello stabile tedesco: nasce così Espressung (Il ricatto), la sua prima  creazione con attori non appartenenti alla sua compagnia. Lo spettacolo debutta a Monaco il 14 gennaio 2012 ed entra a far parte del repertorio.
Insieme a Alexander Balanescu, realizza e porta in tournée il concerto Amore e carne.
Sta lavorando con Laurie Anderson a Birds, che debutterà il prossimo autunno al Teatro Olimpico di Vicenza, e con Enzo Avitabile alla creazione dell’opera Requiem per nessuno.
Ha pubblicato volumi con Ubulibri, edizioni Actes Sud, con le edizioni Les Solitaires Intespestifs, con Garzanti e con Barbès editore.
Ma mère et les autres è il titolo del nuovo libro che Delbono sta scrivendo per Actes Sud.

 

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pippo delbonoteatro piccolo
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