L’Assegno unico di settembre viene accreditato lunedì 21 e martedì 22 settembre 2026 alle famiglie che hanno già la prestazione in corso e non hanno registrato variazioni. Le date sono quelle fissate dall’Inps nel calendario ufficiale per il 2026.
L’importo cambia in base all’ISEE e alle maggiorazioni spettanti. Gli ultimi dati Inps indicano una cifra media di 177 euro per figlio, con valori che partono da circa 58 euro e possono arrivare a circa 227 euro nella fascia ISEE più bassa, prima di considerare le singole maggiorazioni.
Assegno unico settembre 2026: chi riceve il pagamento il 21 e 22 settembre
Il calendario pubblicato dall’Inps stabilisce gli accrediti del 21 e 22 settembre per le domande già in corso che non hanno subito modifiche. Non tutti vedranno quindi necessariamente il pagamento nello stesso giorno.
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Per le prime domande la tempistica è diversa. L’Inps precisa che la prima rata viene normalmente erogata nell’ultima settimana del mese successivo a quello in cui è stata presentata la richiesta. Nella stessa finestra vengono versati anche gli eventuali conguagli, sia a credito sia a debito.
A settembre alcuni beneficiari potrebbero inoltre ricevere comunicazioni relative ai controlli sull’ISEE corrente. L’Istituto sta confrontando le informazioni inserite nelle Dichiarazioni sostitutive uniche con quelle presenti nei propri archivi e può chiedere chiarimenti in presenza di anomalie.
Assegno unico settembre 2026: quanto spetta in base all’ISEE
Gli ultimi dati ufficiali disponibili riguardano luglio 2026. In quel mese l’importo medio, comprese le maggiorazioni applicabili, è stato di 177 euro per ciascun figlio.
Per il 2026 la fascia ISEE minima arriva fino a 17.468,51 euro. Per questi nuclei l’importo medio indicato dall’Inps è di circa 227 euro per figlio.
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La soglia massima è invece pari a 46.582,71 euro. Chi supera questo valore oppure non presenta un ISEE valido riceve la quota minima, pari a circa 58 euro al mese per figlio. La somma effettiva può essere superiore in presenza delle maggiorazioni previste dalla normativa, che dipendono dalla composizione del nucleo e dalle condizioni dei figli e dei genitori.
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Nei primi sette mesi del 2026 l’Inps ha erogato complessivamente 11,6 miliardi di euro a 6,1 milioni di nuclei familiari, per circa 9,7 milioni di figli.


