La tecnologia sviluppata dall’azienda italiana supera la verifica sperimentale dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Bromance accelera la propria strategia nel settore delle energie rinnovabili e annuncia: “Siamo al lavoro anche sull’eolico, presto presenteremo i primi risultati”
Non soltanto produrre energia da fonti rinnovabili, ma riuscire a produrne di più dagli stessi asset attraverso la nanotecnologia. È questa la prospettiva sulla quale sta lavorando Bromance S.r.l. e che trova oggi una prima importante conferma nei risultati della sperimentazione condotta dall’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia – Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” sul coating nanotecnologico PhNEX sviluppato dall’azienda.
Nella configurazione sperimentale più performante, il trattamento applicato ai moduli fotovoltaici ha fatto registrare un incremento del rendimento dell’8,02% rispetto al modulo di riferimento non trattato. Un risultato che per Bromance va oltre il singolo prodotto e rafforza una strategia più ampia: utilizzare le nanotecnologie per intervenire sull’efficienza degli asset energetici esistenti, a partire dal fotovoltaico e, in prospettiva, dall’eolico. L’azienda è infatti già impegnata nello sviluppo di applicazioni nanotecnologiche destinate anche al settore eolico e annuncia che i risultati delle attività attualmente in corso saranno presentati prossimamente.
Fino all’8,02%: la verifica sperimentale di UNIMORE
La relazione tecnica sul coating PhNEX è stata redatta dal professor Simone Pedrazzi, Associato di Fisica Tecnica Industriale, e analizza l’efficienza di moduli fotovoltaici bifacciali sottoposti al trattamento superficiale sviluppato da Bromance. La sperimentazione ha interessato quattro moduli Jinko Tiger Neo N-Type da 575 Watt: un pannello non trattato, utilizzato come riferimento, e tre moduli trattati rispettivamente sulla superficie anteriore, posteriore e su entrambe le superfici. Nella configurazione con i moduli rialzati e ventilati, tutte e tre le applicazioni del coating hanno determinato un incremento del rendimento: +4,36% con trattamento frontale, +7,98% sul retro e +8,02% con applicazione fronte-retro. Nel punto di massimo rendimento, l’efficienza è passata dal 20,37% del modulo non trattato al 22,00% del modulo trattato su entrambe le superfici.
Salvini: “Può aprirsi una nuova era nell’efficienza delle rinnovabili”
“Quello ottenuto con UNIMORE non è semplicemente un buon risultato di laboratorio. Per noi rappresenta la conferma indipendente di un percorso tecnologico sul quale Bromance lavora e investe già da tempo”, afferma Dario Salvini, Amministratore Delegato di Bromance.
“La transizione energetica è stata costruita finora soprattutto intorno a una domanda: quanta nuova capacità rinnovabile possiamo installare? Crediamo che nei prossimi anni ne diventerà centrale anche un’altra: quanta energia in più possiamo ottenere dagli asset che abbiamo già installato? È su questa frontiera che la nanotecnologia può dare un contributo importante”.
Secondo Salvini, “se i risultati che stiamo ottenendo continueranno a essere confermati su scala crescente, potremmo essere all’inizio di una nuova era per il settore delle energie rinnovabili, nella quale l’innovazione dei materiali contribuirà non soltanto alla nascita di nuovi impianti, ma all’aumento dell’efficienza di quelli esistenti. Il fotovoltaico è una parte del percorso che abbiamo intrapreso. Stiamo lavorando anche sull’eolico e contiamo di presentarne presto i risultati”.
Russo: “Non vogliamo costruire più pannelli. Vogliamo far lavorare meglio quelli che già esistono”
“Il dato dell’8,02% ha per noi un significato molto preciso: certifica la bontà del lavoro svolto fino ad oggi e ci dà nuovo slancio per accelerare”, dichiara Carlo Russo, Direttore Generale di Bromance.
“Non siamo entrati oggi nel fotovoltaico. Ci lavoriamo da tempo, abbiamo investito nella tecnologia e abbiamo voluto sottoporla a una verifica esterna perché ritenevamo fondamentale confrontare il nostro lavoro con una misurazione indipendente. I risultati di UNIMORE ci dicono che la direzione intrapresa merita di essere sviluppata con ancora maggiore ambizione”.
Russo aggiunge: “Ma la prospettiva che ci interessa è ancora più grande. Non vogliamo limitarci a ragionare su come installare più pannelli o più turbine: vogliamo capire come la nanotecnologia possa far produrre meglio gli asset rinnovabili che già esistono”.
“Il fotovoltaico è oggi il primo risultato che possiamo rendere pubblico. Parallelamente stiamo lavorando sull’eolico, con lo stesso approccio: applicare la nanotecnologia all’efficienza dell’asset. Su questo fronte abbiamo attività in corso e contiamo di poter presentare presto i risultati. Se riusciremo a replicare anche lì risultati significativi, inizierà a delinearsi qualcosa di più ampio di un singolo prodotto: una vera piattaforma tecnologica dedicata all’efficienza delle energie rinnovabili”.
Dalla corsa ai nuovi Megawatt alla produttività degli asset
È proprio questo il cambio di paradigma sul quale Bromance intende concentrare la prossima fase della propria attività. L’espansione delle energie rinnovabili continuerà inevitabilmente a richiedere nuovi impianti. Ma accanto all’aumento della capacità installata si apre un secondo terreno di innovazione: migliorare la produttività energetica degli asset attraverso materiali e trattamenti tecnologicamente avanzati. Nel caso del fotovoltaico, PhNEX interviene attraverso un coating superficiale del modulo. La relazione UNIMORE evidenzia che il beneficio maggiore è stato osservato nella configurazione ventilata e indica nel comportamento termico dei moduli una possibile spiegazione delle prestazioni rilevate. La sperimentazione mostra inoltre come il risultato vari in funzione delle condizioni di installazione: nei test con pannelli appoggiati al terreno, il trattamento posteriore aveva prodotto un incremento del rendimento del 4,17%; nella configurazione rialzata e ventilata lo stesso tipo di applicazione ha raggiunto il 7,98%, mentre il trattamento fronte-retro ha raggiunto il valore massimo dell’8,02%.
La strategia Bromance: una piattaforma nanotecnologica per le rinnovabili
Per Bromance, quindi, la validazione ottenuta nel fotovoltaico rappresenta non un punto di partenza, ma la conferma di un percorso già intrapreso. L’azienda intende ora accelerare le successive fasi di sperimentazione e industrializzazione di PhNEX, estendendo progressivamente le verifiche su scala reale e per periodi più lunghi. Parallelamente proseguiranno le attività nel settore eolico. L’obiettivo strategico è progressivamente più ampio: sviluppare una piattaforma di soluzioni nanotecnologiche applicabili alle principali tecnologie di generazione rinnovabile, con l’obiettivo di migliorarne efficienza, produttività e valorizzazione degli asset. “Per noi la vera transizione non consiste soltanto nel produrre energia pulita. Consiste nel riuscire a produrne sempre di più utilizzando meglio ciò che abbiamo già costruito”, conclude Russo. “Il risultato sul fotovoltaico ci dice che vale la pena continuare a percorrere questa strada. E siamo soltanto all’inizio”.


