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Economia
Guerra per Alstom, 48 ore di suspense: la sfida è tra GE e Siemens

Quarantotto ore di silenzio nella battaglia (economica) più interessante degli ultimi mesi, quella per la conquista del colosso francese Alstom, conteso a colpi di offerte tra General Electric e Siemens.

Il gruppo energetico e ferroviario, che l'americana General Electric vorrebbe acquistare per 13 miliardi di euro, ha deciso infatti di rinviare a mercoledi' l'annuncio della sua decisione. Fino quel giorno il titolo restera' sospeso dalle contrattazioni. Il presidente Francois Hollande si è riunito all'Eliseo con il premier Manuel Valls e i ministri dell'Economia, Arnaud Montebourg e dell'ecologia Segolene Royal per valutare le conseguenze dell'offerta anche alla luce di una controproposta della tedesca Siemens.

Il gruppo tedesco si è fatto avanti quando i giochi ormai sembravano fatti per il gigante americano. Siemens avrebbe offerto ad Alstom meta' del suo business dei treni piu' soldi cash, in cambio della divisione turbine elettriche. Lo rivela Le Figaro, secondo cui sarebbe questo il contenuto della lettera inviata al board di Alstom per segnalare la propria disponibilita' a discutere in modo non ufficiale di future opportunita' strategiche. Piu' nel dettaglio Siemens offrirebbe ad Alstom le unita' di produzione dei treni ad alta velocita' e delle locomotive ma non quella che produce linee metropolitane.

Hollande con il suo ministro dell'Economia Arnaud Montebourg incontra oggi all'Eliseo il n.1 della statunitense General Electric, Jeff Immet. Proprio il titolare del Tesoro, prima dell'incontro, ha avvertito che il governo francese blocchera' qualsiasi offerta considerata inadeguata per l'acquisto di Alstom. Il ministro ha spiegato che il governo respingera' qualsiasi accordo considerato non conveniente per la compagnia, i suoi dipendenti e l'economia. "Stiamo lavorando per migliorare le offerte e assicurarci che le compagnie francesi non diventino delle prese", ha detto Montebourg parlando ai microfono di Rtl Radio. Quanto alle offerte sul tavolo, quella di General Electric e di Siemens, il ministro ha detto che "consentiranno di adottare differenti strategie industriali". Montebourg ha annunciato che il presidente Hollande incontrera' anche il numero uno di Siemens.

Mentre in Francia sono già scattate la difesa del colosso nazionale dalle mire 'ostili' di GE e le relative preoccupazioni riguardanti l'occupazione, la vera gatta da pelare è proprio per Francoise Hollande, che rischia di restare col cerino in mano qualsiasi cosa succeda.

Se infatti dovessero spuntarla gli americani, il presidente potrà essere accusato di essersi lasciato portar via il campione nazionale, che 10 anni fa l'allora ministro dell'Economia Sarkozy aveva salvato in barba alle regole europee. Se invece dovesse vincere l'offerta tedesca, a Hollande verrà comunque rimproverato di aver ostacolato l'economia di mercato e la libertà d'impresa per proteggere un'azienda nazionale.

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