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Economia
Abi, si ferma la caduta dei prestiti

Raccolta ancora in calo a giugno in Italia. E' quanto emerge dal Rapporto mensile dell'Abi, secondo cui "l'andamento della raccolta complessiva (depositi da clientela residente + obbligazioni) registra a giugno 2015 una diminuzione di circa 23,4 mld di euro rispetto ad un anno prima, manifestando una variazione su base annua di -1,4% (-1,7% il mese precedente), risentendo della dinamica negativa della raccolta a medio e lungo termine". L'Abi rileva anche la diminuzione su base annua della raccolta a medio e lungo termine cioe' tramite obbligazioni. Quest'ultima a giugno 2015 e' calata del 14,8%, segnando una diminuzione su base annua in valore assoluto di 71 miliardi di euro), mentre i depositi aumentano - sempre a fine giugno 2015 - di 47,5 mld di euro rispetto all'anno precedente (su base annua, +3,9%, stesso valore di maggio).

Dalla fine del 2007, prima dell'inizio della crisi, ad oggi la raccolta da clientela e' passata da 1.513 a 1.686,5 miliardi di euro, segnando un aumento - in valore assoluto - di quasi 174 miliardi, aggiunge l'Abi. "A giugno 2015 il tasso medio sul totale della raccolta bancaria da clientela (somma di depositi, obbligazioni e pronti contro termine in euro a famiglie e societa' non finanziarie) in Italia si e' collocato all'1,35% (1,37% il mese precedente; 2,89% a fine 2007). Il tasso praticato sui depositi (conti correnti, depositi a risparmio e certificati di deposito) si e' attestato allo 0,66% (0,67% il mese precedente), quello sui PCT all'1,08% (1,14% il mese precedente). Il rendimento delle obbligazioni e' risultato pari al 3,05%, 3,06% il mese precedente. Lo spread fra il tasso medio sui prestiti e quello medio sulla raccolta a famiglie e societa' non finanziarie permane in Italia su livelli particolarmente bassi, a giugno 2015 e' risultato pari a 207 punti base (206 punti base il mese precedente). Prima dell'inizio della crisi finanziaria tale spread superava i 300 punti (329 punti % a fine 2007).

Abi: perdurare crisi fa crescere ancora sofferenze - "A seguito del perdurare della crisi e dei suoi effetti, la rischiosita' dei prestiti in Italia e' ulteriormente cresciuta, le sofferenze lorde sono risultate a maggio 2015 pari ad oltre 193,7 mld, dai 191,6 mld di aprile 2015". E' quanto si legge nel Rapporto mensile dell'Abi. "Il rapporto sofferenze lorde su impieghi e' del 10,1% a maggio 2015 (8,9% un anno prima; 2,8% a fine 2007), valore che raggiunge il 17% per i piccoli operatori economici (15,1% a maggio 2014; 7,1% a fine 2007), il 17,2% per le imprese (14,5% un anno prima; 3,6% a fine 2007) ed il 7,2% per le famiglie consumatrici (6,6% a maggio 2014; 2,9% a fine 2007)", continua il Rapporto. Secondo l'Abi, "anche le sofferenze nette registrano a maggio 2015 un aumento, passando da 82,3 miliardi di aprile a 83,4 miliardi di maggio. Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali e' risultato pari al 4,62% a maggio 2015 dal 4,56% di aprile 2015 (4,24% a maggio 2014; 0,86%, prima dell'inizio della crisi). Sulla base dell'ultimo dato disponibile, a marzo scorso il numero complessivo degli affidati in sofferenza era pari a 1.199.107 (in prevalenza imprese e famiglie)".

 

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