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Al via “Otranto in Luce”, la città si accende in uno show immersivo fino al 27 settembre

Al via “Otranto in Luce”, la città si accende in uno show immersivo fino al 27 settembre

Otranto, 11 settembre 2026 – Grande partecipazione di cittadini e turisti, anche internazionali, per “Otranto in Luce – La Pietra racconta la storia, la luce la rivela”, il percorso immersivo presentato a Otranto, luogo di forte attrattività per il turismo italiano e internazionale. Il progetto, sostenuto dal Ministero della Cultura nell’ambito del Piano Strategico “Grandi Progetti Beni culturali”, è realizzato dalla Direzione regionale Musei nazionali Puglia con il Comune di Otranto e l’Arcidiocesi di Otranto. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di trasformare la memoria dei Santi Martiri di Otranto in un racconto in cui storia, arte e tecnologia si intrecciano, per restituirla alla città attraverso un linguaggio nuovo e coinvolgente.

Il drammatico assedio e l’occupazione ottomana del 1480 costituiscono il punto di partenza di uno spettacolo immersivo e itinerante, nato da un’idea del Consigliere del Ministro per la Diplomazia Culturale Vincenzo Sofo e affidato alla direzione artistica del maestro francese Bruno Seillier, sceneggiatore, scenografo e regista di fama internazionale. Una vicenda che si inserisce nella storia millenaria di Otranto e di una regione attraversata nei secoli da dominazioni, scambi, incontri e scontri tra culture diverse, che hanno dato forma a una stratificazione ancora oggi tra i tratti più riconoscibili del patrimonio pugliese.

L’iniziativa animerà Otranto fino al 27 settembre con un coinvolgente percorso immersivo tra videomapping, giochi di luce e suggestioni sonore di grande intensità. Ogni sera, dalle 21.00 alle 24.00, il cuore antico della città si trasformerà in un affascinante palcoscenico a cielo aperto, regalando al pubblico un’esperienza visiva, emozionale e culturale di straordinario impatto.

Una storia straordinaria, tra memoria e meraviglia

“Otranto in Luce” racconta le radici profonde della città, rendendo omaggio ai Santi Martiri, simbolo di fede e memoria di una vicenda che ha segnato profondamente la storia di questa terra e che conserva ancora oggi un forte valore simbolico. Nelle pietre del borgo salentino vive la memoria di una vicenda secolare che ha plasmato l’identità della città e il suo lascito culturale. Nel luglio del 1480, l’assedio dell’imponente flotta ottomana segnò Otranto: la città, dopo un’eroica resistenza, cadde il 12 agosto. Ai superstiti fu offerta la possibilità di salvarsi rinunciando alla fede cristiana, ma ottocento otrantini scelsero il sacrificio, divenendo martiri sul colle della Minerva il 14 agosto. La loro scelta coraggiosa ha attraversato i secoli, fino alla canonizzazione nel 2013 da parte di Papa Francesco. Oggi la città custodisce i luoghi simbolo di questa memoria – nella Cattedrale di Santa Maria Annunziata sono deposte le loro spoglie – e rinnova il suo racconto attraverso la luce: uno spettacolo urbano che invita cittadini e visitatori a ritrovare nel passato una chiave per comprendere il presente.

La luce svela l’anima di Otranto

Il viaggio di “Otranto in Luce” trasforma la città in un affascinante teatro sotto le stelle, in cui storia e spiritualità si intrecciano attraverso luce, immagini e suono. Il percorso prende il via da suggestive installazioni che valorizzano Porta Terra, Cattedrale, Castello, Ex Chiesa dell’Immacolata, avvolgendole con giochi di luce che ne esaltano la bellezza e il significato. Si prosegue poi verso Porta a Mare: un imponente video-mapping anima una superficie di 40 per 28 metri, trasformando la pietra antica in uno schermo narrativo capace di affascinare e stupire. Il racconto culmina nel maestoso scenario del Fossato finale del Castello Aragonese, dove luci, immagini e colori si dispiegano su uno spazio di ben 87 per 17 metri, pari a 1.479 metri quadrati. Ogni aspetto è stato pensato per offrire al pubblico un’esperienza immersiva e coinvolgente: sistemi audio d’ultima generazione e luci perfettamente sincronizzate accompagnano immagini e musiche originali, curate con attenzione in ogni dettaglio per emozionare e sorprendere cittadini e turisti.

Alfredo Mantovano, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, ha affermato: “Il martirio è testimonianza e la testimonianza fa luce su una realtà altrimenti destinata a rimanere nascosta. Quando arriva fino al sacrificio della vita, quella luce riesce a squarciare il tempo e ad attraversarlo. Eppure, nonostante la grandezza del sacrificio dei Martiri di Otranto, per secoli la loro luce è rimasta confinata soprattutto al territorio circostante. Illuminare oggi il centro storico di Otranto con le immagini dei Santi Martiri significa vincere quell’oscurità e riportare alla luce una pagina fondamentale della storia dell’Europa cristiana. Una testimonianza di grande attualità, che ci ricorda, anche di fronte ai conflitti e alle distruzioni di oggi, il valore di beni come la fede, la libertà e la patria. La luce dei Martiri restituisce così alla grande storia uomini apparentemente piccoli, consegnando il loro sacrificio alla memoria di tutti”.

Pietro Cannella, Sottosegretario di Stato alla Cultura, ha dichiarato: “Un’iniziativa, giova ricordarlo, che rientra tra gli interventi previsti dal “Piano Strategico sui Grandi Progetti dei Beni Culturali”, lo strumento con cui il MiC finanzia interventi organici su siti di eccezionale interesse nazionale combinando tutela, restauro e promozione, e che beneficiano di un pacchetto complessivo da 4,3 milioni di euro stanziati dal Ministero della Cultura per il centro storico di Otranto in due tranche. Con la prima tranche sono stati destinati 2,5 milioni alla riqualificazione degli spazi pubblici del centro storico di Otranto, con il restauro di Palazzo Melorio, Torre Duchesca e del camminamento di Ronda. Con il secondo decreto, firmato dal Ministro Alessandro Giuli il 21 ottobre 2025, sono stati aggiunti 1,8 milioni collegati al primo intervento e finalizzati anche al “progetto per la narrazione dei fatti storici dell’eccidio dell’estate del 1480 dei Santi Martiri di Otranto”. E il titolo scelto per questa iniziativa contiene già il senso profondo di una scelta: la pietra custodisce. La luce rivela. E questa sera la luce ci aiuta a riscoprire una delle pagine più drammatiche e significative della storia di questa terra: quella dei Santi Martiri di Otranto del 1480”

Per Vincenzo Sofo, Consigliere del Ministro per la Diplomazia Culturale e ideatore del progetto: “Quello che presentiamo stasera non è un semplice spettacolo bensì un modello di politica culturale che il Ministero della Cultura, su forte volontà del Ministro Alessandro Giuli, ha deciso di portare a Otranto per farne un esempio da dare a tutti i territori di come il patrimonio storico-culturale immateriale e materiale delle nostre comunità possa e debba essere motore di sviluppo, estraendo il passato dalle pietre che lo custodiscono per irradiarlo nelle coscienze degli abitanti e dei turisti affinché possa essere trasportato nel futuro. Stasera non solo vogliamo dimostrare che la cultura dev’essere un motore di attrazione turistica, ma anche che il turismo dev’essere un motore di trasmissione culturale. Quello di stasera è un dono che il Ministero della Cultura fa a Otranto, invitandola a crederci e a portarla avanti nel tempo”.

Anita Guarnieri, Direttrice del Castello Svevo di Bari – Direzione regionale Musei nazionali Puglia, ha osservato: “Otranto in Luce è il risultato di un lavoro di squadra, costruito attraverso la collaborazione tra il Ministero della Cultura, il Comune di Otranto, l’Arcidiocesi e le diverse istituzioni coinvolte. Siamo lieti di aver contribuito a un progetto che mette competenze, linguaggi e tecnologie contemporanee al servizio di una delle pagine più significative della storia di Otranto, riletta in una chiave artistica inedita e personale da Bruno Seillier, artista di fama internazionale. Una vicenda che si inserisce nella storia millenaria di una terra segnata da scambi, incontri e scontri tra culture diverse, da cui è scaturito un patrimonio culturale ricco, stratificato e composito. Stiamo inoltre lavorando a un documentario che approfondirà il contesto storico e scientifico di questa vicenda, offrendo un ulteriore strumento di conoscenza. È la dimostrazione di quanto la cooperazione tra istituzioni del territorio possa tradursi in progetti di valorizzazione di grande qualità”.

Andrea Caroppo, Vicepresidente Commissione Trasporti, poste e telecomunicazioni, ha affermato: “Dieci anni fa Alfredo Mantovano mi parlò dell’idea di portare quella vicenda oltre i confini locali, attraverso un grande evento capace di restituirle la dimensione che le appartiene nella storia dell’Occidente e di farla conoscere al grande pubblico. Grazie a un grande gioco di squadra che ha unito il Comune di Otranto, l’Arcidiocesi e il Ministero della Cultura, attraverso la Direzione regionale Musei nazionali Puglia ci siamo riusciti. Una memoria così non può essere soltanto custodita: deve essere raccontata, tramandata e fatta vivere. Con questo spettacolo la pietra torna a parlare e la luce rende quella storia patrimonio di tutti. Mi auguro che sia soltanto il primo capitolo di un appuntamento stabile, capace di trasformare la più profonda identità di Otranto anche in un grande attrattore culturale e turistico”.

Per Francesco Bruni, Sindaco di Otranto: “‘Otranto in Luce’ costituisce la novità più rilevante della nostra programmazione culturale: utilizzando le nuove tecnologie digitali permette una ricostruzione storica affidata ad un linguaggio, che consente di attualizzare e divulgare la pagina più importante della nostra storia e offrirla a cittadini e turisti. Peraltro, il rapporto tra Otranto e la luce è quanto di più congeniale per la nostra città, che ogni giorno registra la prima alba d’Italia. Certamente, l’aspetto più significativo della manifestazione è quello di attualizzare e rendere sempre più viva la memoria dei Santi Martiri nella comunità idruntina e nel più ampio contesto nazionale e internazionale. Un ulteriore contributo di questo evento riguarda, infine, la valorizzazione e l’esaltazione della bellezza dei nostri monumenti più significativi”.

Bruno Seillier, Direttore artistico ha dichiarato: “Otranto è una città che custodisce nella sua pietra una memoria stratificata, fatta di civiltà, cultura e vicende che hanno attraversato i secoli. Con ‘Otranto in Luce’ abbiamo voluto creare un percorso capace di far emergere questa memoria attraverso la luce, l’immagine e il suono. Non si tratta semplicemente di illuminare i monumenti, ma di ascoltarli e lasciare che siano loro a raccontarsi. La luce diventa così una chiave per guardare Otranto oltre il primo sguardo e scoprire ciò che le sue pietre hanno conservato nel tempo”.

L’immagine coordinata e la comunicazione dell’evento portano la firma di Mosaico Studio.

Per maggiori informazioni consultare il sito web: https://museipuglia.cultura.gov.it

“Otranto in luce – La Pietra racconta la storia, la luce la rivela”

Date delle proiezioni: dall’11 al 27 settembre 2026

Orari delle proiezioni: dalle 21:00 alle 24:00

Biografia Artista

Bruno Seillier è un artista, regista e scenografo specializzato nella creazione di grandi eventi e spettacoli innovativi, in cui teatro e nuove tecnologie si uniscono per valorizzare luoghi storici e grandi opere del patrimonio francese. In oltre trent’anni di carriera ha realizzato più di ottanta spettacoli, firmando produzioni di rilievo come “Dame de Cœur” a Notre-Dame de Paris e “Les 100 ans de la Flamme” all’Arco di Trionfo, oltre a numerosi eventi dedicati a monumenti celebri, anniversari storici e omaggi istituzionali. Sempre attento all’innovazione, integra tecnica, emozione e bellezza in ogni progetto, con l’obiettivo di suscitare meraviglia e un profondo dialogo interiore nello spettatore.