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Basket, Pedone (APU Udine): “Il futuro del nostro movimento passa dal rispetto dei territori e delle comunità”

Basket, Pedone (APU Udine): “Il futuro del nostro movimento passa dal rispetto dei territori e delle comunità”
Alessandro Pedone, APU Udine

“Quanto accaduto nelle ultime settimane impone una riflessione sul futuro del basket italiano. Le regole sono state rispettate, ma questo non significa che il sistema non debba interrogarsi sull’impatto che determinate dinamiche hanno sui tifosi, sui territori e sulla credibilità del nostro movimento. APU Udine ha sempre scelto una strada diversa: non ha mai acquistato un titolo sportivo e ha costruito il proprio percorso sul campo, categoria dopo categoria. È una scelta di cui siamo orgogliosi, perché crediamo che il legame con il territorio, con i nostri tifosi e con gli sponsor rappresenti il vero patrimonio di una società sportiva. Chi guida un club ha anche una responsabilità etica nei confronti della propria comunità. Fare sport significa fare anche sociale e una squadra non può essere considerata un semplice asset da spostare da una città all’altra. Per questo ritengo che quanto accaduto rappresenti un danno d’immagine per l’intero movimento. Credo che la Lega Basket debba aprire un confronto serio con la Federazione per individuare strumenti e regole che, nel pieno rispetto delle norme, tutelino maggiormente il radicamento territoriale delle società e preservino il valore del rapporto con i propri tifosi. Il basket italiano ha bisogno di continuare a crescere senza perdere la propria identità, che nasce proprio dai suoi territori e dalle comunità che ogni giorno lo sostengono”. Lo ha dichiarato Alessandro Pedone, presidente della società sportiva di basket APU Udine, in occasione della conferenza stampa odierna nel corso della quale sono state presentate la campagna abbonamenti e le caratteristiche del roster della prossima stagione. La conferenza si è tenuta al termine di una stagione particolarmente complessa per il basket italiano, segnata dall’estromissione di Trapani dalla Serie A e dal ritiro di Bergamo dalla Serie A2 per motivi economici, oltre che dai trasferimenti dei titoli sportivi di Cremona e Brescia a Roma. Vicende che hanno acceso il dibattito sulla necessità di rafforzare le tutele per i club, il loro radicamento territoriale e il patrimonio rappresentato da tifosi e comunità locali.