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Rivalutazione pensioni 2027, quanto aumentano gli assegni e per chi

L’inflazione acquisita sale al 2,9%. Ecco quanto potrebbero crescere le pensioni da gennaio 2027: le proiezioni

Rivalutazione pensioni 2027, quanto aumentano gli assegni e per chi
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Le pensioni torneranno ad aumentare dal 1° gennaio 2027 per effetto della perequazione legata all’inflazione. La percentuale definitiva non è ancora fissata, ma i dati disponibili indicano aumenti superiori a quelli applicati nel 2026.

L’Istat ha stimato ad agosto un’inflazione acquisita per il 2026 del 2,9%. Il dato non coincide automaticamente con la rivalutazione delle pensioni, che viene determinata utilizzando l’indice previsto dalla normativa e formalizzata con un decreto del ministero dell’Economia alla fine dell’anno.

Rivalutazione pensioni 2027, quanto potrebbero aumentare

Nel 2026 le pensioni sono state rivalutate provvisoriamente dell’1,4%. L’Inps ha applicato il 100% dell’indice agli importi fino a quattro volte il trattamento minimo, il 90% alla fascia compresa tra quattro e cinque volte il minimo e il 75% alla parte superiore a cinque volte il minimo.

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Se il valore utilizzato per il 2027 si avvicinasse al 2,9% oggi indicato dall’inflazione acquisita, un assegno lordo di 1.000 euro potrebbe crescere di circa 29 euro al mese, arrivando intorno a 1.029 euro. Su una pensione di 1.500 euro l’aumento teorico sarebbe di circa 43,50 euro, mentre su 2.000 euro sarebbe vicino a 58 euro.

Si tratta di simulazioni, non degli importi definitivi. La percentuale effettiva dipenderà dal dato utilizzato nel decreto di perequazione e dall’eventuale intervento del governo con la legge di Bilancio.

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Per gli assegni più elevati il calcolo non consiste semplicemente nell’applicare una percentuale più bassa all’intera pensione. Il meccanismo ordinario prevede una rivalutazione per fasce, con percentuali differenti sulle diverse quote dell’assegno.

Rivalutazione pensioni 2027, perché il dato del 2,9% può ancora cambiare

La stima Istat di agosto fotografa l’andamento dei prezzi maturato nei primi mesi del 2026. L’inflazione nazionale è salita al 3,3% su base annua ad agosto, dopo il 2,9% registrato a luglio. Tra le componenti che hanno spinto l’indice ci sono anche i prezzi dell’energia.

L’andamento dell’ultima parte dell’anno sarà quindi determinante. Un rallentamento dei prezzi potrebbe ridurre il valore finale della perequazione; nuovi rincari energetici potrebbero invece mantenerlo su livelli più alti.

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A fine 2025 il governo aveva fissato per il 2026 una rivalutazione provvisoria dell’1,4%. Il trattamento minimo base è così passato a 611,85 euro mensili, prima degli eventuali incrementi aggiuntivi previsti per le pensioni più basse.

Rivalutazione pensioni 2027, quando arriveranno gli aumenti

La rivalutazione scatterà con il rateo di gennaio 2027. Prima servirà il decreto ministeriale che stabilirà la percentuale provvisoria da utilizzare.

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A gennaio potrebbe essere effettuato anche un eventuale conguaglio relativo alla perequazione del 2026 qualora l’indice definitivo risultasse diverso dall’1,4% applicato in via provvisoria.

Per conoscere gli aumenti effettivi bisognerà quindi attendere i dati definitivi sull’inflazione e il decreto di fine anno. Fino ad allora, le cifre possono essere utilizzate soltanto come stime.

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