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Acconto Irpef di novembre, come pagare meno se il reddito è sceso

Entro il 30 novembre si deve pagare il secondo acconto Irpef. Con il metodo previsionale si può ridurre l’importo

Acconto Irpef di novembre, come pagare meno se il reddito è sceso
Tasse

Chi nel 2026 prevede di guadagnare meno rispetto al 2025 può valutare il metodo previsionale per calcolare l’acconto Irpef. La scelta permette di versare meno rispetto al metodo storico, ma una stima troppo bassa può comportare sanzioni e interessi.

Acconto Irpef, cosa si paga a novembre

Il 30 novembre 2026 è la scadenza ordinaria per il secondo o unico acconto Irpef. L’Agenzia delle Entrate ricorda che, quando l’acconto è dovuto in due rate, il 40% viene versato con la prima scadenza e il restante 60% entro il 30 novembre. Se l’acconto complessivo è inferiore a 257,52 euro, nei casi previsti il pagamento avviene in un’unica soluzione a novembre.

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Il metodo ordinariamente utilizzato è quello storico. Si prende come riferimento l’imposta risultante dalla dichiarazione relativa all’anno precedente. Può però diventare penalizzante per chi nel corso del 2026 ha perso il lavoro, ridotto l’attività, avuto meno compensi o registrato altre diminuzioni rilevanti del reddito.

Acconto Irpef, come funziona il metodo previsionale

Il contribuente può calcolare l’acconto sulla base dell’imposta che ritiene di dovere effettivamente per il 2026. Se il reddito dell’anno è inferiore a quello del 2025, anche l’Irpef finale può risultare più bassa. Di conseguenza si può ridurre il secondo acconto oppure, in alcuni casi, non versarlo.

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Nel 2026 si aggiunge un altro elemento. L’aliquota Irpef applicata al secondo scaglione, tra 28mila e 50mila euro, è scesa dal 35% al 33%. Per alcuni contribuenti il metodo storico può quindi produrre un anticipo più elevato rispetto all’imposta effettivamente attesa. Le simulazioni fiscali indicano che, a parità di reddito, la differenza può arrivare a 440 euro per chi raggiunge la parte alta dello scaglione interessato, salvo le regole specifiche previste per i redditi più elevati.

Acconto Irpef, il rischio se si versa troppo poco

Il metodo previsionale richiede però una stima attendibile. Se a consuntivo l’imposta dovuta per il 2026 risultasse superiore a quella utilizzata per calcolare l’acconto, la parte non versata può essere considerata insufficiente.

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A quel punto possono essere dovuti differenza d’imposta, interessi e sanzioni, salvo il ricorso agli strumenti previsti per regolarizzare il versamento. Chi ha avuto un calo evidente del reddito può quindi avere un vantaggio concreto dal metodo previsionale. Chi ha entrate variabili o non conosce ancora l’ammontare dei redditi dell’ultima parte dell’anno deve invece considerare un margine prudenziale.

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