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Culture
Youth di Sorrentino battuto dall'immigrazione di Audiard

Niente da fare per l'Italia. I film di Matteo Garrone (Il racconto dei racconti), Paolo Sorrentino (Youth - La giovinezza) e Nanni Moretti (Mia madre), in concorso al Festival di Cannes e tra i super favoriti della vigilia, rimangono a bocca asciutta. Sia la stampa italiana che internazionale tifava per i nostri tre moschettieri giunti in terra francese a testa alta. La giuria capitanata dai fratelli Coen ha preferito la storia di migrazione Dheepan del francese Jacques Audiard che conquista la Palma d'Oro contro ogni pronostico.

L'ungherese Son of Saul, opera prima di Laszlo' Nemes, tra i piu' gettonati, ambientato in un campo di concentramento nazista ha conquistato il Grand Prix, mentre il cappa e spada made in China The Assassin di Hou Hsiao-Hsien riceve la Palma per la miglior regia. Vincent Lindon, protagonista di La Loi Du Marche' di Stephane Brize', ha ricevuto l'applauso piu' lungo della platea. E' lui il miglior interprete di questa edizione del festival. Una performance profonda e toccante che sin dall'inizio ha convinto tutti. Cate Blanchett, considerata come la superfavorita, cede il passo alla compagna di set Rooney Mara: coppia lesbo nel film Carol di Todd Haynes. Il premio (ex aequo) va anche a Emmanuelle Bercot, compagna di Vincent Cassel nel film Mon Roi della francese Maiwenn. Il greco The Lobster di Yorgos Lanthimos con Colin Farrel e Rachel Weisz ambientato in un futuro distopico dove e' vietato essere single, ha ottenuto il Premio della Giuria, mentre Chronic di Michel Franco, che affronta il tema dell'eutanasia, conquista il premio della sceneggiatura.

 Audiard: il mio film riflette su migrazioni di oggi - La Francia batte l'Italia tre a zero in zona cesarini. Proprio come in una partita di calcio che si gioca solo all'attacco e all'improvviso arrivano i gol degli avversari negli ultimi minuti. La Palma d'Oro la vince Dheepan di Jacques Audiard (Grand Prix Speciale a Cannes con Il profeta nel 2009), una storia di emigrazione che parte dallo Sri Lanka e arriva fino alle banlieue parigine.

Il desiderio di cambiare vita da parte di un ex combattente (Antonythasan Jesuthasan), una donna (Kalieaswari Srinivasan) e una bambina di nove anni (Claudine Vinasithamby), che si ritrovano insieme in questo viaggio della speranza, si tramuta in pura illusione. Una storia che affronta un'urgenza in Europa. "Si', e' importante riflettere su questa situazione che sta vivendo il Mediterraneo e l'Europa - afferma Audiard -. Ho pensato a questo film diversi anni fa, ma oggi il problema e' ben piu' critico". Ed e' forse questo il motivo per cui la giuria ha scelto proprio la sua pellicola.

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