Caffè, cappuccini, brioches e dolci italiani restano ancora sullo stomaco al re del lusso Bernard Arnault. Ne sono la prova i bilanci del 2025 di Pasticceria Confetteria Cova (PCC) srl e della controllata Cova Montenapoleone (CM) srl. Si tratta del noto bar-pasticceria, bistrot di lusso, catering e laboratorio di dolci sito in via Montenapoleone a Milano di cui Lvmh, il gigante francese del lusso di Arnault, rilevò la maggioranza dell’80% nel 2013 strappandola dopo una gara a colpi di rilanci milionari con Miuccia Prada e Patrizio Bertelli.
PCC, controllata da Lwmh Italia, vede il 10% ciascuno rimasto alle sorelle Daniela e Paola Faccioli, della famiglia fondatrice: presidente è Alberto Fabbri, Paola Faccioli è amministratrice delegata e nel consiglio d’amministrazione siede Antonio Belloni, presidente di Lvmh Italia. Ebbene PCC ha chiuso il bilancio del 2025 con una perdita di oltre 2,2 milioni di euro migliore comunque di quella di 5,3 milioni del precedente esercizio, rosso che è stato ripianato insieme alle perdite accumulate (8,7 milioni) utilizzando le riserve.
A livello di ricavi s’è verificato un calo anno su anno da 2,9 milioni a 2,7 milioni. La perdita si deve a 2 milioni di svalutazioni intervenute sia su CM (1,5 milioni) sia sull’altra controllata Cova France (5226mila euro), writeoff deciso “considerando – si legge nella nota integrativa – il perdurare di risultati negativi negli ultimi esercizi e la proiezione dei risultati per i prossimi”. Del resto CM nel 2025 ha perso 1,5 milioni portando il rosso accumulato ad oltre 11 milioni, pur a fronte di 12,4 milioni di ricavi (erano stati 11,6 milioni nel 2024) anche grazie alle vendite ai franchisee, perché i costi sono saliti anno su anno da 12,9 milioni ad oltre 14 milioni.


