Per una pensione lorda di 1.500 euro al mese, la rivalutazione del 2027 potrebbe valere circa 43,50 euro mensili in più. L’assegno salirebbe quindi a circa 1.543,50 euro lordi.
Il calcolo utilizza l’ipotesi di un adeguamento del 2,9%, percentuale sulla quale si stanno effettuando le prime simulazioni in vista della prossima legge di Bilancio. Non si tratta ancora del valore definitivo che sarà applicato alle pensioni da gennaio.
ANSA riferisce che l’inflazione acquisita per il 2026 viene attualmente stimata al 2,9%. Se questo livello fosse confermato, la rivalutazione complessiva delle pensioni potrebbe costare allo Stato circa 10 miliardi di euro, prima degli effetti fiscali.
Pensioni 2027: il calcolo dell’aumento per effetto della rivalutazione
Con un importo mensile lordo di 1.500 euro il calcolo è diretto:
- pensione attuale: 1.500 euro;
- rivalutazione ipotizzata: 2,9%;
- aumento mensile lordo: 43,50 euro;
- nuovo assegno lordo: 1.543,50 euro;
- aumento annuo su 13 mensilità: circa 565,50 euro.
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La cifra effettivamente ricevuta sul conto sarà inferiore all’aumento lordo perché dipende dalle trattenute fiscali personali.
L’assegno da 1.500 euro rientrerebbe nella fascia che, con le regole attuali, riceve il 100% della rivalutazione. Il meccanismo in vigore prevede infatti il recupero pieno dell’inflazione sulla parte di pensione fino a quattro volte il trattamento minimo, pari oggi a circa 2.447 euro al mese.
Pensioni 2027, perché la soglia del 2,9% può ancora cambiare
La percentuale utilizzata nelle simulazioni di settembre non costituisce il dato definitivo. Come avviene ogni anno, il ministero dell’Economia dovrà stabilire con decreto il valore da utilizzare per la perequazione. Il provvedimento viene normalmente adottato verso la seconda metà di novembre, sulla base dell’andamento dei prezzi registrato durante l’anno.
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Se la percentuale finale fosse più alta del 2,9%, anche l’aumento dell’assegno crescerebbe. Se fosse più bassa, il recupero sarebbe inferiore. Per avere un riferimento, con una rivalutazione del 3% una pensione da 1.500 euro salirebbe di 45 euro al mese. Con il 2,5% l’aumento sarebbe di 37,50 euro.
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L’Inps applicherà il valore provvisorio definito dal decreto all’inizio del 2027 e potrà successivamente effettuare eventuali conguagli. Lo stesso sistema è stato utilizzato per il 2026, quando la rivalutazione provvisoria è stata fissata all’1,4%.
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Per chi riceve 1.500 euro, quindi, i 43,50 euro mensili restano al momento una stima, basata sulla percentuale del 2,9% utilizzata nelle simulazioni di settembre.


