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Culture
Wax: We Are the X, il film girato con il self(ie)-movie
Wax: We Are the X

Di Eduardo Cagnazzi

Dopo aver vinto il premio al migliore film in lingua straniera all’International Filmmaker Festival of World Cinema 2015 di Londra, arriva nelle sale cinematografiche “Wax: We Are the X”, opera prima di Lorenzo Corvino. Un’opera realizzata in collaborazione con Rai Cinema e con il tax credit, narrata non solo con la macchina da ripresa ma anche con il self(ie)-movie usando le tecniche proprie degli smartphone, che presenta diversi spunti narrativi, dal thriller al romantico, dal drammatico all’animazione, e che adopera uno dei linguaggi e delle manie più in voga dai giovani trentenni. Si tratta di un’opera quanto mai attuale, tanto per i temi quanto per gli intenti, come quello di portare alla luce lo scontro generazionale, dalla ricerca della propria dignità attraverso il lavoro al confronto sulla dialettica tra il concetto di sacrificio e di riscatto. In poche parole, “l’amicizia come un viaggio e il riscatto come una meta”, recita Wax. Sebbene si tratti di un esordio per il regista, il produttore, il direttore della fotografia, lo scenografo, il musicista e il casting director, il cast non ha rinunciato ad affrontare numerose sfide: dalle riprese nel cuore dell’Atlantico a 30mila piedi di altezza su un aereo di linea a quelle in mezzo al deserto e in quattro Paesi diversi, su un treno francese della fine dell’800 in Provenza fino sulla terrazza di un grande albergo di Monte Carlo.  

Questa la trama. Due giovani e una ragazza francese vengono inviati a Monte Carlo per le riprese di uno spot. Hanno a disposizione sette giorni per portare a termine l’incarico. Il viaggio diventa però presto un’avventura rocambolesca con eventi che vanno oltre il loro controllo. La relazione a tre che nasce tra i ragazzi si offre però come simbolo del confronto tra trentenni europei, uniti da un’esistenza da sacrificabili in cerca del riscatto per un’intera generazione. “Nei Paesi occidentali tutti i nati tra la fine degli anni ’60 e i primi anni ’80 appartengono a quella che viene definita Generazione X. Sono milioni di persone -sostiene il regista- che non hanno punti di riferimento o certezze per il proprio futuro. Oggi gli ultimi di quella generazione hanno superato i trent’anni e in alcuni Paesi vengono ribattezzati i Sacrificabili”.

Lorenzo Corvino nasce a Lecce nel 1079. Laureato in Lettere a Filosofia alla Sapienza, diventa giornalista e pubblica il romanzo “Da Julienne in poi” per Robin Edizione. Lavora su venticinque set cinematografici, tra cui l’ultimo di Mario Monicelli, come assistente alla produzione e aiuto regista. Attualmente Corvino è al lavoro sullo sviluppo della serie “The Cide” di cui ha diretto la puntata pilota presentata al Roma Fiction Fest nel novembre 2015.

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